martedì 31 dicembre 2013

Discorso di fine anno: Grillo attaccherà a testa bassa, Napolitano si arrampicherà sugli specchi

Discorso di fine anno: Grillo attaccherà a testa bassa, Napolitano si arrampicherà sugli specchi



Discorso di fine anno: Grillo attaccherà a testa bassa, Napolitano si arrampicherà sugli specchi


 31 dic 2013   Posted by Redazione  0 Comment


IL LEADER DEL MOVIMENTO 5 STELLE HA CONQUISTATO LA RIBALTA. STASERA IL SUO ‘SPETTACOLO’ SARA’ MOLTO PIU’ DIVERTENTE DELLE PAROLE DEL CAPO DELLO STATO
Ragazzi, dobbiamo ammetterlo: Beppe Grillo è geniale! Con questa storia del discorso di fine anno ‘alternativo’ a quello del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conquistato la ribalta. Soprattutto sulla rete (che poi è il suo vero obiettivo).
Anche quelli che lo detestano – in primo luogo gli esponenti del PD, Partitobeppe grillo a palermo che viene ogni giorno sputtanato, dalla Web tax pro De Benedetti ai ‘buchi’ del Monte dei Paschi di Siena, per citare due punti forti – sono caduti nella ‘trappola mediatica’.
Sono infatti tanti gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti del PD che sono intervenuti sulla rete per dire che, loro, ascolteranno il discorso di fine anno di Napolitano. Che, poi, era quello che voleva Grillo: far parlare di lui, male o bene importa poco: l’importante è parlarne.
Ma Grillo non ha vinto solo sul piano mediatico, perché stasera vincerà anche sul piano dei contenuti. Per un motivo semplice: perché il capo dello Stato deve difende ciò che ormai è indifendibile: l’Italia nell’Unione europea e nell’euro. Mentre Grillo – pur non professando più, almeno in questa fase, l’uscita del nostro Paese dall’euro – avrà buon gioco a stigmatizzare i danni prodotti dal Governo Letta-Alfano-Bilderberg.
Certo, le tv, in questi ultimi giorni, hanno dato spazio a Letta e ad Alfano che hanno avuto la faccia tosta di affermare che il loro Governo ha ridotto le tasse. Minchiate col botto, perché non solo il Governo nazionale ha aumentato la pressione fiscale, ma ha creato i presupposti per far schizzare all’insù tasse e imposte locali. Perché con i tagli pesanti che il Governo Letta-Alfano-Bilderberg ha operato sugli enti locali, i Comuni, nel 2014, aumenteranno le tasse a carico dei cittadini.
Tutte queste cose i cittadini italiani le sanno. E Napolitano farebbe bene aletta napolitano evitare ogni accenno, anche remoto, alle tasse.
Grillo avrà buon gioco perché la realtà – quella vera – l’ha illustrata ieri, con correttezza, l’Istat. Che, semplificando al massimo, ha lasciato intendere che l’Italia, in questo fine 2013, è in piena crisi: imprese che chiudono. disoccupazione in crescita esponenziale, consumi ridotti, famiglie sempre più povere.
Questa è l’Italia di oggi. La pressione fiscale che si riduce e la ripresa che avanza sono altre due balle.  Insomma, è inutile che, in tv, Letta e Alfano si inventino abbassamento delle tasse e ripresa economica.
Ed è semplicemente incredibile affermare che l’esecutivo nazionale ha ridotto l’Imu sulla prima casa! Dimenticando che il PD era contrario all’abolizione dell’Imu sulla prima casa e ha fatto di tutto per appioppare agl’italiani anche questa ‘botta’.
Che dire? Che pur di fare ‘brodo’ il Governo Letta-Alfano-Bilderberg si è messo a ‘berlusconeggiare’ sull’Imu….
Detto questo, Napolitano, stasera, si arrampicherà sugli specchi. Mentre Grillo menerà fendenti a destra e a manca. Il Presidente della Repubblica proverà a promettere ripresa economica, rilancio della produzione e dell’occupazione eccetera eccetera. Ma nessuno ci crederà. A meno che – ma a noi sembra impossibile – Napolitano non cominci a parlare male del Club di Bilderberg, dell’Unione europea e dell’euro. Ma, lo ribadiamo, conoscendo il linguaggio misurato di Napolitano e la sua fede – a nostro avviso mal riposta – nell’Unione europea, non dovrebbe essere questo il tenore del suo discorso.
Grillo, invece, sarà spumeggiante. Probabilmente affonderà il ‘coltello’ nel Monte dei Paschi di Siena, nella Web tax, nella presa in giro sui Partiti che rinunciano al finanziamento pubblico (a partire dal 2017: la solita presa in giro del Governo Letta-Alfano-Bilderberg), sulle tasse che massacrano gli italiani e, forse, qualche ‘pennellata’ sull’euro.
Come finirà il ‘duello’ mediatico? Chi ascolterà Napolitano si annoierà, ma – specie se del PD – non potrà dirlo. Chi seguirà Grillo si divertirà un mondo, perché, alla fine, il leader del Movimento 5 Stelle è un grande uomo di spettacolo.
In ogni caso, tranquilli: se nel 2014 l’Italia continuerà a restare nell’euro la situazione peggiorerà. Ma questo gli italiani di buon senso l’hanno già capito.
(Foto di prima pagina tratta da termomtropolitico.it)

Cgil: “I Sindaci minacciano di licenziare i precari dall’1 gennaio”

Cgil: “I Sindaci minacciano di licenziare i precari dall’1 gennaio”

Cgil: “I Sindaci minacciano di licenziare i precari dall’1 gennaio”


 30 dic 2013   Posted by Redazione  1 Comment


LO DICE IL SEGRETARIO REGIONALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA, ENZO ABBINATI. EPILOGO LOGICO: LA FINANZIARIA DEL GOVERNO CROCETTA PUNTA AD AZZERARE I COMUNI E GLI AMMINISTRATORI NE TRAGGONO LE CONSEGUENZE POLITICHE AMMINISTRATIVE
“Mentre l’Ars si appresta a votare Bilancio e Finanziaria garantendo la proroga dei precari, tanti amministratori minacciano di mandare a casi lavoratori dal primo dell’anno”.
La denuncia è di Enzo Abbinanti, segretario regionale di Funzione pubblica Cgil Sicilia.
cgil fp“La sorte di migliaia di precari – dice Abbinanti – è appesa al voto dei prossimi giorni. La norma inserita in Finanziaria è un provvedimento ‘tampone’ che non risolve il problema della stabilizzazione e che arriva all’ultimo minuto utile, per responsabilità dei Governi regionale e nazionale”.
“Tuttavia – aggiunge l’esponente della Cgil – dobbiamo chiamare alle loro responsabilità anche tanti amministratori locali che non solo negli anni passati avrebbero potuto avviare le stabilizzazioni e non lo hanno fatto, ma che oggi minacciano di licenziare il personale”.
In realtà – e questo Abbinanti lo sa – le cose non stanno proprio così. Se, come dice il segretario regionale della Cgil Funzione pubblica, i Comuni, in alcuni casi, hanno temporeggiato (forse perché troppo ‘impegnati’ a ‘pilotare’ assunzioni senza concorso negli Ato rifiuti, che oggi contano circa 13 mila precari!), è anche vero che, negli anni passati, tanti precari degli enti locali hanno rifiutato la ‘stabilizzazione’ perché avrebbero voluto essere ‘stabilizzati da funzionari e, addirittura, da dirigenti!
Detto questo, la Cgil siciliana invita i Sindaci ad essere “coerenti con le posizioni assunte nei mesi scorsi e fino a qualche settimana fa, quando sono scesi in piazza a fianco dei lavoratori,per il funzionamento delle amministrazioni”.
Il sindacato chiede, inoltre, al Parlamento siciliano “di garantire anche i soggetti più deboli che rischiano in maniera irreversibile di perdere il posto di lavoro a partire dal primo gennaio”. Tra questi “i lavoratori ex Coem che prestano servizio presso l’Irsap di Catania ed ai quali è scaduta la mobilità in deroga”, dice Abbinanti. Per salvarli in Commissione Bilancio era stato presentato un emendamento ad hoc alla Finanziaria che però non è stato approvato.
“È indispensabile – dice Abbinanti – che la norma venga riproposta in Aula per evitare che questi lavoratori vengano messi in mezzo ad una strada insieme alle loro famiglie”.
Nota a margine
Sinceramente, siamo un po’ delusi. Dal governatore Rosario Crocetta e dal PD non ci aspettiamo nulla, visto che sono favorevoli al Muos di Niscemi, a Sicilacque e ai soldi facili al Coppem, per citare solo tre esempi di incoerenza e di clientelismo efferato. 
Ma dalla Cgil siciliana, in verità, ci aspettavamo qualcosa in più. Per esempio, sulla spesa sociale per i più deboli: deboli che – ci dispiace ricordarlo agli amici della Cgil – non sono i raccomandati del precariato, ma gli anziani poveri e malati che non possono pagarsi la casa famiglia (che i Comuni, in massima parte, non pagano più), i minori a rischio, i portatori di handicap, i malati psichiatrici e via continuando con le fasce deboli della società siciliana: fasce deboli che verranno abbandonate se l’Ars erogherà 330 milioni di euro per pagare i 30 mila precari degli enti locali. 
La nostra impressione è che gli amici della Cgil siciliana abbiano perso il senso delle priorità: i deboli dovrebbero avere la precedenza sui precari e, in generale, sui raccomandati. Noi almeno la pensiamo così.
p.s.
a proposito, i lavoratori dell’Irsap di Catania sono vincitori di concorso o del solito terno al lotto pagato dalla solita politica siciliana? 

lunedì 30 dicembre 2013

I Prefetti nel Sud tra rifiuti per le strade e Comuni sciolti per mafia

I Prefetti nel Sud tra rifiuti per le strade e Comuni sciolti per mafia

La nomina a Prefetto di Agrigento di Nicola Diomede, già vice Prefetto della Città dei Templie, recentemente, capo di gabinetto del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, mi ha un po’ scombussolato. Sapete perché? Perché Diomede è stato il funzionario che ha condotto l’indagine ispettiva al Comune di Racalmuto che ha portato allo scioglimento, per delle presunte infiltrazioni mafiose, del Consiglio comunale del mio paese.angelino alfano
Diomede è stato nominato capo della terna di commissari straordinari che hanno sostituito gli organi amministrativi nel Comune di Salemi, anch’esso sciolto per mafia ed il cui sindaco era Vittorio Sgarbi.
Non è un caso che l’allora ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, abbia sciolto il Comune di Racalmuto.
Quando era ancora Prefetto, fu proprio la Cancellieri, nel 2009, per incarico dell’allora Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ad elaborare un piano dei rifiuti per la Sicilia che prevedeva la creazione di 4 discariche private, una delle quali, la più grande, quella di Siculiana, in mano al vice-presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro.
Ci riferiamo sempre a quel Catanzaro che ha accompagnato il Ministro Cancellieri a Racalmuto, quando ci ha notificato il decreto di scioglimento del Comune e che, da capo della lobby dei rifiuti in Sicilia, recentemente, è stato denunciato, in tutte le sedi, dall’assessore regionale competente, il giuseppe catanzaromagistrato in aspettativa,Nicolò Marino.
L’illegale gestione dell’intero settore che ne è scaturita grazie all’attuazione proprio del piano della Cancellieri che non prevede la raccolta differenziata e che si è basato sulla logica emergenziale che prevede l’assenza di gare d’appalto per 5 anni, ha provocato ‘buchi’ di bilancio per due miliardi di euro: ‘buchi’ che stanno pagando cittadini, imprese e Comuni, tutti quanti ridotti al fallimento!
L’illegalità ha provocato un’esorbitante lievitazione dei costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti: costi scaricati interamente sui cittadini da parte della terna dei commissari straordinari di stanza a Racalmuto; commissari peraltro confermati per altri sei mesi dall’attuale Ministro dell’Interno, l’agrigentino Angelino Alfano.
E’ stata proprio questa terna di funzionari governativi ad imporre nel paese di Sciascia, per le civili abitazioni, una tariffa annua di 7 euro e cinquanta centesimi per metro quadro. In altri termini, per un piccolo appartamento di 100 metri quadri, a Racalmuto, comprese le addizionali, si pagano oltre 800 euro l’anno.
Una scelta scellerata, ingiustificata e pazzesca, se consideriamo che Napoli, città più cara d’Italia, fino a due anni fa, per 100 metri quadri, si continua a pagare soltanto, si fa per dire, 500 euro!
Ma ritorniamo al minor ‘corno’ della fiamma antica (l’altro era Ulisse, se vi ricordate), avrebbe sostenuto il sommo poeta Dante. Nicola Diomede, come detto, un anno dopo lo scioglimento dei Comuni di Racalmuto e Salemi, diventa capo di gabinetto del ministro dell’Interno, l’agrigentino Angelino Alfano ed oggi viene nominato Prefetto della mia provincia.
Giustamente, un mio amico su facebook, Santo Trovato, mi ha fatto osservare: “Ma le provincie sono state abolite? Non mi pare! Se fossero state abolite veramente, così come disposto dalla legge Costituzionale, denominata Statuto della Regione Siciliana, in automatico sarebbero state abolite anche le Prefetture. Così come non esistono (le Prefetture) nelle Regioni italiane dove lo Statuto d’Autonomia, oltre che scritto sulla carta, è anche attuato, per esempio nel Trentino-Alto Adige”.
Approvo in pieno! A questo punto, considerata la perversa funzione che spesso espletano tali organi, sarebbe auspicabile obbligare questo nostro Stato, purtroppo però garante di tutte le illegalità che ben conosciamo ed il presidente della Regione, ad applicare lo Statuto, chiudendo le Prefetture.
Tra l’altro, i Prefetti sono in mano ad illegittimi, se non illegali, governi nazionali, figli del Porcellum, di quel sistema elettorale anticostituzionale, recentemente abrogato.
Le Prefetture in epoca fascista erano al servizio di un regime dittatoriale. Ma crediamo che poco o nulla sia cambiato da allora ad oggi. In che modo svolgono le loro funzioni i Prefetti è presto detto. Loro esercitano un capillare condizionamento, ordinando spesso dei vessatori controlli alle Forze dell’Ordine che hanno il compito di indirizzare e coordinare.
Cosicché Questori, Comandanti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, anch’essi in qualche modo di nomina governativa, oltre che le polizie locali, ricadono tutti quanti sotto l’egida dei Prefetti ed ovviamente di chi li ha nominati, ossia il Governo nazionale; su proposta del Ministro dell’Interno, che attualmente è l’agrigentino Angelino Alfano.
Più sistema accentrato di questo ne avete mai visto in giro per il mondo! Molti pensano che Prefetti e Forze dell’Ordine siano preposti solo ad assicurare la sicurezza dei cittadini, ma dimenticano che sono i garanti della legalità in tutti i sensi, anche quelli più reconditi ed eversivi!
Così può capitare che un’intera economia, un’intera società viene costantemente monitorata, guardata a vista, onde evitare, giustamente, che si verifichino episodi di illegalità! E fin qui ci siamo.
Ma questi funzionari dello Stato, magari per fare carriera o per fare il gran salto, così come è capitato ad Anna Maria Cancellieri che da Prefetto è diventato Ministro (e che ministro!), spesso devono far cosa gradita a chi, in un qualche modo, li deve promuovere sul campo o fuori dal campo, se preferite, quando da funzionari si trasformano in politici di rango.
Ed assai sovente capita che, un Sindaco scomodo come me, può essere fatto fuori. Soprattutto se denuncia, magari anche in qualche Procura della Repubblica, due miliardi di euro di appalti illegali e truffe varie nel settore dei rifiuti, facendo tesoro di analoghe denunce pubblicate, anche nei loro siti istituzionali, da alcune autorità di controllo dello Stato, quali la Corte dei Conti, l’Antitrust o l’Autorità di Vigilanza sugli Appalti.
E’ così che si precipita nel baratro. Mentre qualche Prefetto si precipita invece ad andare in soccorso del vincitore, avrebbe detto lo scrittore Ennio Flaiano.
Nella fattispecie, io, con le mie denunce, ho perso! La Cancellieri, Alfano e, non ultimo il Prefetto di fresca nomina di Agrigento, Sua Eccellenza Nicola Diomede, hanno vinto!
‘Lo maggior corno della fiamma antica’, ci riferiamo sempre all’Ulisse dantesco, rivolto al nostro Diomede forse gli direbbe: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.
Ma Ulisse, per sfuggire all’ira funesta nel monocolo Polifemo da lui accecato, dovette nascondersi e farsi chiamare nessuno. Si trattò di una delle sue astuzie, un inganno che gli tornò utile quando Polifemo chiamò in soccorso i suoi fratelli dicendo loro che lo aveva accecato nessuno!
Anch’io credo di essere un altro genere di ‘nessuno’ che ha osato sfidare i ciclopi dei rifiuti e dell’acqua, nonché i loro protettori, istituzionali e non. Del resto, per taluni funzionari dello Stato far piazza pulita e, soprattutto, cosa gradita ai potenti di turno è un gioco da ragazzi. Basta scarabocchiare una semplice informativa antimafia, più o meno attendibile, per far fuori intere pubbliche amministrazioni od anche una miriade di imprese sane, costrette, ingiustamente, al fallimento od a cose ancora peggiori.
Quello esercitato dalle prefetture è, a volte, un potere repressivo non sempre giustificato. Cosicché spesso diventiamo dei pubblici amministratori sgraditi al regime od anche, più semplicemente, dei cittadini perseguitati, perché osiamo ribellarci contro le stragi di legalità commesse dallo Stato, relative alla gestione dei servizi pubblici, quali quelli relativi ai rifiuti ed all’acqua.
Truffe e reati ambientali che in Campania, lo abbiamo appreso proprio ieri, coinvolgono anche l’attuale capo della Polizia, Alessandro Pansa, sotto inchiesta per le scandalose vicende relative a quando era prefetto a Napoli e commissario straordinario; nominato sempre dal Governo nazionale, per far fronte, all’eterna emergenza rifiuti.
La prossima volta, considerato che siamo sempre sommersi e/o circondati da immondezzai di ogni genere, oltre che dai debiti, in Sicilia così come in Campania, forse sarebbe meglio commissariare le nostre Regioni ed i nostri paesi mettendo a capo delle unità di crisi dei netturbini. Almeno i nostri spazzini sono abituati a fare pulizia, nel vero senso della parola: è gente del mestiere!
Tutti i Prefetti che abbiamo avuto da Napoli in giù, purtroppo, sino ad oggi hanno fallito! Ci hanno lasciato marcire ed anche morire in mezzo a cumuli di pericolosissima spazzatura e montagne debiti e se ne sono andati a fare i capi della Polizia od i ministri!
Alla faccia del caciocavallo, direbbe il mio omonimo, Antonio de Curtis, alias Totò! Ed anche alla faccia nostra!

Slot machine: il Codacons denuncia i senatori che hanno votato la legge pro slot-machine per “istigazione al gioco d’azzardo”

Slot machine: il Codacons denuncia i senatori che hanno votato la legge pro slot-machine per “istigazione al gioco d’azzardo”

DI SCENA LA LEGGE, VARATA DA PALAZZO MADAMA, CHE PUNISCE I REGIONI E COMUNI CHE SI OPPONGONO ALLE SALE DA GIOCO CHE SERVONO SOLO A SPENNARE I CITTADINI. ORA SI SPIEGA PERCHE’ I GOVERNI MONTI E LETTA HANNO CONDONATO 98 MILIARDI DI EURO AI TITOLARI DI QUESTE STRUTTURE. SBAGLIAMO O QUALCUNO STA FAVORENDO LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA? L’ITALIA SI CONFERMA UN PAESE GOVERNATO DA ‘BANDITI’ CHE FINGONO DI FARE ANTIMAFIA
Eppur si muove! Tanto piovve che tuonò! E fu così che il Codacons denunciò penalmente il Senato della Repubblica per istigazione al gioco d’azzardo e concorso in lesioni psichiche.
Tale denuncia verrà deposita, questo pomeriggio, alla Procura della Repubblica di Roma, esattamente contro i 140 senatori di PD, Scelta civica, Nuovo centrodestra e Gal che ieri hanno votato l’emendamento grazie al quale il governo ridurrà i trasferimenti alle Regioni e agli enti locali che emanano norme restrittive contro il gioco d’azzardo.
Non più tardi di ieri avevamo lanciato l’appello, tramite facebook, per presentarci in tutte le Procure d’Italia contro lo scandaloso provvedimento del Senato, inserito nella legge di stabilità che definire vergognoso è poco.
Per fortuna che il Codacons c’è ed ha risposto. Si è subito messa al lavoro stigmatizzando, innanzitutto, il vergognoso comportamento di chi ha consumato il reato di ‘’una vera e propria istigazione al gioco d’azzardo”; un gesto scriteriato da parte dei senatori che fa nascere più dimafia-stato un sospetto circa i rapporti tra la classe politica e le società del gioco, e impone alla magistratura di porre sotto indagine i singoli senatori che, con il loro voto, hanno deciso di gettare migliaia di cittadini in pasto alle dipendenze da gioco.
“In un Paese come l’Italia – spiega il Codacons – in cui il gioco è una vera e propria emergenza, con costi sociali pari a 7 miliardi di euro all’anno, punire gli enti locali che cercano di tutelare i cittadini limitando l’insorgenza delle ludopatie può configurare veri e propri reati”.
E fin qui abbiamo parlato della iniziativa giudiziaria del Codacons.
Adesso tocca alla magistratura verificare quali sono stati i rapporti tra i 140 senatori incriminati e gli esponenti di aziende specializzate in giochi o soggetti a loro riconducibili, per aprire una doverosa indagine a carico di quei parlamentari che hanno avuto rapporti con tali soggetti.
L’ipotesi accusatoria ipotizzata nella denuncia e contestata nei confronti di questi paladini del gioco d’azzardo è quella di corruzione e concussione. Ora sarà, finalmente, necessario chiarire i rapporti tra partiti e lobby del gioco più volte denunciati dai mass media.
Inoltre, sul sito www.codacons.it saranno pubblicati i nomi dei senatori che hanno votato il vergognoso emendamento, per permettere ai cittadini di avviare le dovute azioni risarcitorie nei loro confronti in caso di danni al patrimonio e alla salute connessi al gioco.
Adesso, se permettete, vorremmo accampare qualche piccolo merito nell’avere fatto assurgere, anche noi, nel nostro piccolo, agli onori della cronaca nazionale il vergognoso affaire delle slot-machine.
Correva l’anno 2012, era il 31 maggio, quando abbiamo letto lo sfogo sui twitter e su facebook del Colonnello della Guardia di Finanza Umberto umberto rapettoRapetto, costretto alle dimissioni dopo avere scoperto la mega evasione di 98 miliardi di euro da parte dei titolari dello slot machine, condannati in sede penale e graziati dal Fisco!
Siamo stati tra i primi, attraverso le colonne di questo giornale, a dare ampia diffusione di questo scandalo del valore di quasi 100 miliardi di euro! Alla faccia dell’equità e della giustizia fiscale, oltre che sociale!
Come avrebbe detto lo scrittore inglese Orwell, tutti gli uomini sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Oggi abbiamo scoperto perché questi ‘Signori’ delle slot-machine, ben noti al Fisco, non hanno pagato un centesimo di tasse in tutti questi anni. Insomma, non è difficile capire perché a questa gente sono stat condonati 98 miliardi di debiti con il Fisco…
I Partiti politici che hanno sostenuto questa legge al Senato e, giù giù, tutti gli altri politici prendono contributi economici da questi signori? Il dubbio – lo ribadiamo – è legittimo. I comuni cittadini le chiamerebbero tangen…pardon , contributi ben documentati! Si pappano cioè una montagna di soldi grazie al sofisticato metodo messo a punto dalle loro pseudo-Fondazioni culturali, quale quella denominata VEDRO’ i cui fondatori sono proprio due nostri governanti e molti altri loro colleghi ministri e parlamentari!
I nostri politici attuali hanno imparato la lezione di Tangentopoli e per sfuggire ai rigori della legge penale e rubare tranquillamente si sono evoluti. Sono una sorta di specie protetta che fa incetta di beni economici e patrimoniali conferiti alle loro Fondazioni appunto. E di questi ricettacoli di contributi ‘spassionatamente’ elargiti da imprese pubbliche e private, ce ne sono in Italia, pensate un po’, 27!
In altri termini i nostri bravi parlamentari varano leggi e/o sgravano le tasse a favore di chi li copre di soldi, di chi li sponsorizza insomma! Grazie a questo illegittimo, se non proprio illegale rapporto di interesse, basato sul do ut des, tutti quanti i nostri politici, a livello nazionale, si sono assicurati in questi anni delle vere e proprie tangenti legalizzate, grazie alle loro Fondazioni!
Dal novero di tutti i parlamentari italiani venduti alle varie lobby di interesse vanno ovviamente esclusi i parlamentari del Movimento 5 Stelle che, anzi, hanno svelato questa come tante altre vergognose vicende italiche. E nel caso in questione che, disgraziatamente per noi non è il solo, quei soldi sporchi, frutto di evasione fiscale e di altri crimini, vengono dati dai titolari di quelle slot machine proprio per non pagare queste ingentissime tasse!
In molti casi, tra l’altro, queste società di gioco sono in mano tasse duealla delinquenza organizzata e mafiosa: elemento, questo, che dovrebbe fare riflettere. Nel frattempo l’intera nazione continua ad essere tartassata dalle centinaia di scadenze fiscali quali IMU, TARES,IRAP. IRPEF, IVA, BOLLI, CANONE RAI, MULTE, SANZIONI E SOVRATTASSE VARIE, INTERESSI LEGALI e quant’altro ci porta alla fame, alla disperazione ed al suicidio.
A noi cittadini ci spremono come dei limoni, per recuperare qualche miliardo di euro, mentre i parlamentari della maggioranza che sostiene Enrico Letta favoriscono questa ed altre gigantesche evasioni fiscali, sostenuti come sono da affaristi e biscazzieri vari!
A questo punto facciamoci restituire il mal tolto e lo distribuiamo a tutte le famiglie e le imprese italiane, schiacciate e tramortite dalla crisi economica, causata da queste ciclopiche evasioni fiscali! Facciamogliela pagare a loro questa gigantesca evasione fiscale!
Intanto a noi, miseri mortali, viene riservato tutt’altro trattamento. Sapete benissimo che anche per qualche bollo auto non pagato l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia ci inviano, immediatamente, le relative ingiunzioni e cartelle esattoriali, imponendoci di versare più del doppio del dovuto, con tanto di ulteriori sanzioni ed interessi! E questi delinquenti delle slot-machine con le opportune coperture politiche a pagamento, dovevano dare al Fisco 98 miliardi e non hanno pagato nulla!
Altro che ripresa economica possiamo assicurarci con i 98 miliardi che ci hanno rubato a tutti quanti noi cittadini italiani! C’è solo da sperare che la denuncia del Codacons abbia un seguito.

Girgenti Acque assume i figli dei propri controllori…

Girgenti Acque assume i figli dei propri controllori…

C’è già una legge regionale che risale a gennaio di quest’anno che consente la gestione in proprio od in forma associata da parte dei comuni siciliani delle risorse idriche, così come dei rifiuti. Il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, dovrebbe emanare i regolamenti attuativi, le relative circolari e mettere a disposizione i funzionari regionali, per applicare queste nuove norme che consentirebbero, di fatto, il ritorno alla gestione pubblica, di acqua e rifiuti.
Perché lo fa? Perché ha il cordone ombelicale attaccato ancora a Confindustria Sicilia, a Ivan Lo Bello, al presidente Antonello Montante ed al vicepresidente regionale di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro. Tutti quanti questi signori, in un qualche modo, hanno le mani in girgenti acquepasta, in queste, così come in altre cose.Glielo impediscono, in quanto, soprattutto nel settore dei rifiuti, proprio il Catanzaro è proprietario e gestore, come risaputo, della più grossa discarica privata della Sicilia, quella di Siculiana, nell’Agrigentino.
Sicilacque spa è in mano ai privati e gestisce le più grosse infrastrutture ed impianti idrici siciliani, comprese le dighe.
Girgenti Acque, l’Acoset di Catania, Caltacque di Caltanissetta e via via tutte le altresocietà per azioni private, si sono impadronite non solo dell’acqua, ma anche, ovviamente a titolo del tutto gratuito, di strutture ed impianti idrici e fognari, nonché dei depuratori.
Sono diventati cioè padroni, senza pagare un centesimo ai comuni ed alla Regione Siciliana che sono i proprietari di tutte quante queste miliardarie opere pubbliche, realizzate a suon di qualche decina di miliardi di euro. Adesso, come è ovvio, dopo essersi impadroniti di acqua e relativi impianti, con la destrezza di chi può permettersi ampi stuoli di avvocati ed in virtù di una serie di scellerate convenzioni e contratti regionali, non vogliono mollare, non vogliono restituire il ‘mal tolto’.
Malgrado il referendum e la relative legge sanciscano il ritorno all’acqua pubblica, le lobby private, con un’abile ed arrembante azione di pressing presso la Regione siciliana ed attraverso delle intimidatorie e strumentali azioni giudiziarie, resistono a più non posso.
Quotidianamente sono sul piede di guerra, malgrado abbiano torto marcio! Laddove, come nell’Agrigentino, i cosiddetti 20 sindaci ‘riottosi’, non giuseppe catanzarohanno consegnato le loro reti idriche e fognarie, sono stati citati in Tribunale per corrispondere qualcosa come trenta milioni di euro, chiesti da Girgenti Acque, come mancato utile e come risarcimento danni.
In altri termini, o ti mangi sta minestra o ti iettu di la finestra!
Chi ha avuto il coraggio di non consegnare le reti, gratuitamente, rischia di pagarla cara, in sede civile e contabile, persino davanti alla Corte dei Conti!
E’ un paradosso, ma è così! Eh sì, chi cura gli interessi pubblici, dei cittadini, di intere collettività, in Italia, e soprattutto in Sicilia, grazie ai professionisti dell’antimafia ‘di la munnzza’, dell’acqua, od ancora, della formazione professionale, rischia grosso. Ed il recente drammatico suicidio verificatosi a Palermo, del dipendente della formazione professionale, Riccardo De Lisi è l’ennesimo episodio di agghiacciante disperazione, causata da chi ha paralizzato un intero settore, anziché ripristinare quella tanto agognata legalità!
E’ chiaro a tutti che, anche dietro lo smantellamento, a tappe forzate,da parte del Presidente Rosario Crocetta, di tutti gli Enti di formazione regionale, ci sta un disegno ben preciso. Con la scusa dello sfascio provocato dai numerosi Enti e società accreditati presso la Regione, si sta tentando, come si è soliti fare in questi casi , di buttare il bambino con l’acqua sporca, a colpi di denunce a raffica e di direttive antimafia, degne solo dei tempi bui della famigerata inquisizione spagnola.
Cosicché, quei trecento milioni di euro che sino ad oggi, sono stati gestiti da Enti non profit (sempre più pochi) e da società per azioni (in grande crescita), adesso se li vorrebbero pappare i membri di quell’esclusivo club antimafia che fanno capo a Confindustria Sicilia. Si passerebbe così dalla padella alla brace! Quei trecento milioni all’anno, fanno infatti gola ad altri privati più potenti. Della serie, levaticci tu, ca mi cci mintu iu!
Visti i risultati disastrosi raggiunti con la gestione dei rifiuti, dell’acqua e delle’energia, regalata, armi e bagagli, ad un ristretto nugolo di imprenditori privati che fanno capo a Confindustria Sicilia (Giuseppe Catanzaro su tutti), sarebbe oltremodo scandaloso ripetere tali imperdonabili errori regalando anche la formazione a Confindustria Sicilia!
Svariati miliardi di euro di strutture, impianti idrici sono già stati, da tempo regalati ai privati.
agrigento rifiutiDiscariche che erano pubbliche sono state strappate da alcuni ben individuati soggetti privati, in malo modo, attraverso terroristiche azioni giudiziarie, anche presso le Procure Distrettuali Antimafia .
Su tutte le altre incresciose situazioni campeggia, come ormai è chiaro a tutti, lo scandaloso caso di Siculiana, la più grande discarica privata, già discarica pubblica, oggi di proprietà del vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro.
Il risultato di questa illegale gestione privata dei rifiuti, garantita anche a colpi di proroghe ed affidamenti diretti senza gara, per svariate centinaia di milioni di euro, qual è stato?
Quello di insozzare un’intera Sicilia, ai costi di gestione e con bollette che sono, nel migliore dei casi, il quadruplo rispetto al resto d’Italia. Una vera vergogna, la gestione privata dei rifiuti, che ha provocato buchi per oltre due miliardi di euro nei bilanci dei comuni, costretti tutti quanti a dichiarare fallimento.
Stessa cosa, non ci stancheremo mai di dirlo, è avvenuto con la gestione privata dell’acqua potabile che costa, in Sicilia, 11 volte in più, ad esempio, rispetto a Milano !
Ciò è avvenuto, come sta avendo modo di accertare, ad esempio, la Procura della Repubblica di Agrigento, grazie anche a delle assai sospette assunzioni clientelari ed in pieno conflitto di interessi da parte di Girgenti Acque!
Il personale assunto, tra l’altro viene utilizzato in altre società di Girgenti Acque che fanno capo all’azionista di maggioranza, Marco Campione, ma i costi vengono caricati sulle bollette degli utenti. Tale illegalità è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Agrigento, assieme a quelle relative alla fornitura di beni e servizi che hanno provocato debiti già accertati, per 45 milioni di euro.
Ad denunciare tutto ciò ai Giudici è stato proprio chi conosce dal di dentro questa scandalosa gestione privata di Girgenti Acque, ovvero l’ex amministratore delegato Carmelo Salamone, dimessosi a giugno scorso, in aperta polemica proprio con l’azionista di maggioranza della società, Marco Campione.
Al momento, nell’Agrigentino, comunque, a suscitare più scalpore è stata l’assunzione del figlio dell’ex presidente dell’ATO idrico, nonché ex Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, l’ente pubblico, composto da 43 Comuni che avrebbe dovuto controllare la gestione proprio di Girgenti Acque, con i risultati che sappiamo.
Per fortuna, prontamente, l’assessore regionale all’Energia, Nicolò Marino, ha rimosso D’Orsi, da commissario liquidatore dell’Ato idrico. Nomina, quest’ultima che, la stessa Regione, aveva conferito, sempre al D’Orsi, dopo lo scioglimento della Provincia Regionale. Poco importa se da anni i liquami fognari di un’intera città continuano ad essere riversati nelle spiagge e nella battigia dei mari agrigentini.
Situazione questa, assai pericolosa, dal punto di vista igienico-sanitario che ha indotto Procura e Tribunale di Agrigento a sequestrare le condotte fognarie gestite da Girgenti Acque.
La commissione, da parte di Girgenti Acque, di una lunga serie di reati, compreso quello di disastro ambientale, non ha comunque impedito a qualche poliziotto, a qualche funzionario dell’Agenzia delle Entrate ed a qualche altro funzionario pubblico, di sistemare i propri figli proprio presso Girgenti Acque, ossia la società che gli Enti ed Organismi dello Stato presso cui lavorano stavano e stanno effettuando degli accurati controlli penali e fiscali.
Ci riferiamo, in modo particolare, alla Questura di Agrigento ed all’Agenzia delle Entrate di Canicattì.

Censurato da tutti i TG La gente non deve sapere Letta Trema

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Racalmuto, regalano 3 mila case allo Stato per non pagare più Imu e immondizia

Racalmuto, regalano 3 mila case allo Stato per non pagare più Imu e immondizia

Il 24 gennaio viene per la terza volta a Racalmuto, in meno di un anno. Sapete chi? Ma naturalmente il Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. Il suo, non c’è dubbio ormai, è un viscerale amore per  Racalmuto.
Questa volta verrà accompagnata dal Presidente della Regione, Rosario Crocetta. Giuseppe Brucculeri, un ex commerciante, ha lanciato  sul web, l’idea di conferirle la
cittadinanza onoraria. I meriti conquistati sul campo da Anna Maria Cancellieri, grazie all’invio dei suoi commissari,  ad aprile dello scorso anno, dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, ormai si sprecano!
Per diventare concittadini di Leonardo Sciascia non ci vuole molto o ci vuole tanto, dipende daipunti di vista. Noi, cara ministra, ci riferiamo al prezzo salatissimo della raccolta dei rifiuti che stanno pagando, a causa dello scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune, i suoi prossimi futuri concittadini, dopo meno di un anno di commissariamento.
E’ stato  persino quantificato da varie associazioni di consumatori ed ammonta, per ogni racalmutese, ad almeno tremila euro  in più, rispetto al resto d’Italia. In molti ormai a Racalmuto si sono offerti nel dare ospitalità alla nostra illustre  matrona, ospite, ancora per poco,  del Viminale, regalandole le loro case che, tra l’altro,  non  valgono più niente.
Tutti i Racalmutesi, infatti, hanno messo in vendita  i loro immobili, anzi sono disposti a regalare le loro case a lei, perché  sono esasperati e non ce la fanno più a pagare tra IMU e TARSU (tassa sui rifiuti) tremila  e passa euro  l’anno, anche per cantine, scantinati e magazzini  e non importa se  ci abitano o no, se sono utilizzate, inabitabili o diroccate.
Il comico Antonio Albanese, direbbe che questi non sono prezzi da paese civile! La locale agenzia immobiliare, gestita da Luigi Penzillo, ormai non ce la fa più a correre dietro a tutte le richieste ed  annunci di vendita di case e magazzini vuoti, immobili tutti quanti gravati, utilizzati o non utilizzati, anche se disabitati cioè, oltre che  dall’ IMU, anche dalla  tassa sui rifiuti più cara del mondo. (foto sopra, a sinistra: un’immagine di Racalmuto: foto tratta da solfano.it)
Abbiamo interpellato proprio il Penzillo, il quale ci ha detto che in un anno è riuscito soltanto a vendere una villetta di 100 metri quadri, in buone condizioni, con tremila metri di terreno attorno, pensi un po’ quanto: 10.000 (diconsi diecimila) euro. Per il resto i cartelli e gli annunci internet con la scritta VENDESI campeggiano un po’ ovunque, ma niente da fare, gli immobili a Racalmuto la gente non li vuole neanche regalati, proprio perché ci deve pagare sopra  non meno di tremila euro l’anno di tassa sull’immondizia.
Persino in famiglia, il sottoscritto ed i miei fratelli abbiamo avuto problemi per anni, da quando è morta la nostra cara madre, nel 2007,  per questioni d’eredità. E lo sa perché, cara ministra Cancellieri? Perché nessuno di noi se la sentiva di accettare quelle due casette, una in campagna ed una in paese, ormai diroccate ed un piccolo magazzino di 50 metri.
Il problema è che tutti vogliono vendere o svendere, le loro case, ma nessuno ha i soldi per comprarle, visto che in un anno di governo Monti, lei ed i suoi colleghi, ci avete ridotti tuttiquanti sul lastrico. Questo un ulteriore ingiusto balzello, di non meno i mille euro l’anno è l’ultimo regalo che ci state facendo, lei ed il suo governo, proprio con l’inizio del nuovo anno.
Ogni piccolo immobile di poco più di 100 metri quadri, figuriamoci quelli più grandi, come detto,  anche se diroccato, non utilizzato, disabitato, viene ugualmente tassato imponendo non meno di ulteriori settecento euro l’anno! Come dimostrano gli oltre tremila avvisi di accertamento recapitati in questi giorni a tutti i Racalmutesi per scantinati, cantine, magazzini, case di campagna e seconde case. (a destra, la Ministra Anna MARIA CANCELLIERI: FOTO TRATTA DA ilrestodelcarlino.it)
Visto che si tratta di immobili che sono stati messi in vendita, in modo particolare a partire dallo scorso anno e visto che non li compra nessuno, un comitato di cittadini racalmutesi ha pensato di regalarli tutti quanti a lei ed ai suoi colleghi ministri del Governo Monti. Per lo meno, si sono detti, risparmieranno per il futuro non meno di duemila e cinquecento  euro l’anno per  pagare IMU e TARSU!
La preghiamo di farsi portavoce presso i suoi colleghi ministri e ci tolga tutto quello che è ancora in nostro possesso,  per cortesia e lasciateci almeno qualche spicciolo per comprare il  latte,  il pane e  la pasta per i nostri figli, anche perché stiamo morendo di fame e non abbiamo i soldi per pagarvi
queste ingiuste ed illegali tasse!
Prendetevi pure queste tremila case in vendita, ve li regaliamo! Noi non le vogliamo più, gravate come sono come da un  IMU (Imposta comunale sugli immobili) applicata con l’aliquota massima   e da una tassa sui rifiuti che impone il pagamento di  sei euro a metro quadro per le abitazioni, anche quelle disabitate o diroccate ed 11 euro per i magazzini.
Nel Centro Nord Italia si paga anche molto meno di un euro per metro quadro, mentre noi, a Racalmuto paghiamo anche dieci volte in più! Rispetto al resto della Sicilia, sempre a  Racalmuto  paghiamo, mediamente il quadruplo.
Bisogna pagare e tacere, lo impone lo Stato. E che Stato! Probabilmente il ministro Cancellieri, ci porterà qualche ulteriore lieta novella, ci comunicherà che per quest’anno i Racalmutesi saranno costretti a pagare un ulteriore trenta per cento in più di TARSU, a partire da luglio, e che tale nuova tassa, che  si chiamerà TARES,  comprenderà oltre che la tassa sui rifiuti anche la quota per le manutenzioni stradali e la pubblica illuminazione.
Ma il nostro trenta per cento a Racalmuto si calcolerà sui sei euro a metro quadro per le abitazioni e gli 11 euro per le attività commerciali ed artigianali, anche per tutti gli immobili non  utilizzati, abbandonati e diroccati, ovviamente. Non si calcolerà, come nel Centro-Nord Italia sui cinquanta centesimi di euro  per metro quadro del o sui due euro o giù di lì del resto della Sicilia.
A Racalmuto  con la vostra ulteriore odiosissima TARES, passeremo così per un appartamento di 120 metri quadri dagli attuali circa 800 euro agli oltre mille euro l’anno! E non importa, lo ripetiamo se case e magazzini sono abitati ed utilizzati! Mentre i miei fratelli, uno dei quali vive in Toscana, l’altro in Piemonte, per una villa pagano poco più di cento euro l’anno e con la nuova TARES pagheranno centotrenta euro l’anno.
In questi giorni, mentre la ministra  Cancellieri è indaffarata ad inaugurare per la seconda volta in un anno il teatro, tutti quanti si stanno attrezzando per presentare reclami, ricorsi e denunce di vario genere. C’è pure chi organizza assemblee cittadine  invitando   delle  ben individuate  associazioni di consumatori costituite da ex amministratori dell’ATO rifiuti di Agrigento e cioè da coloro che hanno creato questo sfascio, unico al mondo!
Succede anche questo, quando la gente è disorientata, impaurita e non sa più a chi rivolgersi, rischiando, come si suole dire di fare la fine della pecora che si affida al lupo! Forse è meglio rivolgersi a qualche avvocato che magari potrebbe, e sarebbe ora, far valere i sacrosanti diritti dei cittadini di Racalmuto. Se non altro per non essere calpestati da uno Stato che ci fa pagare queste insopportabili tasse per dei servizi pessimi e resi in maniera del tutto illegale. Non si diceva che al Sud ed in Sicilia la vita è meno cara?
Inoltre, cara Ministra, le facciamo presente che, sempre in poco meno di un anno,  da quando cioè ci avete commissariato, a Racalmuto, è stato chiuso tutto, sono stati bloccati tutti quanti i servizi pubblici, anche quelli essenziali. Oltre a togliere i soldi alla Fondazione Leonardo Sciascia, come ha fatto la Regione siciliana, E’ stato chiuso  l’Ottocentesco Teatro Regina Margherita, dopo averlo inaugurato (?) con la sua seconda venuta, la sua seconda apparizione a Racalmuto. Richiuso dopo che Lei se ne è andata, come si suole dire, non c’è due senza tre, Lei viene per la terza volta e per inaugurare il teatro per  seconda volta,  in meno di un anno!
La rappresentazione alla quale abbiamo già più volte assistito è sempre la stessa ‘Il Giorno della Civetta’ di Fabrizio Catalano, nipote di Leonardo Sciascia, già direttore artistico del teatro dal 2008 al 2011. Saranno presenti, ancora una volta, Sebastiano Somma, Orso Maria Guerrini e Gaetano Aronica.
Intanto oltre al teatro c’è di più! I commissari inviati dal Governo Monti hanno pensato al resto. A Racalmuto non esiste più alcun servizio pubblico, quali l’ asilo nido, chiuso da un anno,  ed un centro socio-culturale, anch’esso regolarmente chiuso, lo scorso anno. Non esiste più alcuna forma di assistenza alle fasce sociali più deboli, l’ assistenza domiciliare ad anziani e i disabili. Sono stati appiedati anziani e bambini, col blocco  del trasporto urbano e dello  scuolabus. La tassa sui rifiuti, sempre a Racalmuto, sempre con la venuta dei commissari è stata raddoppiata, tanto da diventare  la più cara del mondo:  6 euro a metro quadro per le abitazioni e 11 euro per le attività commerciali, artigiani e tutte le a altre aziende.
Adesso, la tassa sui rifiuti, ce l’hanno  fanno pagare moltiplicata per due, tre o quattro, tante tasse sui rifiuti quanti sono gli immobili posseduti. Anche se disabitati o diroccati. Per cui c’è gente che è costretta a pagare anche mille, due mila od anche tremila e passa euro l’anno, per ogni abitazione o magazzino vuoto, che non produce alcun rifiuto. Come se si trattasse di una seconda IMU, di una IMU BIS, di un’altra tassa patrimoniale sugli immobili, già pagata e saldata a dicembre, ovviamente, è inutile dirlo, con l’aliquota massima.
Tra l’altro, come da me denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento nel febbraio del 2011, dalla Corte dei Conti Sicilia nel 2011, dalla Commissione Bicamerale sui rifiuti nel 2010, in Sicilia e particolarmente in alcuni ATO, quali l’ATO AG 2, di cui fa parte Racalmuto ed altri 18 comuni, si sono consumate le più gravi illegalità d’Italia, in materia di mancata raccolta differenziata.
Raccolta differenziata che doveva raggiungere nel 2012 la percentuale del 60%, ma che si è fermata al 7%, per far si che, in maniera illegale, tutti i rifiuti, con la raccolta indifferenziata, multimateriale, venissero portati in delle megadiscariche private od in dei centri di smaltimento, anch’essi
ovviamente privati, a costi triplicati. Od ancora gli affidamenti illegale, senza gara, in proroga per 5 anni, per svariate centinaia di milioni di euro, hanno prodotto la tassa sui rifiuti più cara del mondo ed il dissesto finanziario di tutti i comuni siciliani.
Insomma Racalmuto, il paese dove si pagano le tasse più care del mondo e dove si trasformano, illegalmente, le tasse per dei servizi, quali quella sui rifiuti, in tasse di proprietà in vere e proprie tasse immobiliari, lancia un SOS al mondo della Cultura, alla politica regionale e nazionale, alle vaie corti di giustizia, siciliane, italiane ed europee. Non ce la facciamo più, ci hanno distrutto un paese, il paese di Leonardo Sciascia!