Il servizio che segue lo si può leggere cliccando su : http://www.linksicilia.it/2014/08/in-sicilia-un-pugno-di-banditi-ci-sta-rubando-lacqua-per-toglierici-la-vita/
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Oggi tanto per cambiare, vorremmo, ancora una volta, parlarvi della
privatizzazione, o per meglio dire, dell’insano mercimonio dell'acqua.
privatizzazione, o per meglio dire, dell’insano mercimonio dell'acqua.
Di come un bene
vitale, necessario per vivere, come l'aria,
e che comunque non può e non deve
essere scambiata e venduta, da chicchessia, ente pubblico o privato che sia,
sia stata invece trasformata in una vile
e ben remunerata merce di scambio, per i soliti stragisti del bene comune!
vitale, necessario per vivere, come l'aria,
e che comunque non può e non deve
essere scambiata e venduta, da chicchessia, ente pubblico o privato che sia,
sia stata invece trasformata in una vile
e ben remunerata merce di scambio, per i soliti stragisti del bene comune!
E' come se ci vendessero l'aria che respiriamo!
Continuano, il altri termini, visto che l’acqua è vita, a
negare il diritto alla vita!
negare il diritto alla vita!
Vendere e/o comprare l'acqua, significa vendere e/o comprare
la nostra stessa vita!
la nostra stessa vita!
Tutti quanti dovremmo avere diritto, gratuitamente all’acqua, per il sol fatto di esistere, di essere
venuti al mondo.
venuti al mondo.
Perché ci continuano a negare l'acqua per bere, cucinare e lavarci?
Non si può continuare a vendere ed a comprare qualcosa che
ci appartiene.
ci appartiene.
Noi esseri umani, com’è risaputo, siamo composti per oltre il 75% di acqua ed abbiamo bisogno, per
rimanere in vita, di bere e nutrirci di acqua!
rimanere in vita, di bere e nutrirci di acqua!
Negare l'acqua agli esseri umani ed agli animali, significa
negar loro la vita!
negar loro la vita!
Il referendum plebiscitario disatteso e che risale a due anni fa aveva sancito,
in Italia, il ritorno all'acqua
pubblica.
in Italia, il ritorno all'acqua
pubblica.
I Governi Nazionali e
Regionali, per legge, avrebbero dovuto garantire a tutti gli esseri umani questo fondamentale diritto all'acqua gratis
per bere, lavarci e cucinare.
Regionali, per legge, avrebbero dovuto garantire a tutti gli esseri umani questo fondamentale diritto all'acqua gratis
per bere, lavarci e cucinare.
Cosa succede invece?
I gestori dei servizi idrici interrompono l'erogazione di
quella che dovrebbe essere acqua potabile a chi non ha i soldi per pagare delle salatissime bollette per
approvigionarsi di acqua, peraltro imbevibile e perciò non commestibile, perchè dissalata e/o inquinata.
quella che dovrebbe essere acqua potabile a chi non ha i soldi per pagare delle salatissime bollette per
approvigionarsi di acqua, peraltro imbevibile e perciò non commestibile, perchè dissalata e/o inquinata.
Interrompere l’erogazione dell’acqua nelle fontane pubbliche
e dentro le nostre case è come interrompere la vita, equivale ad uccidere le
persone.
e dentro le nostre case è come interrompere la vita, equivale ad uccidere le
persone.
Ci hanno rubato cioè,
uno dei due beni primari per continuare
a vivere, oltre all’aria che comunque regolarmente inquinano e rendono
cancerogena per favorire delle multinazionali private della siderurgia,
del petrolio e delle industrie chimiche, vedi Taranto, o tanto per rimanere in Sicilia, Gela,
Augusta, Priolo, Melilli o Milazzo.
uno dei due beni primari per continuare
a vivere, oltre all’aria che comunque regolarmente inquinano e rendono
cancerogena per favorire delle multinazionali private della siderurgia,
del petrolio e delle industrie chimiche, vedi Taranto, o tanto per rimanere in Sicilia, Gela,
Augusta, Priolo, Melilli o Milazzo.
E per di più la
gente è anche costretta a
spendere altre di centinaia di euro
l'anno, per comprarsi l'acqua da bere o
per cucinare in bottiglie di plastica.
gente è anche costretta a
spendere altre di centinaia di euro
l'anno, per comprarsi l'acqua da bere o
per cucinare in bottiglie di plastica.
Salvo a scoprire che dentro quelle bottiglie c’è proprio
qull’acqua che dovrebbero mandarci dentro le case con le condotte idriche ma
che la Regione Siciliana preferisce
concedere (la nostra acqua, l’acqua pubblica cioè) a prezzi irrisori, alle
multinazionali, quali la svizzera Nestlé, come avviene a Santo Stefano di
Quisquina, nell’Agrigentino.
qull’acqua che dovrebbero mandarci dentro le case con le condotte idriche ma
che la Regione Siciliana preferisce
concedere (la nostra acqua, l’acqua pubblica cioè) a prezzi irrisori, alle
multinazionali, quali la svizzera Nestlé, come avviene a Santo Stefano di
Quisquina, nell’Agrigentino.
La saga dei diritti umani fondamentali negati
a noi cittadini italiani, purtroppo, non finisce qua!
a noi cittadini italiani, purtroppo, non finisce qua!
Si tratta pur sempre di diritti che dovrebbero essere
tutelati, in maniera sacrosanta, dalla nostra Carta Costituzionale.
tutelati, in maniera sacrosanta, dalla nostra Carta Costituzionale.
Ma per entrare nello specifico dell’acqua, approfitto di un intervista rilasciata dal
sindaco di Casteltermini, Nuccio Sapia e diffusa on-line dal giornale della
Diocesi di Agrigento, L’Amico del Popolo.
sindaco di Casteltermini, Nuccio Sapia e diffusa on-line dal giornale della
Diocesi di Agrigento, L’Amico del Popolo.
E’ grazie a Don Carmelo Petrone che mi ha mandato, oggi,
a Ferragosto, su face book, questo link http://www.lamicodelpopolo.it/primo-piano/item/962-servizio-idrico-in-provincia-intervista-a-nuccio-sapia-sindaco-di-casteltermini-sapia.html#.U-2jFIoyuvV.facebook che ne ho voluto approfittare, per occuparmi,
ancora una volta, di queste vicende, assieme a quelle che riguardano l’altro
scandalosissimo problema, ossia quello della scellerata gestione dei rifiuti.
a Ferragosto, su face book, questo link http://www.lamicodelpopolo.it/primo-piano/item/962-servizio-idrico-in-provincia-intervista-a-nuccio-sapia-sindaco-di-casteltermini-sapia.html#.U-2jFIoyuvV.facebook che ne ho voluto approfittare, per occuparmi,
ancora una volta, di queste vicende, assieme a quelle che riguardano l’altro
scandalosissimo problema, ossia quello della scellerata gestione dei rifiuti.
Sono cose, peraltro, come è risaputo, da me
denunciate alla Procura della Repubblica di Agrigento.
denunciate alla Procura della Repubblica di Agrigento.
Adesso ho inoltrato tali denunce anche alla Procura Generale di Palermo, alla Procura della Corte dei Conti, oltre che
al presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, il dott. Raffaele
Cantone.
al presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, il dott. Raffaele
Cantone.
Sia la segreteria del dott. Cantone che la Procura della
Corte dei Conti mi hanno già dato
conferma di avere ricevuto una mia circostanziata lettera che riguarda la
gestione illegale dell’acqua in Sicilia e gli affidamenti diretti, illegittimi,
concessi sempre alle stesse ditte, senza
gara, per ormai miliardi di euro per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Corte dei Conti mi hanno già dato
conferma di avere ricevuto una mia circostanziata lettera che riguarda la
gestione illegale dell’acqua in Sicilia e gli affidamenti diretti, illegittimi,
concessi sempre alle stesse ditte, senza
gara, per ormai miliardi di euro per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Dei costi economici e
delle tariffe che in Sicilia, cittadini, imprese e comuni sono costretti
a pagare, a causa di queste illegalità da me denunciate, e che risultano i più cari d’Italia (almeno
il doppio della media nazionale), da
qualche anno a questa parte, ne abbiamo
parlato sino alla nausea.
delle tariffe che in Sicilia, cittadini, imprese e comuni sono costretti
a pagare, a causa di queste illegalità da me denunciate, e che risultano i più cari d’Italia (almeno
il doppio della media nazionale), da
qualche anno a questa parte, ne abbiamo
parlato sino alla nausea.
Così come dei disastri che vanno dall’inquinamento dei mari,
ai pericolosissimi costi ambientali causati dall’illegale
smaltimento oltre che dei liquami, anche
dei rifiuti che per oltre il 93%, in Sicilia, vengono sotterrate in alcune ben
individuate (anche dalle Procure e dai
Tribunali, alla luce dei recenti sequestri ed arresti), discariche private.
ai pericolosissimi costi ambientali causati dall’illegale
smaltimento oltre che dei liquami, anche
dei rifiuti che per oltre il 93%, in Sicilia, vengono sotterrate in alcune ben
individuate (anche dalle Procure e dai
Tribunali, alla luce dei recenti sequestri ed arresti), discariche private.
Tanto che continuare a parlare degli
errori che, negli anni, la politica provinciale e regionale ha commesso, se non
si trattasse di un vero e proprio olocausto di diritti fondamentali, sembra
superfluo.
errori che, negli anni, la politica provinciale e regionale ha commesso, se non
si trattasse di un vero e proprio olocausto di diritti fondamentali, sembra
superfluo.
Adesso la parola, pardon,
le decisioni con le relative sentenze, spettano alla Magistratura, da me
interpellata già da anni.
le decisioni con le relative sentenze, spettano alla Magistratura, da me
interpellata già da anni.
Ad esempio, a
proposito di uno dei tanti problemi causati dall’ATO idrico agrigentino,
L’Amico del Popolo parla della creazione
di una vera e propria ‘’anomalia
agrigentina" con comuni che hanno consegnato le reti ed altri che non lo
hanno fatto.
proposito di uno dei tanti problemi causati dall’ATO idrico agrigentino,
L’Amico del Popolo parla della creazione
di una vera e propria ‘’anomalia
agrigentina" con comuni che hanno consegnato le reti ed altri che non lo
hanno fatto.
Con differenti tariffe, i cui importi sono notevolmente
diversi.
diversi.
E, nello stesso Ambito Territoriale Ottimale ( si fa per
dire!), la situazione è paradossale, se si considera che anche tra i comuni che
hanno consegnato le reti, in 5 si paga
solo una quota forfettaria l'anno ed in altri 22, si paga l'acqua che si
consuma, contabilizzata dai contatori.
dire!), la situazione è paradossale, se si considera che anche tra i comuni che
hanno consegnato le reti, in 5 si paga
solo una quota forfettaria l'anno ed in altri 22, si paga l'acqua che si
consuma, contabilizzata dai contatori.
L'acqua nell'Agrigentino è come la religione in epoca
medievale, quando in ogni regione si professava e si amministrava, a cura del
sovrano, il culto che si riteneva
opportuno, tanto da affermare il famoso principio latino : cuius regio eius est
religio.
medievale, quando in ogni regione si professava e si amministrava, a cura del
sovrano, il culto che si riteneva
opportuno, tanto da affermare il famoso principio latino : cuius regio eius est
religio.
Se oggi volessimo riferirci a come si eroga e si paga
l'acqua potabile (insomma quel liquido
che ci mandano a casa!) nell'agrigentino (sicuramente almeno il doppio della
media nazionale!), dovremmo concludere
che cuius comune eius est tariffa...
l'acqua potabile (insomma quel liquido
che ci mandano a casa!) nell'agrigentino (sicuramente almeno il doppio della
media nazionale!), dovremmo concludere
che cuius comune eius est tariffa...
Unicuique suum, a ciascuno il suo, avrebbe concluso il mio più illustre concittadino,
Leonardo Sciascia!
Leonardo Sciascia!
Nel nostro caso a
ciascun comune o cittadino, la sua tariffa diversa, la sua bolletta
personalizzata!
ciascun comune o cittadino, la sua tariffa diversa, la sua bolletta
personalizzata!
Ma viene anche fuori come in Sicilia l'acqua non è pubblica
anche perché Siciliacque spa (75%
privata e 25% Regione Sicilia) è la
società per azioni che di fatto e di
diritto è privata ed alla quale sono
state ceduti gratuitamente dighe, impianti e reti costati, negli anni, alla
Regione, a noi cittadini cioè, decine di
miliardi di euro!
anche perché Siciliacque spa (75%
privata e 25% Regione Sicilia) è la
società per azioni che di fatto e di
diritto è privata ed alla quale sono
state ceduti gratuitamente dighe, impianti e reti costati, negli anni, alla
Regione, a noi cittadini cioè, decine di
miliardi di euro!
E questa concessione, Siciliacque ce l’ha fino
al 2044!
al 2044!
Campa cavallo!
Per altri 30 anni cioè, abbiamo regalato il nostro ingente
patrimonio e l’acqua pubblica a
questa concessionaria del servizio di
captazione, accumulo, potabilizzazione e adduzione delle risorse idriche , per
tutta la Sicilia.
patrimonio e l’acqua pubblica a
questa concessionaria del servizio di
captazione, accumulo, potabilizzazione e adduzione delle risorse idriche , per
tutta la Sicilia.
E che cosa fa tale
società privata?
società privata?
Ci vende l'acqua, la nostra acqua , attraverso i vari
gestori del servizio idrico a 0,75 centesimi
al metro cubo, senza dimenticare che,
alcuni comuni dell'agrigentino, azionisti dei consorzi del Voltano e del Tre Sorgenti, vendono l'acqua ad altri comuni.
gestori del servizio idrico a 0,75 centesimi
al metro cubo, senza dimenticare che,
alcuni comuni dell'agrigentino, azionisti dei consorzi del Voltano e del Tre Sorgenti, vendono l'acqua ad altri comuni.
Tale prezzo dell’acqua (che fu pubblica!), viene maggiorato
da parte della varie società per azioni private, titolari della distribuzione,
quali Girgenti Acque, anche del 500%.
da parte della varie società per azioni private, titolari della distribuzione,
quali Girgenti Acque, anche del 500%.
Infatti, gli agrigentini si sono viste recapitare bollette i
cui importi delle tariffe per ogni metro cubo d’acqua consumato sono costretti
a pagare anche 4 euro!
cui importi delle tariffe per ogni metro cubo d’acqua consumato sono costretti
a pagare anche 4 euro!
Neanche la cocaina garantisce agli spacciatori guadagni del
genere!
genere!
Poi bisogna tener
conto che, per onorare ormai l’ormai canonico sistema di scatole cinesi, sono proprio tali gestori privati quelli che
formalmente comprano l’acqua da
Siciliacque, gli azionisti di Siciliacque.
conto che, per onorare ormai l’ormai canonico sistema di scatole cinesi, sono proprio tali gestori privati quelli che
formalmente comprano l’acqua da
Siciliacque, gli azionisti di Siciliacque.
In altri termini comprano da sé stessi, dalla società dove
sono soci, quei 75 centesimi a metro cubo d’acqua che ci rivendono 4 euro,
sempre per ogni metro cubo.
sono soci, quei 75 centesimi a metro cubo d’acqua che ci rivendono 4 euro,
sempre per ogni metro cubo.
Insomma, come non chiosare il tutto con il sommo poeta: Ahi
serva Italia (o Sicilia, se preferite), di dolore ostello, non donna di
province ma bordello!
serva Italia (o Sicilia, se preferite), di dolore ostello, non donna di
province ma bordello!
Ed i mezzo a questo
bordello ci sguazzano quei privati, da me denunciati, che si sono arricchiti e vogliono continuare a
farlo oltre che con i soldi delle nostre bollette, le più care d’Italia, anche con
i miliardi di euro di fondi europei che intendono razziare direttamente,
senza partecipare ad alcun bando pubblico, come già avviene per i miliardi di
euro che si sono fregati con i rifiuti.
bordello ci sguazzano quei privati, da me denunciati, che si sono arricchiti e vogliono continuare a
farlo oltre che con i soldi delle nostre bollette, le più care d’Italia, anche con
i miliardi di euro di fondi europei che intendono razziare direttamente,
senza partecipare ad alcun bando pubblico, come già avviene per i miliardi di
euro che si sono fregati con i rifiuti.
Tanto sono loro i nostri
concessionari regionali, padroni cioè della nostra acqua, dei nostri
impianti, della nostra vita!
concessionari regionali, padroni cioè della nostra acqua, dei nostri
impianti, della nostra vita!
A chi volete che vadano a finire anche i miliardi in
arrivo dei fondi europei?
Ma ai nostri padroni, ai padroni delle nostre risorse e dei nostri serviziarrivo dei fondi europei?
che una volta erano pubblici ed ora sono più semplicemente degli enormi malaffari privati!
Salvatore Petrotto
Nota a margine
Va aggiunto che l’Ars ha provato a far tornare – in alcune aree della
Sicilia dove i privati hanno fallito – la gestione dell’acqua in capo ai
Comuni. Ma l’Ufficio del Commissario dello Stato, richiamandosi alla
giurisprudenza europea, ha impugnato la legge.
Un’impugnativa discutibile. Da una parte, infatti, c’è il referendum
italiano che ha sancito la volontà popolare del ritorno all’acqua pubblica.
Dall’altra parte, c’è la volontà di un’Unione europea delle banche e della
finanza che ha interessi diretti nella gestione privata dell’acqua e che impone
alle magistrature europee di tutelare gli interessi privati a scapito
dell’interesse pubblico.
Davanti a un fatto così grave, i giuristi dell’Ufficio del Commissario dello
Stato – richiamandosi al primo Coro dell’Adelchi? – non hanno saputo o voluto
far di meglio che genuflettersi all’Europa presunto-unita.
Il parlamentare regionale del PD - Giovanni Panepinto – che
è persona seria e per bene, dal suo blog ha chiesto al Governo regionale di
portare questa storia davanti alla Corte Costituzionale.
Il Governo regionale di Rosario Crocetta lo farà? Ricordiamo che Crocetta e
chi gli sta dietro non vogliono il PD nella Giunta regionale proprio perché
debbono tutelare interessi privati a scapito di quelli pubblici: cosa che
stanno facendo in tanti settori della vita pubblica siciliana, utilizzando la
copertura di un’antimafia ridicola e farsesca.
Il PD siciliano è un Partito dai tanti volti (quello del capogruppo all’Ars,
Baldo Gucciardi, è un volto appiattito sugli interessi di
Crocetta e dei suoi accoliti). Ma in questo caso, con Panepinto, sta portando
avanti una battaglia sacrosanta (su questo punto torneremo nei prossimi
giorni).
Ce la farà l’onorevole Panepinto a vincere questa battaglia che è culturale
prima che sociale ed economica? Noi ce lo auguriamo.
Giulio Ambrosetti (direttore del giornale on-line Link Sicilia)

