mercoledì 30 settembre 2009
lunedì 28 settembre 2009
Primo raduno di equitazione a Racalmuto: alla riscoperta delle nostre suggestive campagne

Il primo raduno di equitazione, a Racalmuto, è stato organiazzato dal veterinario e consigliere comunale, Giuseppe Licata, dal consigliere comunale, Angelo Guagliano, dal presidente dell'A.I.C.S. di Racalmuto, Vincenzo Rizzo, da Salvatore Morreale e Calabrese Calogero.
Dopo un breve percorso cittadino, partiti da contrada Piedi di Zichi, gli oltre 50 cavalli, con in groppa i rispettivi cavalieri, si sono addentrati tra le campagne di Racalmuto, per terminare la loro passeggiata ecologica in contrada Comete.Nel corso della passeggiata ecologica, sono state effettuate alcune soste in dei punti di ristoro ed inoltre è stato effettuato un vero e proprio repulisti del territorio, per onorare una giornata dedicata al rispetto dell'ambiente.
Tra la gente che si assiepava lungo il percorso ed il clima di festa,al termine di questo primo raduno, i tanti appassionati di equitazione, si sono al termine radunati all'interno di una tenuta di proprietà della famiglia Guagliano, per poi essere premiati con delle pergamene ricordo.
Nel ringraziare tutti i giovani ed i meno giovani che hanno collaborato alla riuscita di questo singolare raduno, si vuole rammentare a futura memoria che si è trattato anche dell'inizio di una serie di iniziative che, in altre circostanze, in passato, da sempre a Racalmuto hanno calamitato l'attenzione di tutti i Racalmutesi, di turisti e visitatori.
Il paese di Sciascia, infatti, non è nuovo a questo genere di tradizioni che ogni anno culminano nelle cavalcate lungo la scalinata del Santuario Maria SS. del Monte, in occasione dei sontuosi festeggiamenti in onore della Madonna, caratterizzati dalla massiccia presenza di cavalli.
I cavalli rappresentano infatti la sintesi di tradizioni e devozioni che tutto l'anno vengono rinverdite, ricordate e soprattutto vissute intensamente.
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domenica 27 settembre 2009
Jovanotti e l'Orchestra di Piazza Vittorio in concerto a Roma con L'OMBELLICO DEL MONDO
Jovanotti e l'Orchestra di Piazza Vittorio in concerto a Roma con
L'OMBELLICO DEL MONDO
SICILIA: VENTURI, DOPO 28 ANNI PRESTO IL PIANO CAVE

(ASCA) - Palermo, 26 set - ''Dopo 28 anni la Sicilia avra' il piano cave. La sua definizione e' ormai prossima ed e' stata una delle priorita' fin dal momento del mio insediamento''.
Lo ha annunciato a Racalmuto l'assessore regionale siciliano all'Industria Marco Venturi intervenendo al convegno dal titolo ''Lo sviluppo economico in Sicilia''.
''Il piano cave - ha aggiunto - e' uno strumento fondamentale per una regione, la Sicilia, che in soli dieci anni e' diventata la regione leader nella produzione nazionale lapidea e, nonostante la concorrenza asiatica, esporta all'estero per il 70 per cento e assorbe migliaia di posti di lavoro''.
''Il piano e' fondamentale - ha proseguito Venturi - poiche' in sua assenza si e' purtroppo determinata una enorme discrezionalita' in chi deve autorizzare le nuove cave e nello stesso controllo del territorio, e in cui si fa sentire tutto il peso delle lobby dei cavatori e delle ecomafie. Mi sono chiesto piu' volte perche' non si siano mai stati chiesti i certificati antimafia alle imprese che richiedevano l'autorizzazione per l'apertura delle cave''.
Ma, secondo Venturi, per dare nuovo impulso alla crescita economica della Sicilia, occorre attivare ''una seria politica degli investimenti creando un modello di sviluppo capace di dare direttrici chiare e comprensibili, sconfiggendo quella sacca di mala burocrazia che ostacola la crescita della Sicilia, e in cui la classe politica abbia una funzione agevolatrice verso i cittadini e le imprese'' .
''La grande sfida e' rappresentata dall'obiettivo di riuscire a coniugare infrastrutture e sviluppo industriale ridefinendo un modello di sviluppo stabile e duraturo. Dobbiamo pero' evitare - avverte Venturi - possibili infiltrazioni mafiose e distorsioni del mercato. In questo senso condivido l'allarme lanciato dal vice presidente di Confindustria Agrigento, Pierangela Graceffa, per i contratti che si stipuleranno fra i general contractor, i ''subaffidatari'' e i subappaltatori.
In un territorio come la Sicilia, pervaso dalla criminalita' organizzata, la realizzazione delle infrastrutture strategiche puo' rappresentare un grande affare per le famiglie mafiose. Come assessore chiedero' un confronto con la giunta regionale, il governo nazionale e le associazioni di categoria per garantire piu' controlli nell'assegnazione dei lavori ai subaffidatari e ai subappaltatori.
In particolare nella zona di Agrigento, dove si sta realizzando il cantiere per il raddoppio della 640 Agrigento-Caltanissetta e partira' a breve la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle le istituzioni, la magistratura, le forze dell'ordine e le associazioni di categoria devono vigilare affinche' non ci siano infiltrazioni mafiose''.
dod/mcc/ss
(Asca)
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giovedì 24 settembre 2009
Lettera di ringraziamento indirizzata ad i relatori ed agli ospiti del Convegno dedicato a: 'Lo sviluppo economico in Sicilia'
Qualcuno mi ha chiesto, giustamente: noi che cosa c'entriamo con Marsiglia e Barcellona?
E questa Unione Europea è un bene o un male per la Sicilia ed il Meridione d'Italia?
Che cos'è la cosiddetta AREA DI LIBERO SCAMBIO EUROMEDITERRANEO?
E poi, perchè rimane sempre eternamente irrisolto l'ormai secolare problema altrimenti definito: QUESTIONE MERIDIONALE?
Mentre si celebra il Centocinquantesimo Anniversario dell'Unità d'Italia, si affastellano nella nostra memoria i ricordi della prima grande inchiesta sulle condizioni del MEZZOGIORNO, condotta da Franchetti e Sonnino e di tutti gli studi, indagini e ricerche che fino ad oggi hanno sortito gli effetti che tutti quanti conosciamo benissimo.
Adesso che fare?
Come rispondere a questi importanti interrogativi?
Intanto c'è un certo VENTO DEL NORD che soffia fortemente e maledettamente sulle disgrazie del Sud.
Ci riferiamo anche, se volete, alla mortificante vicenda delle cosiddette gabbie salariali, del tutto ingiustificate, considerati gli altissimi costi che quotidianamente paghiamo al Sud, in termini soprattutto di altissimi ed insopportabili tassi di disoccupazione, ma anche di inesistenti o inefficienti e carissimi servizi pubblici.
Non si può tacere l'emblematica storia dell'acqua e della sete, ma anche le amnesie in materia di trasporti pubblici, o le scandalose storie relative alla fetida cancrena, anche nel vero senso della parola, costituita dall cattiva gestione del ciclo dei rifiuti e degli abnormi costi per la collettività che essi rappresentano.
Il recente crollo dei prezzi dei prodotti agricoli, un turismo che stenta a decollare, le controversie burocratiche ed i contenziosi che gravano sull'unico settore che sembra non conoscere crisi, quello delle ENERGIE RINNOVABILI, SOLARE, EOLICO E BIOMASSE, per intenderci, mi hanno spinto o per meglio dire ci hanno spinto, ad organizzare questa DUE GIORNI di approfondimenti, con alcune delle più significative ed Autorevoli figure Istituzionali, Studiosi, Rigorosissimi Esperti e rappresentanti del Mondo Imprenditoriale, in materia di sviluppo economico e non solo.
Quando con l'On. Salvo Raiti abbiamo pensato a questi indispensabili incontri, mentre ci trovavamo alle pendici dell'Etna, nella sua Linguaglossa, abbiamo inteso soltanto mettere in moto qulache meccanismo inceppato, più nel mio che nel suo territorio.
Mi riferisco alla necessità di ripensare un pò ad una rinnovata concretezza, attraverso un' azione di governo del territorio, concertata assieme a tutti i protagonisti ed i destinatari di una possibile svolta socio-economica, in delle depresse realtà che desiderano uscir fuori dalle secche di un certo vittimismo di matrice vetero-meridionalista.
Qualche anno fa, qualcuno sostenne che aveva la Sicilia nel cuore!
Oggi noi diciamo che navigare in mare aperto, senza bussola e senza le giuste coordinate, può indurci a perdere definitivamente il senso dell'orientamento ed avviarci verso un'irreversibile deriva senza speranza e senza ritorno.
Questa nostra Terra di Sicilia, ha bisogno di continuare a sperare che possano tornare realmente utili le frequenti stimolazioni, non solo finanziarie e politiche, ma anche ideali, unite alla passione ed all'amore per ciò che siamo e per tutte le splendide e meravigliose bellezze che abbiamo ereditato, coniugando il tutto con un'ottimistica logica di autostima collettiva.
Da queste premesse, vogliamo partire con rinnovato slancio.
Il via lo vogliamo dare, dall'interno di questi nostri apprezzati luoghi, facenti parte di quel Contesto Sciasciano che è stato onorato anche dalla presenza dell'attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, proprio in occasione del Venntennale della scomparsa dello scrittore di Racalmuto che ricorre quest'anno.Infinitamente Grazie a tutti voi, Illustri Relatori ed Ospiti, per la vostra graditissima presenza nel paese di Sciascia, il Quale, se fosse qui in mezzo a noi, sicuramente apprezzerebbe i nostri sforzi, i nostri desideri, di contribuire a costruire una Sicilia ed un Sud diversi e migliori, come direbbe uno qualsiasi dei miei più cari amici.
E credo che tra i presenti ce ne sonoi parecchi di amic,i oltre che qualche simpatico parente ed anche un affettuoso mio ex compagno di scuola.
Scusate se mi sono lasciato andare anche verso qualche punta di nostalgico, ma spero comprensibile, affetto verso tutti quanti voi.
Presumo che intendiamo celebrare la nostra voglia di riscatto, il nostro attaccamento ai valori di un'armonica crescita di una Regione, di uno Stato, di un'Europa, nel suo naturale rapporto non solo con tutti i paesi che si affacciano nel Mare Nostrum, nel Mediterraneo, ma anche col Medio Oriente e l'Asia che rappresentano le nuove sfide e le nuove frontiere, con cui fare i conti, nel bene e nel male.Salvatore Petrottosindaco di Racalmutopresidente della Fondazione 'Leonardo Sciascia'
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mercoledì 23 settembre 2009
Dopo la convocazione del vice presidente del consiglio comunale Giovanni Barravecchia sulla crisi vitivinicola e agricola…..
In data 14 settembre c.a., ho convocato il consiglio comunale straordinario ed urgente , aperto a tutti i cittadini e alle cariche istituzionali, tenutosi presso la cantina sociale “La Torre”, fortemente voluto dal sindaco Salvatore Petrotto, con la collaborazione dei sindaci di Grotte Paolo Pilato e Giuseppe Vitellaro sindaco di Milena.
Ancora però, mi domando e non riesco a capire , perché dopo le dichiarazioni del sindaco Petrotto che pre-annuncia la richiesta ufficiale alla Regione di un atto ispettivo presso la cantina sociale “La Torre”, il presidente della cantina Angelo Cutaia è andato su tutte le furie dicendo che: “ Petrotto sta danneggiando l’immagine della cantina”.
Sappiamo tutti che esiste la legge241/90 sulla trasparenza degli atti amministrativi, perché allora, Cutaia sulle dichiarazioni del sindaco non ha invitato i 570 soci a prendere visione della documentazione riguardante i bilanci e la gestione della cantina , tutto sarebbe finito li.
Voglio sottolineare, che Petrotto sta solo difendendo esclusivamente gli interessi degli agricoltori, infatti, giorno 21 c.m. ha avuto un incontro con l’assessore regionale all’agricoltura On. Michele Cimino per discutere della crisi del settore agricolo e cercare di trovare le soluzioni migliori per questi annosi problemi che negli ultimi anni si sono aggravati ulteriormente.
Il Vice Presidente
Giovanni Barravecchia
Giovanni Barravecchia
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Convegno "Lo Sviluppo economico in Sicilia" 25 e 26 Settembre
Convegno "Lo Sviluppo economico in Sicilia" 25 Settembre (Fondazione Sciascia)
e 26 Settembre (Teatro Regina Margherita) a Racalmuto
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martedì 22 settembre 2009
Convegno alla Fondazione Sciascia ed al Teatro di Racalmuto di giorno 25 e 26 settembre

Oggi c'è stato l'incontro tra l'Assessore Regionale all'Agricoltura, Michele Cimino ed i sindaci per discutere della grave crisi della viticultura.
Venerdì alle 17:00 l'Assessore Cimino sarà nella sede della Fondazione Sciascia per partecipare ad un convegno organizzato dal Comune, assieme all'Assessore all'Industria Marco Venturi ed il presidente di uno dei più grossi istituti di ricerca nazionale, Gian Maria Fara.
Si registrerà tra i tanti interventi anche quello del capogruppo all'A.R.S. On Antonello Cracolici, dell'ex presidente della Regione, On. Angelo Capodicasa e sabato mattina, a teatro, anche l'intervento dell'Assessore Regionale al Bilancio, On. Roberto Di Mauro.
Relazioneranno su argomenti quali: agricoltura, industria e trasporti nell'area di libero scambio euromediterranea anche numerosi esperti di fama nazionale.
Coordineranno l'On. Salvo Raiti ed il giornalista di RAI TRE Alfredo Conti.
Considerato l'alto valore scientifico del convegno, verranno pubblicati gli atti che serviranno anche per tracciare alcune linee guida relative agli interventi economico-strutturali, regionali, statali e comunitari.
Venerdì alle 17:00 l'Assessore Cimino sarà nella sede della Fondazione Sciascia per partecipare ad un convegno organizzato dal Comune, assieme all'Assessore all'Industria Marco Venturi ed il presidente di uno dei più grossi istituti di ricerca nazionale, Gian Maria Fara.
Si registrerà tra i tanti interventi anche quello del capogruppo all'A.R.S. On Antonello Cracolici, dell'ex presidente della Regione, On. Angelo Capodicasa e sabato mattina, a teatro, anche l'intervento dell'Assessore Regionale al Bilancio, On. Roberto Di Mauro.
Relazioneranno su argomenti quali: agricoltura, industria e trasporti nell'area di libero scambio euromediterranea anche numerosi esperti di fama nazionale.
Coordineranno l'On. Salvo Raiti ed il giornalista di RAI TRE Alfredo Conti.
Considerato l'alto valore scientifico del convegno, verranno pubblicati gli atti che serviranno anche per tracciare alcune linee guida relative agli interventi economico-strutturali, regionali, statali e comunitari.
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domenica 20 settembre 2009
Chiacchiere... Come al solito!

Di fronte ad una querela presentata dalla persona che si sta tentando di difendere, credo che valga poco o niente buttarla in politica!Adesso contano i fatti, i documenti, le prove delle cose di cui stiamo parlando, si chiamino cantina, strada Racalmuto Milena, rete idrica, Castelluccio od ancora concessioni sequestrate in contrada Bovo, per le quali pende a carico dell'ingegnere Angelo Cutaia, una richiesta di rinvio a giudizio per abuso, falso ed altro.Questo è ciò che conta.Il resto è pura vanitas-vanitatis.
L'unico rammarico è che sono costretto a perdere del tempo prezioso, per chiarire ciò che è chiaro nei fatti.Basta andare a verificare quella sciagurata strada Racalmuto Milena e se volete vi mostro tutta la documentazione, sempre che qualcuno non combini qualcosa di inaspettato, per rendersi conto di una serie incongruenze che producono una spesa di 5 miliardi tondi tondi, per ottocento metri di strada costruita e lasciata incompleta, sul finire degli anni Ottanta, quando con quella cifra, sfido chiunque anche in un giurì d'onore, si costruivano a quei tempi, anche due chilometri di autostrada, altro che ottocento metri di trazzera di campagna!E' una continua offesa alla più elementare intelligenza umana, quella di qualcuno che tenta di parlare di consensi elettorali o di amici ed alleati politici.Che c'entra tutto questo con la strada che doveva condurre a Milena o con le opere dell'ingegnere Angelo Cutaia, non ultime quelle sequestrate dalla Procura della Repubblica di AGRIGENTO, per delle palesi violazioni di legge, ammesse da lui stesso in sede di interrogatorio!
La situazione che solo sommariamente abbiamo verificato, a seguito della querela nei miei confronti dell'Ing. Angelo Cutaia è solo la punta di un iceberg.
C'è molto di più di quello che mi aspettavo-Ci sono cose che chiariremo alle autorità giudiziarie che sembravano impensabili anche perchè documentalmente accertabili.Da che cosa derivi la sicumera di questo ingegnere, questo francamente ancora non l'ho capito.Guardando ad occhio e croce alcuni documenti, tutti i lavori da lui eseguiti, sembrano fatti come si suole dire come una sorta di copia incolla.Trovi esattamente quello che ti aspetti e molto di più.Per una sorta di autotutela dell'Amministrazione che rappresento, per tutti i lavori eseguiti dall'Ingegnere Angelo Cutaia, sto chiedendo un'attenta verifica documentale e peritale, per esimere il Comune da qualsivoglia responsabilità, anche dei tecnici comunali che, più o meno consapevolmente, hanno controllato questi lavori in passato o hanno espresso pareri od apposto firme, più o meno giustificate.Ricordo a me stesso che, in due procedimenti penali, un tecnico comunale, disgraziatamente per lui, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi, per delle, chiamiamole così, illegittimità commesse.Pertanto, onde evitare di mettere a rischio la professionalità e la libertà di chi opera dentro e fuori il Comune di Racalmuto, penso che sia più che opportuno, giusto, verificare tutti i procedimenti amministrativi del settore dei Lavori Pubblici del Comune di Racalmuto dagli anni Ottanta ad oggi, per tentare di restituire il più possibile, l'onorabiltà ai professionisti che operano a Racalmuto, compreso l'ingegnere Cutaia che, purtroppo ha trascinato in tribunale con i suoi progetti e le sue direzioni dei lavori, anche i suoi committenti.Chi si è rivolto a lui ed a qualche altro per edificare delle palazzine in zona C (zona di edilizia convenzionata), si è visto sequestrati i cantieri già più di due anni fa ed ancora aspetta l'esito del procedimento giudiziario.E nell'analizzare i lavori più consistenti degli ultimi venticinque anni, ci siamo accorti che per il 50% c'entrava o continua in parte ad entrarci, adesso per altri motivi, proprio l'ingegnere Angelo Cutaia.Ma finiamola di parlare di cose che purtroppo non conoscete e che vi invito a visionare, se volete anche assieme a me, punto per punto, quando lo riterrete opportuno.
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Chiediamoci il " PERCHE' "
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Pale eoliche, rigassificatori, centrali nucleari e chi più ne ha più ne metta!E' proprio vero. Quando cerchi di scoprire qualche misera verità, cadi nella pirandelliana rete del relativismo, fino a quando si troverà sempre qualcuno che dirà: FODDRI E'- Ma l'amore DI-VINO, ora più che mai, visto che siamo astemi, ci salverà.Cantine, Castelli ( non castelli in aria), reti idriche e fangose strade, sono i motivi che hanno ispirato qualcuno a dire basta!...
Facciamola finita con questo rompic...
Libertà e verità possono continuare a marciare anche dalle nostre parti.E dire che qualcuno mi ha additato quale liberticida!Adesso ho capito perchè.Quando si è SCRUFULIATO su di me ed addirittura sui miei avi, a livello personale, qualcuno mi diceva che non dovevo difendere la mia dignità e l'onore di chi è morto e sepolto da decenni e non può più difendersi.Adesso mi sono reso conto che la strategia era ben più articolata.Soltanto adesso sto capendo il senso di mesi di concentrici attacchi alla mia persona.Una molteplicità di interessi, compresi quelli delle pale eoliche e di quant'altro può costituire svolta economica e ricchezza in questo nostro paese, è caduta sotto la mannaia della carta bollata di qualcuno.Leggasi ricorso al T.A.R. (Tribunale Amministrtivo Regionale), quando in reltà ben altri interessi stanno alla base di tali ricorsi.Perchè di fronte il Castello di Palma di Montechiaro ci sono delle pale eoliche che, in linea d'aria distano qualche centinaio di metri e nessuno ha fatto alcun ricorso?Perchè di fronte alla Valle dei Templi di Agrigento, sulle colline di Naro, si vede nitidamente, una foltissima corona di svariate decine di pale e nessuno ha presentato alcun ricorso?Perchè solo a Racalmuto si continua ad ostacolare qualsiasi iniziativa imprenditoriale, salvo a scaricare la responsabilità su chi, magari non c'entra?A questo ed a tanti altri perchè bisogna necessariamente rispondere, nell'interesse dello sviluppo nostro e dei nostri figli.Le cancerogene ciminiere di Gela, Priolo, Augusta o Milazzo, lo schifo della pesantissima ed inquinante industria chimica siciliana, è molto meglio delle energie pulite.Il rigassificatore di Porto Empedocle, che equivale forse a mille e più volte alla bomba atomica di Hiroshima, in fase di realizzazione, è meno pericoloso delle pale eoliche o dei pannelli solari?La previsione relativa alla costruzione di una centrale nucleare nei pressi di Palma di Montechiaro, costituisce un minor pericolo rispetto a 17 misere pale eoliche a Racalmuto?Nessuno vuole difendere queste pale, tant'è che il Comune di Racalmuto non si è costituito in giudizio con un proprio avvocato.Ma credo che c'è un limite a tutto.Soprattutto alla nostra povera o ricca intelligenza di Racalmutesi. Di fronte il Castello di Palma le pale vanno bene, niente di meno persino di fronte a quel Patrimonio dell'Umanità che è la Valle dei Templi, vanno bene. Il rigassificatore a Porto Empedocle, va bene. Persino una centrale nucleare a Palma di Montechiaro va pure bene. 17 pale a Racalmuto, n'affucanu, un li putiemmu addicidiri!Che cosa ci sta sotto?
Ce lo vogliamo chiedere una volta per tutte!
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sabato 19 settembre 2009
Prestiti anzichè finanziamenti e fu cossì che si è affossata la Cantina La Torre di Racalmuto

Per chi non lo sapesse, la Cantina La Torre di Racalmuto, da sempre per gli ammodernamenti tecnologici, per gli acquisti di macchinari ed attrezzature, formazione professionale dei viticultori, promozione, pubblicizzazione e creazione di reti di vendita, non ha mai presentato un solo progetto per ottenere alcun finanziamento,nè quando questi erano addirittura dell'Ottanta per cento a fondo perduto nè attualmente che invece si aggirano attorno al 60 %, sempre a fondo perduto.Si è preferito fare ricorso soltanto ai prestiti che oggi gravano per ben oltre i due milioni di euro.In altri termini la Regione, lo Stato e l'Unione Europea hanno finanziato qualsiasi progetto, anche a piccolissime aziende individuali e nel caso della nostra cantina che è arrivata a contare anche più di novecento soci, mai NESSUN CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE HA AVUTO L'ARDIRE DI PRESENTARE UNO STRACCIO DI PROGETTO.
Si è preferito far soltanto ricorso ad un massiccio indebitamento!Per non parlare del contenzioso che ha prodotto ulteriori buchi.Di questo dovremmo occuparci nei prossimi giorni.Quando si è così stolti, da farsi prestare i soldi ai tassi anche normali e neanche a quelli agevolati, quando esistono i finanziamenti a fondo perduto, vuol dire che nessuno ha avuto il ben che minimo interesse a tirare avanti la baracca!Quando si dice siemmu mmani a nuddru questo signiofica.Nel caso nostro è ancora peggio.
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Così si lavorava negli anni Ottanta!
Le strade si iniziavano e non si finivano mai, in quanto i lotti non dovevano essere mai funzionali!Oggi che i soldi sono finiti, a me ed a quelli come me, sono rimaste solo le querele di qualche signore che con i tanti soldi sperperati, allora, poteva fare le strade d'oro.Se pensi solo che quattro strade di campagna sempre negli anni Ottanta, sono costate più di dieci miliardi, che equivarrebbero, grosso modo ad almeno Quaranta milioni di euro di oggi! Solo così ci si può rendere conto di che cosa stiamo parlando!.Mi riferisco non solo a quella che hai citato tu, la strada della Provvidenza (quale denominazione poteva essere più beneaugurante, eppure anche lì...) ma anche alla Ferraro Castelluccio, alla Portella di Creta Mannara di Piano, od a quella della Mulona, per la quale il Comune di Racalmuto è stato costretto a pagare una parcella, agli inizi degli anni Novanta, di oltre seicento milioni di lire, per un'opera che doveva essere, si fa per dire, realizzata, allo stesso modo della strada denominata Grotte Milena, quella che costeggia il cimitero e per la quale sono stato querelato io, soltanto per afere affermato che si tratta di un grave sperpero di denaro pubblico.Con queste strade si partiva sempre da un costo standard, anche questo copia ed incolla, di 5 miliardi. Così avveniva per tutti i progetti finanziati, e sono state migliaia le opere inutili concepite e finanziate in Sicilia. La devastazione partiva sempre da 5 miliardi e poi saliva sempre di più, anzi nell'uno e nell'altro caso, quelli che ho citato a proposito della nostra Racalmuto, erano previsti oltre 20 miliardi per cisacuno di questi devastanti scempi.La tecnica era quella di rediggere un progetto generale, che so io , anche di 50 o cento miliardi, per una strada di campagna.Era ovvio che il progettista riceveva l'incarico dal Comune senza copertura finanziaria, con atti deliberativi non proprio legittimi.Ad assicurare la copertura finanziaria ci pensava, attraverso un'impresa, alla quale poi si doveva in un qualche modo assicurare l'aggiudicazione dei lavori previsti nel progetto che spesso consisteva in quattro linee, ovvero in una sorta di istanza e nient'altro, finalizzata soltanto ad ottenere dei soldi. Era perciò lo stesso professionista che, ricevuto l'incarico che, altro non era se non una promessa di finanziamento, si adoperava, assieme al politico di turno nel cercare i soldi per sè stesso e per l'impresa.Poi se si otteneva 5, e questo era uno degli importi possibili, si appaltava un primo lotto che sistematicamente, doveva rimanere incompleto e non funzionale, per creare dei disagi ad arte e suscitare le proteste, ove necessario dei cittadini, colpiti dal disastro ambientale provocato dalle ruspe.Alchè, si ritornava a Palermo con ulteriori istanze e solleciti, per indurre l'assessore regionale di turno, il che spesso non era difficile, a finanziare i lotti successivi a colpi di varianti che venivano denominate suppletive,ovvero, opere e completamenti in più che poco importava se erano state previste o meno nel progetto generale.Ed altrettanto poco importava ai politici e funzionari regionali se l'opera veniva mano mano, realizzata dalla stessa impresa che si era aggiudicata il prmo lotto, magari piccolo, che so io, anche di un miliardo.Così capitava che una piccola o media impresa partiva con un lavoro di poco conto, tanto per iniziare l'opra più o meno prevista, tanto per mettere il cappello sulla sedia, per prenotarsi una contrada di campagna dove ininiziare la devastazione, economica, ma anche sociale e culturale, perchè questi metodi, questa cultura pressapochista, raffazzonata, per non dire altro, ha fatto scuola.Infatti, tutto il perverso sistema ruotava attorno ad una clausola, ad una postilla inserita in una sorta di bando privato che si chiamava, licitazione privata.La postilla miracolosa consisteva in una dicitura standar ma fondamentale, essenziale per assicurare alla stessa impresa il salvacondotto a vita, consistente nell'affidamento di tutti i lavori di quella contrada.In altri termini era come al superenalotto, con una schedina di un euro c'è chi vinceva cinque milioni di euro, c'era chi poteva anche arrivare a mille, non c'erano limiti nelle cosiddette varianti suppletive.Bastave scrivere che i lotti successivi che poteva essere uno, due o dieci, poco importava, andavano aggiudicati all'impresa madre, quella del primo lotto.Poi, per la crisi economica, il vertiginoso lievitare dell'inflazione che alla fine degli anni Ottanta e soprattutto agli inizi degli anni Novanta si attestò addirittura ben oltre il 20%, a causa del debito pubblico provocato dalla massiccia emissione di titoli di Stato, con rendimenti che superavano anch'essi il 20%, il sistema crollò.Il giocattolo si ruppe e non si potè più proseguire lungo quella impervia strada, scusate la ripetizione, fatta solo dio strade inutili e di cementificazioni a tappeto di tutto e di più.Poi la Regione si è indebitata a più non posso, i soldi sono finiti e le opere sono rimaste tutte incomplete, non solo a Racalmuto, ma ovunque.Ma questa è un'altra storia e rientra a pieno titolo in quello stile non solo di vita ma anche architettonico che io allora battezai come: NON FINITO SICILIANO.Di queste cose a breve ci occuperemo in un film che gireremo anche a Racalmuto, grazie ad una produzione svizzera, a partire dal mese di ottobre.Il mondo intero vuole sapere che razza di follia è stata la nostra e cioè quella di bruciare, nei favolosi, si fa per dire anni Ottanta, Cdentinaia di migliaia di miliardi di vecchie lire che poi sono il nostro debito pubblico, quello dell'intera Italia che supera oggi i due milioni di miliardi di euro, in opere pubbliche come la Racalmuto Milena e le migliaia e migliaia di Racalmuto Milena.Anzi, già giorno 25 e 26, avremo modo di affrontare questi temi all'interno della Fondazione Leonardo Sciascia e del Teatro Regina Margherita, per parlare dello sviluppo possibile, quello di oggi che, necessariamente si deve discostare da quei sciagurati canoni degli anni Ottanta, di quando cioè non era importante l'opera che si realizzava o che si tentava di realizzare (visto che il più delle volte le opere rimanevano incomplete), ma era fondamentale soltanto spendere soldi senza realizzare magari un bel nulla e distruggendo un'intera Nazione, sia dissestandola finanziariamente sia devastando l'intero nostro BEL PAESE.La relazione introduttiva della due giorni non poteva che essere affidata al Presidente del più importante istituto di ricerca e di indagini statistiche che c'è in Italia, e cioè il Presidente dell'EURISPES, Gian Maria Fara.L'inizio del convegno è previsto per venerdi 25 settembre alle ore 17:00, nella sede della Fondazione Leonardo Sciascia, la stessa che recentemente è stata visitata dal Presidente della Repubblia, Giorgio Napolitano il 24 maggio, quando ha reso omaggio al suo grande amico e scrittore di Racalmuto, per l'appunto Leonardo Sciascia.Seguiranno svariati interventi, dagli assessori regionali Michele Cimino, Marco Venturi e Roberto Di Mauro, ai leader dell'opposizione in Sicilia, On. Angelo Capodicasa ed On. Antonello Cracolici, esperti di fama nazionale ed internazionale, presidenti di Istituzioni quali la Camera di Commercio di Milano e di Agrigento o dell'ASI (AREA DI SVILUPPO iNDUSTRIALE), sempre di Agrigento, direttori dell'ANAS e titolari di grosse aziende presenti nei nostri territori e che si occupano di miniere, opere pubbliche ed energie alternative.E' chiaro che tutte queste illustri presenze, stridono con quella che è la situazione economica e sociale del nostro così come di tutti i paesi siciliani e del Sud Italia in genere.Oggi, a Racalmuto, per mancanza di fondi, in manutenzioni di strade ed edifici pubblici, abbiamo quest'anno, sinora speso meno di ventimila euro.Questa è la proporzione: negli anni Ottanta si buttavano al vento mediamente 2 miliardi all'anno, equivalenti a più di 8 milioni di euro di oggi, oggi con 20 30 mila euro all'anno, dobbiamo assicurare la manutenzione di tutto.E' semplicemente assurdo ciò che avveniva allora ed è altrettanto assurdo ciò che avviene oggi-Anche di questo parlerò nel corso di un convegno, organizzato interamente da Comune di Racalmuto.Allora si buttavano al vento in un anno in media qualcosa come due tre milioni di euro in strade inutili, oggi possiamo soltanto spendere un millesimo di quella cifra!Da un eccesso all'altro!Ma il colmo è che queste strade ad oggi sono ancora impraticabili, perchè non solo no sono state mai completate per mancanza di fondi regionali, ma sono state anche collaudate così come le vedete, incomplete, piene di buche, polvere e fango.E polvere e fango continuano a buttarci addosso coloro i quali le hanno progettate e realizzate in quel modo da fare schifo!Ora, adesso, ci tentano anche in Tribunale, con la carta bollata, a difendersi da cose che sono così evidenti, tanto da indurmi da oggi in poi a trasferire il mio ufficio di sindaco di volta in volta, proprio dove ci sono queste schifezze, da dove amministrerò Racalmuto.Partendo cioè dallo schifo che ci hanno lasciato questi signori della carta bollata.
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Querela INUTILE!!! Aiuto contro gli sperperi e la cattiva gestione

Sono fiero di essere stato querelato da un signore, neppure nominato nella mia relazione amministrativa, il quale ha sporto querela contro di me, per delle opinioni espresse dal sottoscritto, a proposito di una modesta strada di ottocento metri di fango, polvere e buche, costata 5 miliardi di vecchie lire negli anni '80, il cui progettista e direttore dei lavori era per quanto sostiene egli stesso, l'ing. Angelo Cutaia, attuale presidente della Cantina di RACALMUTO.
Sono stato anche querelato, sempre dallo stesso signore per avere detto, a proposito della cantina sociale La Torre da lui presieduta che : SI SAPI DUNNI SI PERDI LU VINU!Neanche una battuta è permessa!Vi chiedo aiuto in questa battaglia di libertà, per condannare lo spreco, la cattiva gestione che produce il pagamento dell'ottima uva conferita dai viticultori di Racalmuto,Grotte, Milena, Montedoro, Bompensiere e dintorni, per il 2008, da sette a dieci centesimi al chilo, prezzo che ha fatto crollare l'intero mercato siciliano-Vi chiedo di reagire tutti quanti per salvare la nostra già povera economia agricola,affossata anche da questi signori, la cui arroganza culmina anche in delle querele che, più che altro, sembrano l'ultimo disperato atto di chi vuol trascinare con le sue stesse mani, in Tribunale, la sua incapacità, leggerezza, disinteresse ed inefficienza a gestire sia le opere pubbliche che la cantina di Racalmuto.L'ha fatta finire male con i pagamenti ai viticultori costretti a subire un prezzo unico in Sicilia, un prezzo dell'uva da fame ed ora cerca di difendersi con la carta bollata!Chi distrugge un'intera economia, chi è incapace a vendere con le proprie etichette l'ottimo vino della Cantina La Torre di Racalmuto e preferisce svenderlo sfuso, non deve rispondere in Tribunale, ma ai soci, affamati e fatti fallire pagando loro l'uva soltanto da sette a dieci centesimi al chilo.Aiutatemi a difendere i vostri interessi.
Sono stato anche querelato, sempre dallo stesso signore per avere detto, a proposito della cantina sociale La Torre da lui presieduta che : SI SAPI DUNNI SI PERDI LU VINU!Neanche una battuta è permessa!Vi chiedo aiuto in questa battaglia di libertà, per condannare lo spreco, la cattiva gestione che produce il pagamento dell'ottima uva conferita dai viticultori di Racalmuto,Grotte, Milena, Montedoro, Bompensiere e dintorni, per il 2008, da sette a dieci centesimi al chilo, prezzo che ha fatto crollare l'intero mercato siciliano-Vi chiedo di reagire tutti quanti per salvare la nostra già povera economia agricola,affossata anche da questi signori, la cui arroganza culmina anche in delle querele che, più che altro, sembrano l'ultimo disperato atto di chi vuol trascinare con le sue stesse mani, in Tribunale, la sua incapacità, leggerezza, disinteresse ed inefficienza a gestire sia le opere pubbliche che la cantina di Racalmuto.L'ha fatta finire male con i pagamenti ai viticultori costretti a subire un prezzo unico in Sicilia, un prezzo dell'uva da fame ed ora cerca di difendersi con la carta bollata!Chi distrugge un'intera economia, chi è incapace a vendere con le proprie etichette l'ottimo vino della Cantina La Torre di Racalmuto e preferisce svenderlo sfuso, non deve rispondere in Tribunale, ma ai soci, affamati e fatti fallire pagando loro l'uva soltanto da sette a dieci centesimi al chilo.Aiutatemi a difendere i vostri interessi.
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venerdì 18 settembre 2009
Comunicato del 18 settembre, ore 10.01

Sinora le offese riguardano soltanto me e la mia famiglia e sono state divulgate in varie forme e scritti di vario genere, per le quali a questo punto, vista la reiterazione della presunta illibatezza di chi lancia tali strali, mi riservo di tutelare, nelle sedi opportune, me ed i mie avi, violentemente offesi con false, diffamanti e calunniose affermazioni da questo signore, tal Piero Carbone che scappa e fugge da ogni dove e non regge nessun confronto.
In quanto a minacce, semmai è stato l'attuale presidente della Cantina Sociale La Torre, ad aprire le danze, minacciando il 13 luglio del 2009, pubblicamente ed in tutti gli organi di stampa querele contro di me, per avere io affermato che lui contribuì a sperperare denaro pubblico con la costruzione, ad esempio della strada Racalmuto Milena. Mi riferisco a quel tentativo di rifacimento di un'arteria, quella che costeggia il cimitero di Racalmuto, costata all'incirca cinque miliardi, alla fine degli anni ottanta, rimasta incompleta, per uno sviluppo di ottocento metri di solo rosticcio e qualche muro che ha rovinato un'intera contrada. Più volte ho dovuto fare i conti con i numerosi proprietari della zona, visto che è del tutto impraticabile, in quanto tra solchi, buche, fango d'inverno e polvere d'estate rappresenta una croce, un inferno per chi si volesse avventurare da quelle parti, e che inutilmente ci si è finora adoperati presso questo signore per indurlo a darci d
elle
spiegazioni rispetto al suo inspiegabile e dannoso intervento du questa sciagurata strada.
Se poi a questo aggiungiamo i lavori della rete idrica, progettati ed eseguiti sempre dal Cutaia, assieme ad un'mpresa il cui titolare è stato arrestato e condannato in via definitiva per mafia, e per i quali mi chiedevo e chiedo sempre a lui delle spiegazioni, ed a distanza di un decennio in quest'ultimo caso e di un ventennio, nel caso della strada, nessuna spiegazione mi è stata fornita da questo ingegnere che c'è di male?
Tra l'altro, sempre questo ingegnere, da progettista dei lavori di un eventuale restauro di un bene vincolato, con un ufficiale incarico del Comune di Racalmuto, ne è divenuto il proprietario.
Cosa per lo meno un pò anomala, se mi permettete.
Su queste cose vorrei che si facesse luce, perchè i disagi e le disfunzioni si ripercuotono sui cittadini che amministro, ancora oggi, seppur a distanza di tempo.
Se poi a questo aggiungiamo ancora che sempre questo ingegnere è lo stesso che attualmente ricopre l'incarico di presidente della Cantina Sociale La Torre di Racalmuto, affamando i viticultori con il pagamento di un prezzo dell'uva per il 2008 che oscilla ad oggi, dai sette ai dieci centesimi al chilo, capite perchè in questo modo è difficile uscirsene non solo dalle opere inutili e dannose, ma da una crisi ed un processo di depauperamento delle attività vitivinicole che ha influito su tutto il territorio siciliano.
Pertanto si chiede e lo chiedono anche i viticultori di tutta la Sicilia, soprattutto di tutti coloro i quali conferiscono le loro uve alle cantine, un'indagine ispettiva presso la Cantina Sociale La Torre di Racalmuto, da parte dell'Asessorato Regionale alla Cooperazione, per far luce su questo grave problema, forse causato, ancora una volta, a mio modo di vedere, dallo stesso soggetto che è intervenuto malamente in altre opere che ha progettato ed eseguito.
In quanto a minacce, semmai è stato l'attuale presidente della Cantina Sociale La Torre, ad aprire le danze, minacciando il 13 luglio del 2009, pubblicamente ed in tutti gli organi di stampa querele contro di me, per avere io affermato che lui contribuì a sperperare denaro pubblico con la costruzione, ad esempio della strada Racalmuto Milena. Mi riferisco a quel tentativo di rifacimento di un'arteria, quella che costeggia il cimitero di Racalmuto, costata all'incirca cinque miliardi, alla fine degli anni ottanta, rimasta incompleta, per uno sviluppo di ottocento metri di solo rosticcio e qualche muro che ha rovinato un'intera contrada. Più volte ho dovuto fare i conti con i numerosi proprietari della zona, visto che è del tutto impraticabile, in quanto tra solchi, buche, fango d'inverno e polvere d'estate rappresenta una croce, un inferno per chi si volesse avventurare da quelle parti, e che inutilmente ci si è finora adoperati presso questo signore per indurlo a darci d
elle
spiegazioni rispetto al suo inspiegabile e dannoso intervento du questa sciagurata strada.
Se poi a questo aggiungiamo i lavori della rete idrica, progettati ed eseguiti sempre dal Cutaia, assieme ad un'mpresa il cui titolare è stato arrestato e condannato in via definitiva per mafia, e per i quali mi chiedevo e chiedo sempre a lui delle spiegazioni, ed a distanza di un decennio in quest'ultimo caso e di un ventennio, nel caso della strada, nessuna spiegazione mi è stata fornita da questo ingegnere che c'è di male?
Tra l'altro, sempre questo ingegnere, da progettista dei lavori di un eventuale restauro di un bene vincolato, con un ufficiale incarico del Comune di Racalmuto, ne è divenuto il proprietario.
Cosa per lo meno un pò anomala, se mi permettete.
Su queste cose vorrei che si facesse luce, perchè i disagi e le disfunzioni si ripercuotono sui cittadini che amministro, ancora oggi, seppur a distanza di tempo.
Se poi a questo aggiungiamo ancora che sempre questo ingegnere è lo stesso che attualmente ricopre l'incarico di presidente della Cantina Sociale La Torre di Racalmuto, affamando i viticultori con il pagamento di un prezzo dell'uva per il 2008 che oscilla ad oggi, dai sette ai dieci centesimi al chilo, capite perchè in questo modo è difficile uscirsene non solo dalle opere inutili e dannose, ma da una crisi ed un processo di depauperamento delle attività vitivinicole che ha influito su tutto il territorio siciliano.
Pertanto si chiede e lo chiedono anche i viticultori di tutta la Sicilia, soprattutto di tutti coloro i quali conferiscono le loro uve alle cantine, un'indagine ispettiva presso la Cantina Sociale La Torre di Racalmuto, da parte dell'Asessorato Regionale alla Cooperazione, per far luce su questo grave problema, forse causato, ancora una volta, a mio modo di vedere, dallo stesso soggetto che è intervenuto malamente in altre opere che ha progettato ed eseguito.
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giovedì 17 settembre 2009
RINGRAZIAMENTO DALLE FAMIGLIE MARCHESE E PROVENZANO
LE FAMIGLIE
MARCHESE E PROVENZANO
Sentitamente ringraziano
Tutta la cittadinanza,
gli organi istituzionali,
tutte le forze dell’ordine,
in particolare modo
i compagni di scuola della 3^ C
e tutti gli amici
per il grande tributo di affetto
e la numerosa partecipazione
all’estremo saluto del compianto
GIOVANNI DOMENICO
MARCHESE E PROVENZANO
Sentitamente ringraziano
Tutta la cittadinanza,
gli organi istituzionali,
tutte le forze dell’ordine,
in particolare modo
i compagni di scuola della 3^ C
e tutti gli amici
per il grande tributo di affetto
e la numerosa partecipazione
all’estremo saluto del compianto
GIOVANNI DOMENICO
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Occupazione Cantina Sociale La Torre di Racalmuto

L'assessore provinciale dell'agricoltura Castellino ha inviato all'assessore Regionale Cimino una richiesta a firma sua, del presidente della provincia e dei sindaci delle province di Agrigento e Caltanissetta, con richiesta di un intervento urgente da parte della regione a favore di tutte le aziende agricole siciliane in crisi del settore vitivinicolo.Ad oggi non si è mosso niente, i viticultori hanno ricevuto soltanto il misero acconto di €. 0.10 al chilo relativo al 2008. in taluni casi anche di meno, e cioè €. 0.07, all'invito rivolto all'assessore regionale dell'agricoltura, Michele Cimino, è seguita una comunicazione ufficiale da parte dell'assessore che ha convocato i presidente della provincia e l'assessore alle politiche agricole della provincia e tutti i sindaci ed i dirigenti dell'assessorato regionale per un incontro che si terrà il 21 settembre alle ore 16,00 presso lo stesso assessorato.
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martedì 15 settembre 2009
Il presidente della Cantina Sociale La Torre di Racalmuto paghi subito i viticultori mortificati per il 2008 con un prezzo che oscilla tra i sette ed i dieci centesimi al chilo. Una vergogna!
Sulle affermazioni del presidente della Cantina La Torre, Angelo Cutaia, credo che non ci sono dubbi.
Dice che pagherà, darà, promette di dare ed apprezziamo la sua buona volontà.
Ma cerchi di coniugare il tempo presente.
Accusare il sottoscritto di dire cose false è grave!
Lo sa benissimo che lui per il 2008 ha dato e per giunta solo nel migliore dei casi, dieci centesimi per ogni chilo di uva conferita ed in altri casi, anche sette centesimi al chilo.
E' passato un anno ed ancora parla di pagherò, darò, di cambiali.
Cerchi di essere un pò più serio e dia immediatamente, dopo un anno di attese, quei miserabili cinque centesimi che ha promesso ai viticultori e li dia subito!
Il danno che ha provocato questo signore si riversa su tutti i viticultori delle cantine sociali siciliane, ma anche sui viticultori che vendono le loro uve a dei compratori privati.
Questo presidente ha fatto abbassare il prezzo di tutte le uve siciliane, drogandolo vertigionosamente verso il basso e buttando sul lastrico migliaia di viticultori.
Pagare per il 2008 addiruttura da sette ad otto centesimi al chilo significa far fallire questa ed altre cantine sociali.
Qual disegno ci sta sotto.
Si vogliono far fallire le cantine per poi comprare le strutture con pochi spiccioli?
La situazione è gravissima.
Inviterei gli organi ispettivi della Regione a far luce su questa Cantina per verificare come stanno realmente le cose.
Venerdì prossimo, a Grotte, nel corso dell'incontro con l'Assessore Regionale Michele Cimino, chiederò questo ed altre cose per capirne di più di questa spiacevole e drammatica vicenda aziendale, trascinata fin qui non si sa se in buona o mala fede da qualcuno.
Un uomo che è abituato a falsare la verità e con la competenza che si ritrova, credo che può limitarsi soltanto ad illudere ed affamare la gente.
Per quanto attiene il futuro della Cantina credo che i soci, immediatamente dopo l'incontro di giorno 14 settembre, dovrebbero prendere le opportune decisioni, per non bruciare ulteriormente i loro bilanci familiari ed avviarsi lungo la strada della disperazione.
Adesso è arrivato il momento di pianificare realmente lo sviluppo del settore.
La presenza di deputati, 15 sindaci, decine di consiglieri ed assessori comunali, tutte le organizzazioni di categoria, dell'assessore provinciale all'agricoltura, del presidente della Provincia di Agrigento e di molti esperti del settore oltre che numerosi seri professionisti, deve far rifletter sul grado di coinvolgimento necessario per rilanciare la cantina di Racalmuto.
Dopo una settimana di occupazione, grazie ad un pugno di viticultori irriducibili, il problema cantina di Racalmuto ha avuto il suo giusto rilievo regionale e forse lo sta avendo anche a livello nazionale.
Non solo politici ed organi di informazione, ma anche numerosi esperti, si stanno interessando della soluzione di questo vitale problema.
Noi abbiamo le idee chiare e quando vuole l'attuale consiglio di amministrazione della Cantina La Torre , si confronti con tutte queste realtà e con il Comune di Racalmuto per elaborare tutti quanti assieme, un serio
progetto di sviluppo e di rilancio del settore vitivinicolo e non solo.
La presunzione e la stupida arroganza di qualcuno, le falsità di qualche altro, non possono continuare a creare danni e disastri a centinaia di viticultori.
Adesso basta ccon questa chiusura mentale che impedisce ogni forma di sviluppo.
Quando dite voi, consiglieri di amministrazione della cantina, possiamo avviare un serio tavolo di confronto con i comuni interessati, per chiedre tutte quelle misure per l'innovazione tecnologica, la promozione, il rilancio di un prodotto di grande qualità quale è il nostro vino.
A chi continua a dire che non c'è niente da fare, rispondiamo che anche senza andar lontano, si prenda esempio dalle piccole cantine del nostro circondario, che vanno a gonfie vele e riescono a piazzare i loro prodotti ad un prezzo, anche dieci e venti volte superiore.
Chi non crede nella possibilità di rilancio del settore o ad una sua riconversione o, ad una prospettiva di sviluppo economico ed occupazionale futuro e continua a ripetere che non c'è niente da fare, se ne vada a casa e lasci il posto a chi, ottimisticamente e ragionevolmente, finanziamenti alla mano, di concerto con la Regione e lo Stato, può dare un grande e vero impulso all'economia di Racalmuto e dell'interland, partendo anche dalla Cantina Sociale La Torre.
Dice che pagherà, darà, promette di dare ed apprezziamo la sua buona volontà.
Ma cerchi di coniugare il tempo presente.
Accusare il sottoscritto di dire cose false è grave!
Lo sa benissimo che lui per il 2008 ha dato e per giunta solo nel migliore dei casi, dieci centesimi per ogni chilo di uva conferita ed in altri casi, anche sette centesimi al chilo.
E' passato un anno ed ancora parla di pagherò, darò, di cambiali.
Cerchi di essere un pò più serio e dia immediatamente, dopo un anno di attese, quei miserabili cinque centesimi che ha promesso ai viticultori e li dia subito!
Il danno che ha provocato questo signore si riversa su tutti i viticultori delle cantine sociali siciliane, ma anche sui viticultori che vendono le loro uve a dei compratori privati.
Questo presidente ha fatto abbassare il prezzo di tutte le uve siciliane, drogandolo vertigionosamente verso il basso e buttando sul lastrico migliaia di viticultori.
Pagare per il 2008 addiruttura da sette ad otto centesimi al chilo significa far fallire questa ed altre cantine sociali.
Qual disegno ci sta sotto.
Si vogliono far fallire le cantine per poi comprare le strutture con pochi spiccioli?
La situazione è gravissima.
Inviterei gli organi ispettivi della Regione a far luce su questa Cantina per verificare come stanno realmente le cose.
Venerdì prossimo, a Grotte, nel corso dell'incontro con l'Assessore Regionale Michele Cimino, chiederò questo ed altre cose per capirne di più di questa spiacevole e drammatica vicenda aziendale, trascinata fin qui non si sa se in buona o mala fede da qualcuno.
Un uomo che è abituato a falsare la verità e con la competenza che si ritrova, credo che può limitarsi soltanto ad illudere ed affamare la gente.
Per quanto attiene il futuro della Cantina credo che i soci, immediatamente dopo l'incontro di giorno 14 settembre, dovrebbero prendere le opportune decisioni, per non bruciare ulteriormente i loro bilanci familiari ed avviarsi lungo la strada della disperazione.
Adesso è arrivato il momento di pianificare realmente lo sviluppo del settore.
La presenza di deputati, 15 sindaci, decine di consiglieri ed assessori comunali, tutte le organizzazioni di categoria, dell'assessore provinciale all'agricoltura, del presidente della Provincia di Agrigento e di molti esperti del settore oltre che numerosi seri professionisti, deve far rifletter sul grado di coinvolgimento necessario per rilanciare la cantina di Racalmuto.
Dopo una settimana di occupazione, grazie ad un pugno di viticultori irriducibili, il problema cantina di Racalmuto ha avuto il suo giusto rilievo regionale e forse lo sta avendo anche a livello nazionale.
Non solo politici ed organi di informazione, ma anche numerosi esperti, si stanno interessando della soluzione di questo vitale problema.
Noi abbiamo le idee chiare e quando vuole l'attuale consiglio di amministrazione della Cantina La Torre , si confronti con tutte queste realtà e con il Comune di Racalmuto per elaborare tutti quanti assieme, un serio
progetto di sviluppo e di rilancio del settore vitivinicolo e non solo.
La presunzione e la stupida arroganza di qualcuno, le falsità di qualche altro, non possono continuare a creare danni e disastri a centinaia di viticultori.
Adesso basta ccon questa chiusura mentale che impedisce ogni forma di sviluppo.
Quando dite voi, consiglieri di amministrazione della cantina, possiamo avviare un serio tavolo di confronto con i comuni interessati, per chiedre tutte quelle misure per l'innovazione tecnologica, la promozione, il rilancio di un prodotto di grande qualità quale è il nostro vino.
A chi continua a dire che non c'è niente da fare, rispondiamo che anche senza andar lontano, si prenda esempio dalle piccole cantine del nostro circondario, che vanno a gonfie vele e riescono a piazzare i loro prodotti ad un prezzo, anche dieci e venti volte superiore.
Chi non crede nella possibilità di rilancio del settore o ad una sua riconversione o, ad una prospettiva di sviluppo economico ed occupazionale futuro e continua a ripetere che non c'è niente da fare, se ne vada a casa e lasci il posto a chi, ottimisticamente e ragionevolmente, finanziamenti alla mano, di concerto con la Regione e lo Stato, può dare un grande e vero impulso all'economia di Racalmuto e dell'interland, partendo anche dalla Cantina Sociale La Torre.
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lunedì 14 settembre 2009
Al di là del bene e del male, infinitamente grazie.
Al di là del bene e del male, un sentitissimo grazie voglio tributare a tutti i miei concittadini che, con commovente partecipazione hanno salutato il Presidente Giorgio Napolitano, in quella che rimarrà la storica domenica del 24 maggio 2009 .
Tutti quanti, a Racalmuto, abbiamo dimostrato che, quando vogliamo, sappiamo presentarci nel migliore dei modi.
Ovviamente il solito qualcuno si macera il cervello parlando dell’ ipocrisia di un momento.
Io ho il dovere di rispondere che il sottoscritto, tutti i giorni fa a cazzotti con chiunque (si fa per dire, non fraintendetemi), per assicurare al nostro paese quegli standard di vivibilità degni di un paese civile, come noi siamo.
E lo abbiamo dimostrato in occasione della venuta del Presidente della Repubblica.
Semmai spetta a ciascuno di noi, tutti i nostri santi giorni, e non solo nelle occasioni importanti, rispettare i luoghi tanto cari Sciascia ed ora anche a Napolitano.
Racalmuto è un patrimonio che dobbiamo tenerci caro, continuando ad essere, sempre e comunque, disciplinati, come lo siamo stati in quei giorni in cui, ci siamo preparati per quella grande festa civile.
Permettetemi di ringraziare in modo particolare sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, tutti i Comandi provinciali delle Forze dell’Ordine che hanno cooperato, tutti quanti, brillantemente, con i Vigili Urbani di Racalmuto, coordinati dal comandante Diego Morreale e con la Caserma dei Carabinieri di Racalmuto, retta dal maresciallo Alessandro Costa.
Ringrazio inoltre tutto il personale impegnato in quei frenetici giorni, i volontari, gli addetti al cerimoniale ed alla sicurezza del Presidente della Repubblica, Il Presidente della Regione Raffaele Lombardo e la sua Giunta, il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, tutti i parlamentari presenti, l’Arcivescovo di Agrigento Monsignor Francesco Montenegro, tutti i dipendenti comunali, precari e di ruolo.
E’ ovvio che naturalmente il ringraziamento va esteso alla famiglia Sciascia, a tutto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, con Aldo Scimè e Nino Catalano in testa, il direttore letterario Antonio Di Grado, il Consiglio Comunale e l’Amministrazione da me presieduta.
Ringrazio il paese tutto che, ne siamo certi, ricorderà, a futura memoria quel memorabile giorno.
E la memoria avrà senz’altro un futuro, in questo, come in pochi casi.
E’ stato proprio l’omaggio del Presidente Napolitano a Leonardo Sciascia, a farci rinsavire un po’ tutti, a dimostrarci che i grandi uomini ed i grandi valori, li possiamo incontrare tranquillamente lungo il nostro cammino.
La vera scommessa è però quella di far tesoro di questi ideali ricongiungimenti affettivi e sentimentali, nel coniugare a dovere il nostro vivere quotidiano, per uniformarci a ciò che qualcuno chiama diritto di cittadinanza, o senso dello Stato.
E ciò è avvenuto a Racalmuto, proprio perché lo Stato, nella sua massima espressione, con la sua più alta carica istituzionale, il Presidente Napolitano, ha passeggiato assieme a noi, assieme a Leonardo Sciascia.
Da questi fortunati e memorabili incontri di coscienze civili, parte il nostro vero riscatto, sociale,culturale ed anche economico.
Solo così, senza scetticismo o vana retorica, con i piedi ben piantati nel fertile terreno delle positive consonanze morali, civili ed istituzionali, si costruisce il nostro futuro, inizia il vero riscatto di un popolo.
In questo benedetto momento, questo popolo è la Regalpetra di Sciascia, è la Racalmuto che io con orgoglio e grandi spinte emotive, rappresento.
E Racalmuto è presente ovunque nel mondo, grazie alle traduzioni ed alla diffusione in oltre 20 lingue di tutti i libri di Sciascia.
Tra l’altro non c’è romanzo o saggio di Sciascia in cui non viene evocata o citata Racalmuto, che per lui rappresentava la materia vivente, dove albergava quel genius-loci che, nella sua produzione intellettuale lo ha segnato assai profondamente. Si potrebbe affermare che la sua Regalpetra, la nostra Racalmuto, era veramente la metafora del mondo: sceneggiatura, scenografia, insegnamento morale e civile, una vera e propria filosofia di vita.
Tutto quanto trasfuso nella sua produzione letteraria.
Erano tutti questi gli elementi del contesto epistemologico sciasciano.
Da Racalmuto inizia, a Racalmuto continua, a Racalmuto ha voluto riposare per sempre.
Chi non ha notato quando Egli era in mezzo a noi il suo discreto ed illuminante incedere tra uomini e cose di Racalmuto?
Il suo pensiero ermeneutico e le sue concezioni estetiche ,la visione prospettica da un punto di vista, da un punto d’ osservazione qual’era ed è Racalmuto e la sua storia, in un mondo che è spesso prigioniero di imbecilli e/o megalomani, doveva essere veramente un imperdibile spettacolo di vita vera.
Quella sequela di luoghi e personaggi hanno atteso per secoli, il Maestro Sciascia, perchè li facesse vivere, urbi et orbi.
I Racalmutesi con Sciascia improvvisamente sono diventati, illuministicamente parlando, cittadini del mondo, proiettati in una dimensione universale. quella fortemente ammaliante e spritualmente appagante ed eccelsa della letteratura, con le sue trasposizioni teatrali e cinematografiche.
. Ci riferiamo alle numerosissime memorabili pagine dedicate da Sciascia alle storie ed alle leggende, alle tradizioni, alla pittura per esempio.
Basti citarne uno per tutti, Pietro D’Asaro, il Monocolo di Racalmuto, uno dei più grandi pittori manieristi siciliani, di scuola fiamminga e caravaggesca, per il quale proprio Leonardo Sciascia nel 1984 promosse una indimenticabile mostra che calamitò l’attenzione di decine di migliaia di visitatori.
Quante fotografie sono state scattate dai maggiori fotografi italiani e stranieri, aventi per soggetti Sciascia e Racalmuto? Non si contano più.
Uno spazio, enorme, incommensurabile della sua memoria storica e letteraria, nelle sue opere, è stato interamente riservato a Racalmuto, alle parrocchie, per l’appunto, di Regalpetra-Racalmuto, alla musica, quella della banda di Racalmuto o del suo amico, il grande tenore racalmutese Luigi Infantino, al teatro Regina Margherita.
Per non citare il martire più illustre della triste storia dell’inquisizione, Fra Diego La Matina.
A questo Racalmutese rinominato ‘uomo di tenace cocetto’, Sciascia dedica un intero libro-inchiesta per dimostrare forse che, anche nel ‘600, in onore dell’unico valore estremo, quello della vita, contro ogni tipo di morte.
I Racalmutesi, come ben si può notare, anche storicamente, non si facevano scrupoli di carattere dogmatico.
Di fronte ad una condanna a morte, certa, quel frate racalmutese, ritenuto eretico, riuscì ad uccidere con le manette ai polsi il proprio inquisitore prima di essere arso vivo nella Palermo degli auto da fè, spettacoli tragici e truculenti che si concludevano con il falò della vittima predestinata per motivi vari che, nulla avevano a che fare con la giustizia, quella vera o il nostro Stato di Diritto.
Si tratta dell’ unico caso, quello di Fra Diego da Racalmuto, nella storia delle diecimila donne, ritenute streghe, uomini ritenuti stregoni che contempla l’uccisione dell’inquisitore.
La vittima che riesce ad uccidere il proprio carnefice!
Una bella soddisfazione per chi è condannato a morte: quella di uccidere qualche istante prima il proprio boia!
L’ammirazione per questo personaggio, da parte di Sciascia era immensa.
Fra Diego tra l’altro, è stato anche il protagonista di un romanzo, scritto dall’autore del libro ‘I Beati Paoli’, di Luigi Natoli.
Purtroppo quel fascistissimo detto: ‘boia a chi molla’, nel caso di Fra Diego La Matina, non ha funzionato.
Egli non ha mollato sino alla morte, ma ha trovato un altro boia a cacciarlo in mezzo alle fiamme.
Il senso è che, malgrado il l’infausto, deprecabile e sciagurato significato della parola boia, di boia non ne mancavano nel ‘600. Forse non ne mancano neanche adesso.
I boia, purtroppo non mollano mai!
Si trova sempre un boia disponibile a prestarsi per uccidere chi la pensa diversamente.
Magari oggi viene inflitta soltanto, si fa per dire, la morte civile e morale, come fa qualcuno nei siti internet, puntando il dito contro qualche eretico, garantendogli una vergognosa gogna mediatica, nel tentativo di arrostirlo col fuoco della menzogna e della malvagità..
Tanta era l’ammirazione nei confronti di Fra Diego che alla fine degli anni ’80, Leonardo Sciascia, nell’aula consiliare del comune di Racalmuto, all’atto di creare la Fondazione a lui dedicata, propose addirittura di intitolarla a Fra Diego La Matina pronunciando la seguente frase: ‘così eretico lui ed eretico io’.
Quanto ‘tempo letterario’ è stato riservato, sempre da Sciascia, alle feste religiose od all’arte culinaria ed a quell’amore di-vino che piacevolmente inebria le menti ed i cuori e ci fa stare bene in compagnia.
Senza esagerazione o blasfemia, pensavamo a quel rosso della Noce, del luogo delle affinità elettive per eccellenza che prediligeva Leonardo Sciascia, dove la suggestiva campagna racalmutese si offrì allo scrittore quale scrigno, vaso di pandora, da dove potette attingere, immaginifiche suggestioni letterarie.
Quest’anno in modo particolare, a distanza di vent’anni dalla sua prematura scomparsa, non si contano i convegni e le celebrazioni che riguardano il nostro Sciascia, veramente ovunque, oltre che in Italia: dall’Olanda alla Germania, alla Francia , alla Spagna, al Belgio, agli Stati Uniti all’Argentina, al Giappone, persino in Vietnam.
Che si vuole più dalla vita?
Al meglio ed al peggio non c’è mai fine.
Le descrizioni fin qui elencate, il ragionamento che ho tentato di portare avanti, malgrado l’odioso discredito di qualcuno, visibilmente tormentato e contrariato, sono fatti e non solo vacue parole in libertà.
Questa è la nostra situazione.
Fin qui in due anni siamo riusciti ad aumentare notevolmente l’interesse per Racalmuto ed i suoi abitanti, comprese attività commerciali e turistico-culturale ed imprenditoriale in genere..
Qualcosa in più avremmo voluto fare per la più grande produzione agricola di Racalmuto, il nostro nero d’avola.
Ma il caso cantina lo conoscono bene i viticultori associati che devono subire l’onta di una svendita del vino sfuso che ha contribuito ad impoverire il nostro territorio.
Si preferisce non imbottigliare e far morire di fame i nostri agricoltori, quando il nostro vino potrebbe essere venduto almeno il doppio dell’attuale prezzo.
Chiedetelo al presidente della cantina che in quanto a capacità e trasparenza non lo batte nessuno.
Di solito si dice ‘un si sapi dunni si perdi l’acqua’.
Nel nostro caso potremmo dire invece che :’si sapi dunni si perdi lu vinu.’
A perdersi è anche il lavoro dei poveri contadini.
Ogni annata che passa, malgrado il nostro nero d’avola venga imbottigliato altrove e venduto a caro prezzo, per i Racalmutesi è solo fatica sprecata.
Tutti quanti, a Racalmuto, abbiamo dimostrato che, quando vogliamo, sappiamo presentarci nel migliore dei modi.
Ovviamente il solito qualcuno si macera il cervello parlando dell’ ipocrisia di un momento.
Io ho il dovere di rispondere che il sottoscritto, tutti i giorni fa a cazzotti con chiunque (si fa per dire, non fraintendetemi), per assicurare al nostro paese quegli standard di vivibilità degni di un paese civile, come noi siamo.
E lo abbiamo dimostrato in occasione della venuta del Presidente della Repubblica.
Semmai spetta a ciascuno di noi, tutti i nostri santi giorni, e non solo nelle occasioni importanti, rispettare i luoghi tanto cari Sciascia ed ora anche a Napolitano.
Racalmuto è un patrimonio che dobbiamo tenerci caro, continuando ad essere, sempre e comunque, disciplinati, come lo siamo stati in quei giorni in cui, ci siamo preparati per quella grande festa civile.
Permettetemi di ringraziare in modo particolare sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, tutti i Comandi provinciali delle Forze dell’Ordine che hanno cooperato, tutti quanti, brillantemente, con i Vigili Urbani di Racalmuto, coordinati dal comandante Diego Morreale e con la Caserma dei Carabinieri di Racalmuto, retta dal maresciallo Alessandro Costa.
Ringrazio inoltre tutto il personale impegnato in quei frenetici giorni, i volontari, gli addetti al cerimoniale ed alla sicurezza del Presidente della Repubblica, Il Presidente della Regione Raffaele Lombardo e la sua Giunta, il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, tutti i parlamentari presenti, l’Arcivescovo di Agrigento Monsignor Francesco Montenegro, tutti i dipendenti comunali, precari e di ruolo.
E’ ovvio che naturalmente il ringraziamento va esteso alla famiglia Sciascia, a tutto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, con Aldo Scimè e Nino Catalano in testa, il direttore letterario Antonio Di Grado, il Consiglio Comunale e l’Amministrazione da me presieduta.
Ringrazio il paese tutto che, ne siamo certi, ricorderà, a futura memoria quel memorabile giorno.
E la memoria avrà senz’altro un futuro, in questo, come in pochi casi.
E’ stato proprio l’omaggio del Presidente Napolitano a Leonardo Sciascia, a farci rinsavire un po’ tutti, a dimostrarci che i grandi uomini ed i grandi valori, li possiamo incontrare tranquillamente lungo il nostro cammino.
La vera scommessa è però quella di far tesoro di questi ideali ricongiungimenti affettivi e sentimentali, nel coniugare a dovere il nostro vivere quotidiano, per uniformarci a ciò che qualcuno chiama diritto di cittadinanza, o senso dello Stato.
E ciò è avvenuto a Racalmuto, proprio perché lo Stato, nella sua massima espressione, con la sua più alta carica istituzionale, il Presidente Napolitano, ha passeggiato assieme a noi, assieme a Leonardo Sciascia.
Da questi fortunati e memorabili incontri di coscienze civili, parte il nostro vero riscatto, sociale,culturale ed anche economico.
Solo così, senza scetticismo o vana retorica, con i piedi ben piantati nel fertile terreno delle positive consonanze morali, civili ed istituzionali, si costruisce il nostro futuro, inizia il vero riscatto di un popolo.
In questo benedetto momento, questo popolo è la Regalpetra di Sciascia, è la Racalmuto che io con orgoglio e grandi spinte emotive, rappresento.
E Racalmuto è presente ovunque nel mondo, grazie alle traduzioni ed alla diffusione in oltre 20 lingue di tutti i libri di Sciascia.
Tra l’altro non c’è romanzo o saggio di Sciascia in cui non viene evocata o citata Racalmuto, che per lui rappresentava la materia vivente, dove albergava quel genius-loci che, nella sua produzione intellettuale lo ha segnato assai profondamente. Si potrebbe affermare che la sua Regalpetra, la nostra Racalmuto, era veramente la metafora del mondo: sceneggiatura, scenografia, insegnamento morale e civile, una vera e propria filosofia di vita.
Tutto quanto trasfuso nella sua produzione letteraria.
Erano tutti questi gli elementi del contesto epistemologico sciasciano.
Da Racalmuto inizia, a Racalmuto continua, a Racalmuto ha voluto riposare per sempre.
Chi non ha notato quando Egli era in mezzo a noi il suo discreto ed illuminante incedere tra uomini e cose di Racalmuto?
Il suo pensiero ermeneutico e le sue concezioni estetiche ,la visione prospettica da un punto di vista, da un punto d’ osservazione qual’era ed è Racalmuto e la sua storia, in un mondo che è spesso prigioniero di imbecilli e/o megalomani, doveva essere veramente un imperdibile spettacolo di vita vera.
Quella sequela di luoghi e personaggi hanno atteso per secoli, il Maestro Sciascia, perchè li facesse vivere, urbi et orbi.
I Racalmutesi con Sciascia improvvisamente sono diventati, illuministicamente parlando, cittadini del mondo, proiettati in una dimensione universale. quella fortemente ammaliante e spritualmente appagante ed eccelsa della letteratura, con le sue trasposizioni teatrali e cinematografiche.
. Ci riferiamo alle numerosissime memorabili pagine dedicate da Sciascia alle storie ed alle leggende, alle tradizioni, alla pittura per esempio.
Basti citarne uno per tutti, Pietro D’Asaro, il Monocolo di Racalmuto, uno dei più grandi pittori manieristi siciliani, di scuola fiamminga e caravaggesca, per il quale proprio Leonardo Sciascia nel 1984 promosse una indimenticabile mostra che calamitò l’attenzione di decine di migliaia di visitatori.
Quante fotografie sono state scattate dai maggiori fotografi italiani e stranieri, aventi per soggetti Sciascia e Racalmuto? Non si contano più.
Uno spazio, enorme, incommensurabile della sua memoria storica e letteraria, nelle sue opere, è stato interamente riservato a Racalmuto, alle parrocchie, per l’appunto, di Regalpetra-Racalmuto, alla musica, quella della banda di Racalmuto o del suo amico, il grande tenore racalmutese Luigi Infantino, al teatro Regina Margherita.
Per non citare il martire più illustre della triste storia dell’inquisizione, Fra Diego La Matina.
A questo Racalmutese rinominato ‘uomo di tenace cocetto’, Sciascia dedica un intero libro-inchiesta per dimostrare forse che, anche nel ‘600, in onore dell’unico valore estremo, quello della vita, contro ogni tipo di morte.
I Racalmutesi, come ben si può notare, anche storicamente, non si facevano scrupoli di carattere dogmatico.
Di fronte ad una condanna a morte, certa, quel frate racalmutese, ritenuto eretico, riuscì ad uccidere con le manette ai polsi il proprio inquisitore prima di essere arso vivo nella Palermo degli auto da fè, spettacoli tragici e truculenti che si concludevano con il falò della vittima predestinata per motivi vari che, nulla avevano a che fare con la giustizia, quella vera o il nostro Stato di Diritto.
Si tratta dell’ unico caso, quello di Fra Diego da Racalmuto, nella storia delle diecimila donne, ritenute streghe, uomini ritenuti stregoni che contempla l’uccisione dell’inquisitore.
La vittima che riesce ad uccidere il proprio carnefice!
Una bella soddisfazione per chi è condannato a morte: quella di uccidere qualche istante prima il proprio boia!
L’ammirazione per questo personaggio, da parte di Sciascia era immensa.
Fra Diego tra l’altro, è stato anche il protagonista di un romanzo, scritto dall’autore del libro ‘I Beati Paoli’, di Luigi Natoli.
Purtroppo quel fascistissimo detto: ‘boia a chi molla’, nel caso di Fra Diego La Matina, non ha funzionato.
Egli non ha mollato sino alla morte, ma ha trovato un altro boia a cacciarlo in mezzo alle fiamme.
Il senso è che, malgrado il l’infausto, deprecabile e sciagurato significato della parola boia, di boia non ne mancavano nel ‘600. Forse non ne mancano neanche adesso.
I boia, purtroppo non mollano mai!
Si trova sempre un boia disponibile a prestarsi per uccidere chi la pensa diversamente.
Magari oggi viene inflitta soltanto, si fa per dire, la morte civile e morale, come fa qualcuno nei siti internet, puntando il dito contro qualche eretico, garantendogli una vergognosa gogna mediatica, nel tentativo di arrostirlo col fuoco della menzogna e della malvagità..
Tanta era l’ammirazione nei confronti di Fra Diego che alla fine degli anni ’80, Leonardo Sciascia, nell’aula consiliare del comune di Racalmuto, all’atto di creare la Fondazione a lui dedicata, propose addirittura di intitolarla a Fra Diego La Matina pronunciando la seguente frase: ‘così eretico lui ed eretico io’.
Quanto ‘tempo letterario’ è stato riservato, sempre da Sciascia, alle feste religiose od all’arte culinaria ed a quell’amore di-vino che piacevolmente inebria le menti ed i cuori e ci fa stare bene in compagnia.
Senza esagerazione o blasfemia, pensavamo a quel rosso della Noce, del luogo delle affinità elettive per eccellenza che prediligeva Leonardo Sciascia, dove la suggestiva campagna racalmutese si offrì allo scrittore quale scrigno, vaso di pandora, da dove potette attingere, immaginifiche suggestioni letterarie.
Quest’anno in modo particolare, a distanza di vent’anni dalla sua prematura scomparsa, non si contano i convegni e le celebrazioni che riguardano il nostro Sciascia, veramente ovunque, oltre che in Italia: dall’Olanda alla Germania, alla Francia , alla Spagna, al Belgio, agli Stati Uniti all’Argentina, al Giappone, persino in Vietnam.
Che si vuole più dalla vita?
Al meglio ed al peggio non c’è mai fine.
Le descrizioni fin qui elencate, il ragionamento che ho tentato di portare avanti, malgrado l’odioso discredito di qualcuno, visibilmente tormentato e contrariato, sono fatti e non solo vacue parole in libertà.
Questa è la nostra situazione.
Fin qui in due anni siamo riusciti ad aumentare notevolmente l’interesse per Racalmuto ed i suoi abitanti, comprese attività commerciali e turistico-culturale ed imprenditoriale in genere..
Qualcosa in più avremmo voluto fare per la più grande produzione agricola di Racalmuto, il nostro nero d’avola.
Ma il caso cantina lo conoscono bene i viticultori associati che devono subire l’onta di una svendita del vino sfuso che ha contribuito ad impoverire il nostro territorio.
Si preferisce non imbottigliare e far morire di fame i nostri agricoltori, quando il nostro vino potrebbe essere venduto almeno il doppio dell’attuale prezzo.
Chiedetelo al presidente della cantina che in quanto a capacità e trasparenza non lo batte nessuno.
Di solito si dice ‘un si sapi dunni si perdi l’acqua’.
Nel nostro caso potremmo dire invece che :’si sapi dunni si perdi lu vinu.’
A perdersi è anche il lavoro dei poveri contadini.
Ogni annata che passa, malgrado il nostro nero d’avola venga imbottigliato altrove e venduto a caro prezzo, per i Racalmutesi è solo fatica sprecata.
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Vi invito a rivolgersi anche agli inauguratori ed ai potenti di turno.
Grandi amici nostri e del nostro territorio.
Alcuni sono qui raffigurati.
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Le bugie hanno le gambe corte o lunghe?
Angelo Guagliano
La richiesta ufficiale alle società che stanno facendo i lavori della SS 640 è stata inoltrata, assieme alla delibera di consiglio comunale.
Anche il consigliere comunale Sardo l'ha deliberata.
E' stato affisso un manifesto pubblico e distribuito un volantino che proiprio il consigliere Sardo aveva preparato.
La delibera di richieste è stata recapitata anche alle imprese ed all'ANAS, in occasione della cerimonia di inaugurazione dei lavori.
Strano che il consigliere Sardo non se lo ricorda! ... Visualizza altro
A seguire tutte le richieste di lavoro di operai ed imprese, sono state trasmesse per i canali ufficiali, in maniera chiara e trasparente.
Quando il Ministro Alfano, assieme a tutti i politici presenti all'inaugurazione ci aiuteranno a manifestare il nostro disappunto ed a reiterare le richieste di lavoro, ci farà cosa gradita.
2 secondi fa • Elimina
Angelo Guagliano
Il Consiglio Comunale, contrariamente a quanto sostiene qualche perditempo, ha deliberato non solo le richieste di lavoro nei cantieri della strada statale 640, AG-CL, ma anche il piano di recupero del centro storico, l'istituzione di Racalmuto Citt... Visualizza altroà d'Arte,il Centro Commerciale Naturale, l'adesione, per la prima volta, ad un progetto per l'agricoltura, denominato LEADER, la delibera per la realizzazione, per la prima volta a Racalmuto di un'area artigianale e fatto ancor più storico, la convenzione con l'A.S.I. (Area di Sviluppo Industriale) di Agrigento per una nuova area A.S.I. a Racalmuto.
Alla faccia di chi dice che il Consiglio è delegittimato!
Solo qualche invidioso può dire che non si fa niente.
Sono sempre disponibile di concerto anche con i perditempo a dare ampia dimostrazione al Comune di quello che sto dicendo e sempre pronto ad accogliere le loro proposte costruttive, semmai ce ne fossero!
(LE BUGIE SI COMMENTANO - LA VERITA' NON SI COMMENTA).
La richiesta ufficiale alle società che stanno facendo i lavori della SS 640 è stata inoltrata, assieme alla delibera di consiglio comunale.
Anche il consigliere comunale Sardo l'ha deliberata.
E' stato affisso un manifesto pubblico e distribuito un volantino che proiprio il consigliere Sardo aveva preparato.
La delibera di richieste è stata recapitata anche alle imprese ed all'ANAS, in occasione della cerimonia di inaugurazione dei lavori.
Strano che il consigliere Sardo non se lo ricorda! ... Visualizza altro
A seguire tutte le richieste di lavoro di operai ed imprese, sono state trasmesse per i canali ufficiali, in maniera chiara e trasparente.
Quando il Ministro Alfano, assieme a tutti i politici presenti all'inaugurazione ci aiuteranno a manifestare il nostro disappunto ed a reiterare le richieste di lavoro, ci farà cosa gradita.
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Angelo Guagliano
Il Consiglio Comunale, contrariamente a quanto sostiene qualche perditempo, ha deliberato non solo le richieste di lavoro nei cantieri della strada statale 640, AG-CL, ma anche il piano di recupero del centro storico, l'istituzione di Racalmuto Citt... Visualizza altroà d'Arte,il Centro Commerciale Naturale, l'adesione, per la prima volta, ad un progetto per l'agricoltura, denominato LEADER, la delibera per la realizzazione, per la prima volta a Racalmuto di un'area artigianale e fatto ancor più storico, la convenzione con l'A.S.I. (Area di Sviluppo Industriale) di Agrigento per una nuova area A.S.I. a Racalmuto.
Alla faccia di chi dice che il Consiglio è delegittimato!
Solo qualche invidioso può dire che non si fa niente.
Sono sempre disponibile di concerto anche con i perditempo a dare ampia dimostrazione al Comune di quello che sto dicendo e sempre pronto ad accogliere le loro proposte costruttive, semmai ce ne fossero!
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Siamo sui carboni ardenti, malgrado qualcuno abbia il carbone bagnato. Come è possibile.
Ai soliti noti
Io non so a chi intendete rivolgervi.
Ma credo che conosciate già gli indirizzi giusti, non dico dei potenti della Terra, ma almeno di quelli agrigentini.
Abbiamo un Ministro, tre assessori regionali agrigentini ed una folta deputazione. Ma poi gira gira cercate solo di fare il tiro a bersaglio con una persona.
Lo so che in fondo in fondo lo fate per il mio bene!
Capisco che mi ritenete così importante, tanto da cambiare i destini del Mondo, ma credo che le basse accuse di qualcuno o le rabbie ed i rancori, di qualche altro, difficilmente potranno essere utili a costruire il futuro del nostro paese.
Una miriade di progetti che stanno per essere finanziati con fondi europei che svariano dalla riqualificazione urbana, al commercio ed all'artigianato, al turismo ed ai beni culturali, all'industria, sarà il tema che affronteremo all'interno della Fondazione Sciascia ed al Teatro, proprio con alcuni esponenti del Governo Regionale ed esperti in materie economiche e finanziarie.
Il tutto si sta per organizzare per il 25 e 26 settembre.
Chiaramente se vi va di uscire un pò dalle secche in cui rischiate di cacciarvi, ritengo che una vostra partecipazione potrebbe essere utile, per evitare di continuare a perdere tempo con argomenti che voi sapete benissimo, hanno un sapore pretestuoso.
Non voglio scendere nei dettagli, per evitare di starnazzare ancora una volta, errore che ho commesso io e non voi, evidentemente, se è vero, come è vero, che si continua a
girare, come si suole dire, attorno a LU PARPAGLIUNI.
Su, finiamola con le valutazioni di circostanza, con la sterile contrapposizione strumentale, con la perdita di tempo, insomma.
Sapete benissimo che il Palazzo Municipale di Racalmuto è un edificio estremamente aperto, a volte anche troppo.
Non ci sono nè porte e nè finestre.
Per un carattere come il mio, sapete benissimo che difficilmente riuscirei a stare zitto e a non divulgare tutto ciò che faccio ed anche ciò che non faccio.
Purtroppo, quando si ragiona per partito preso, sapete com'é, non c'é più sordo di chi non vuole sentire.
Di fronte a sfide che riguardano i grandi temi dello sviluppo del nostro territorio, di cui diffusamente mi sono occupato e mi sto occupando, vedasi CENTRI COMMERCIALI NATURALI, PIANO DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO, PROGETTO LEADER PER L'AGRICOLTURA ED IL TURISMO, PROGETTI REALIZZANDI ED IN FASE DI REALIZZAZIONE DI SVARIATI MILIONI DI EURO IN OPERE PUBBLICHE, STAGIONE TEATRALE DI PRIM'ORDINE, AREA ARTIGIANALE ED INDUSTRIALE GIA' PROGETTATE ED IN FASE DI FINANZIAMENTO, INSEDIAMENTI INDUSTRIALI IN FASE DI REALIZZAZIONE E TANTE ALTRE COSE ANCORA. che soltanto in questa occasione non sto ad elencare, qualcuno continuerà a dire bla, bla, bla!!!
Scusate, scusate, scusate.
Vi chiedo persino scusa per il fatto di esistere.
Non posso farci niente se esisto, non è colpa mia.
Spiace solo che una certa pochezza di intenti, ripeto che è soltanto mia, mi induce a darvi delle risposte che per voi non saranno mai esaurienti.
Che volete sono limitato forse più nell'esprimermi che nel fare.
Non è colpa mia se non riesco a farmi intendere a sufficienza.
Madre natura non mi ha donato di tutto quel ben dell'ntelletto di cui, sicuramente voi, siete capienti a tal punto che neanche i miei fiumi di parole, possono riempire i vasi della vostra estrema intelligenza.
Proverò a rimediare ad i miei errori di espressione, proverò a convincervi che tutto quello che volete sapere, potete apprenderlo parlando, democraticamente, con qualsiasi impiegato comunale di qualsiasi settore.
Ci vogliamo riempire la testa con le grandi cose che avete da dire voi.
Ma, scusate, la nostra, sempre di testa, non vogliamo rompercela, contro il muro di una sorta di incomunicabilità, forse voluta da chi su una presunta ma irreale mancanza di comunicazione, vorrebbe costruire un futuro di cortine fumogene, tali da annebbiare la vista pure ai ciechi.
E gridando sempre, al lupo, al lupo, credo che qualcuno si è messo proprio al servizio del lupo.
E poi quella sottile e strumentale cattiveria di provocare in continuazione con una lunga serie di vacantarie! Ovviamente non mi riferisco a voi. I vostri argomenti sono 'aulici, curiali e cardinali'. Mi riferisco a chi parla di una trasaparenza che non c'è, quando si sa che c'è e come se c'è, con la scusa della Giunta che quando c'è, non va bene e quando non c'è non va bene.
Quando ce ne sono sette di assesori, non va bene, quando ce ne sono due, non va bene lo stesso.
Quando non c'è alcun assessore non va bene neanche.
E quando si risponde, si rischia di risultare maleducati.
Se non si risponde, si risulta ugualmente maleducati.
Se si risponde male, bisogna dire che si risponde male.
Se sei buono ti tirano le pietre.
Se sei cattivo ti tirano le pietre.
Sapete quanto ci ho impiegato per dirvi tutte queste corbellerie?
Soltanto il tempo di batterle al computer, poco più di mezz'ora.
Mezz'ora sottratta, sicuramente, se permettete, a cose un pochettino più importanti.
Ma se vi fa piacere continuare questo menage a tre, a quattro od a cinque, io posso continuare, per la versatilità presunta che avrei solo nello scrivere.
Attenzione la stessa versatilità non ho nello spiegarmi bene come voi vorreste.
Ma visto che a volte, come tutti del resto, permettetemelo, ci lasciamo andare a delle piacevolissime masturbazioni mentali, vi dico che mentre sto rispondendo a voi, continuo a lavorae per il paese.
Non so come ci riesco, malgrado tutto, malgrado qualche disturbo di troppo che, ripeto voi assolutamente non mi arrecate.
Anzi, credo che ci stiamo seriamente divertendo, anche a parlare del sesso degli angeli.
Sono, le nostre, discettazioni che qualche scrittore che è in mezzo a voi dovrebbe
gradire più di qualsiasi altro intellettuale sulla faccia della trerra.
Per chi ha avuto modo di analizzare anche il sesso degli avi altrui, che volete che sia discutere anche del sesso degli angeli!
Ma io che diavolo sono, che ci sto a fare in mezzo ai nuovi angeli, caduti dal cielo e che per il loro carattere luciferino( nel senso di portatori di luce da lux che significa luce e fero che significa porto), illuminano questa nostra Racalmuto.
A BREVE NON AVREMO BISOGNO NEANCHE DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE, BASTERANNO I NUOVI ANGELI, PER ILLUMINARE UN PAESE CHE AVEVA BISOGNO DI GENTE COME VOI.
Non prendetevela a male se rischio di sbagliare a scrivere o ad esprimeri giudizi luciferini anch'io.
Sapete, non sono all'altezza di illuminare neanche una strada, figuriamoci un paese intero, come fate voi.
Meno male che LUCE FU.
RISCHIARATE IL MIO CAMMINO, INDICATEMI LA STRADA GIUSTA, DATEMI TUTTI I VOSTRI BUONI E MITI CONSIGLI, PREGATE PER ME, OGNUNO DI VOI LO SO CHE LO FA GIA', ECCOME SE LO FA!
ORA PRO NOBIS.
VI RINGRAZIO.
AMEN.
E così sia.
Io non so a chi intendete rivolgervi.
Ma credo che conosciate già gli indirizzi giusti, non dico dei potenti della Terra, ma almeno di quelli agrigentini.
Abbiamo un Ministro, tre assessori regionali agrigentini ed una folta deputazione. Ma poi gira gira cercate solo di fare il tiro a bersaglio con una persona.
Lo so che in fondo in fondo lo fate per il mio bene!
Capisco che mi ritenete così importante, tanto da cambiare i destini del Mondo, ma credo che le basse accuse di qualcuno o le rabbie ed i rancori, di qualche altro, difficilmente potranno essere utili a costruire il futuro del nostro paese.
Una miriade di progetti che stanno per essere finanziati con fondi europei che svariano dalla riqualificazione urbana, al commercio ed all'artigianato, al turismo ed ai beni culturali, all'industria, sarà il tema che affronteremo all'interno della Fondazione Sciascia ed al Teatro, proprio con alcuni esponenti del Governo Regionale ed esperti in materie economiche e finanziarie.
Il tutto si sta per organizzare per il 25 e 26 settembre.
Chiaramente se vi va di uscire un pò dalle secche in cui rischiate di cacciarvi, ritengo che una vostra partecipazione potrebbe essere utile, per evitare di continuare a perdere tempo con argomenti che voi sapete benissimo, hanno un sapore pretestuoso.
Non voglio scendere nei dettagli, per evitare di starnazzare ancora una volta, errore che ho commesso io e non voi, evidentemente, se è vero, come è vero, che si continua a
girare, come si suole dire, attorno a LU PARPAGLIUNI.
Su, finiamola con le valutazioni di circostanza, con la sterile contrapposizione strumentale, con la perdita di tempo, insomma.
Sapete benissimo che il Palazzo Municipale di Racalmuto è un edificio estremamente aperto, a volte anche troppo.
Non ci sono nè porte e nè finestre.
Per un carattere come il mio, sapete benissimo che difficilmente riuscirei a stare zitto e a non divulgare tutto ciò che faccio ed anche ciò che non faccio.
Purtroppo, quando si ragiona per partito preso, sapete com'é, non c'é più sordo di chi non vuole sentire.
Di fronte a sfide che riguardano i grandi temi dello sviluppo del nostro territorio, di cui diffusamente mi sono occupato e mi sto occupando, vedasi CENTRI COMMERCIALI NATURALI, PIANO DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO, PROGETTO LEADER PER L'AGRICOLTURA ED IL TURISMO, PROGETTI REALIZZANDI ED IN FASE DI REALIZZAZIONE DI SVARIATI MILIONI DI EURO IN OPERE PUBBLICHE, STAGIONE TEATRALE DI PRIM'ORDINE, AREA ARTIGIANALE ED INDUSTRIALE GIA' PROGETTATE ED IN FASE DI FINANZIAMENTO, INSEDIAMENTI INDUSTRIALI IN FASE DI REALIZZAZIONE E TANTE ALTRE COSE ANCORA. che soltanto in questa occasione non sto ad elencare, qualcuno continuerà a dire bla, bla, bla!!!
Scusate, scusate, scusate.
Vi chiedo persino scusa per il fatto di esistere.
Non posso farci niente se esisto, non è colpa mia.
Spiace solo che una certa pochezza di intenti, ripeto che è soltanto mia, mi induce a darvi delle risposte che per voi non saranno mai esaurienti.
Che volete sono limitato forse più nell'esprimermi che nel fare.
Non è colpa mia se non riesco a farmi intendere a sufficienza.
Madre natura non mi ha donato di tutto quel ben dell'ntelletto di cui, sicuramente voi, siete capienti a tal punto che neanche i miei fiumi di parole, possono riempire i vasi della vostra estrema intelligenza.
Proverò a rimediare ad i miei errori di espressione, proverò a convincervi che tutto quello che volete sapere, potete apprenderlo parlando, democraticamente, con qualsiasi impiegato comunale di qualsiasi settore.
Ci vogliamo riempire la testa con le grandi cose che avete da dire voi.
Ma, scusate, la nostra, sempre di testa, non vogliamo rompercela, contro il muro di una sorta di incomunicabilità, forse voluta da chi su una presunta ma irreale mancanza di comunicazione, vorrebbe costruire un futuro di cortine fumogene, tali da annebbiare la vista pure ai ciechi.
E gridando sempre, al lupo, al lupo, credo che qualcuno si è messo proprio al servizio del lupo.
E poi quella sottile e strumentale cattiveria di provocare in continuazione con una lunga serie di vacantarie! Ovviamente non mi riferisco a voi. I vostri argomenti sono 'aulici, curiali e cardinali'. Mi riferisco a chi parla di una trasaparenza che non c'è, quando si sa che c'è e come se c'è, con la scusa della Giunta che quando c'è, non va bene e quando non c'è non va bene.
Quando ce ne sono sette di assesori, non va bene, quando ce ne sono due, non va bene lo stesso.
Quando non c'è alcun assessore non va bene neanche.
E quando si risponde, si rischia di risultare maleducati.
Se non si risponde, si risulta ugualmente maleducati.
Se si risponde male, bisogna dire che si risponde male.
Se sei buono ti tirano le pietre.
Se sei cattivo ti tirano le pietre.
Sapete quanto ci ho impiegato per dirvi tutte queste corbellerie?
Soltanto il tempo di batterle al computer, poco più di mezz'ora.
Mezz'ora sottratta, sicuramente, se permettete, a cose un pochettino più importanti.
Ma se vi fa piacere continuare questo menage a tre, a quattro od a cinque, io posso continuare, per la versatilità presunta che avrei solo nello scrivere.
Attenzione la stessa versatilità non ho nello spiegarmi bene come voi vorreste.
Ma visto che a volte, come tutti del resto, permettetemelo, ci lasciamo andare a delle piacevolissime masturbazioni mentali, vi dico che mentre sto rispondendo a voi, continuo a lavorae per il paese.
Non so come ci riesco, malgrado tutto, malgrado qualche disturbo di troppo che, ripeto voi assolutamente non mi arrecate.
Anzi, credo che ci stiamo seriamente divertendo, anche a parlare del sesso degli angeli.
Sono, le nostre, discettazioni che qualche scrittore che è in mezzo a voi dovrebbe
gradire più di qualsiasi altro intellettuale sulla faccia della trerra.
Per chi ha avuto modo di analizzare anche il sesso degli avi altrui, che volete che sia discutere anche del sesso degli angeli!
Ma io che diavolo sono, che ci sto a fare in mezzo ai nuovi angeli, caduti dal cielo e che per il loro carattere luciferino( nel senso di portatori di luce da lux che significa luce e fero che significa porto), illuminano questa nostra Racalmuto.
A BREVE NON AVREMO BISOGNO NEANCHE DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE, BASTERANNO I NUOVI ANGELI, PER ILLUMINARE UN PAESE CHE AVEVA BISOGNO DI GENTE COME VOI.
Non prendetevela a male se rischio di sbagliare a scrivere o ad esprimeri giudizi luciferini anch'io.
Sapete, non sono all'altezza di illuminare neanche una strada, figuriamoci un paese intero, come fate voi.
Meno male che LUCE FU.
RISCHIARATE IL MIO CAMMINO, INDICATEMI LA STRADA GIUSTA, DATEMI TUTTI I VOSTRI BUONI E MITI CONSIGLI, PREGATE PER ME, OGNUNO DI VOI LO SO CHE LO FA GIA', ECCOME SE LO FA!
ORA PRO NOBIS.
VI RINGRAZIO.
AMEN.
E così sia.
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Che pena, che nostalgia, che voglia di gridare.
Chi vi scrive ha da sempre contestato tutte le porcate di un’intera classe politica agrigentina, dai tempi degli interventi straordinari nel Mezzogiorno che hanno prodotto le famose cattedrali nel deserto, strade e cementificazioni inutili, sino agli ultimi saccheggi delle nostre tasche che si chiamano bollette di acqua e rifiuti che, nell’agrigentino, sono le più care d’Italia.
Mi fa impressione leggere i messaggi di grande e generale indignazione di alcuni soggetti, ruffiani e servi di partito da sempre, elemosinieri a titolo personale, o ricattatori di professione che continuano a votare e far votare per chi ha dilapidato le nostre risorse, devastato la nostra terra e le nostre coscienze.
Viviamo in una Sicilia, in una Provincia quale quella di Agrigento, in cui il compromesso è spinto sino alle estreme conseguenze.
Strumentalmente e pirandellianamente si recita a soggetto.
E’ bello vedere la gente che si spertica le mani con puntuali e scroscianti applausi ad ogni consultazione elettorale, all’indirizzo ieri, oggi e sempre degli stessi politici o dei loro discendenti, ai quali si vanno a chiedere poi sempre dei favori personali.
Poi con sottile e triste meraviglia ci si accorge come quel mondo che in buona sostanza si è contribuito a creare, costituito da un’intricata rete di clientele, fa schifo perché presenta strade che sono state trasformate in cimiteri, ospedali di sabbia, ponti che crollano, il lavoro che non c’è, l’acqua, le rare volte che c’è, è cara ed amara, i rifiuti che ci sommergono, l’abusivismo regna sovrano, l’evasione fiscale ci fa impoverire sempre di più, la corruzione raggiunge limiti insopportabili, le truffe non si contano più e le forze di polizia non ce la fanno più ad arginare una miriade di crimini e delitti.
Che sta succedendo?
Una volta si faceva appello alla correttezza, oserei dire all’onestà o se preferite al cosiddetto senso civico dei cittadini.
Ed ora?
Mah!
Un te reggo più!
Mi tocca continuare ad assistere a quel perverso operato di chi ha la faccia tosta pure di lanciare sibillini messaggi.
Ormai sappiamo che sempre di più si allarga quella famosa schiatta di umanità che rientrerebbe a pieno titolo all’interno di tre delle cinque categorie sciasciane.
Non parliamo delle prime due categorie, quella degli uomini o dei mezzi uomini, bensì di quelle dei nostri amici uominicchi, ruffiani e quaqquaraquà
Mi fa impressione leggere i messaggi di grande e generale indignazione di alcuni soggetti, ruffiani e servi di partito da sempre, elemosinieri a titolo personale, o ricattatori di professione che continuano a votare e far votare per chi ha dilapidato le nostre risorse, devastato la nostra terra e le nostre coscienze.
Viviamo in una Sicilia, in una Provincia quale quella di Agrigento, in cui il compromesso è spinto sino alle estreme conseguenze.
Strumentalmente e pirandellianamente si recita a soggetto.
E’ bello vedere la gente che si spertica le mani con puntuali e scroscianti applausi ad ogni consultazione elettorale, all’indirizzo ieri, oggi e sempre degli stessi politici o dei loro discendenti, ai quali si vanno a chiedere poi sempre dei favori personali.
Poi con sottile e triste meraviglia ci si accorge come quel mondo che in buona sostanza si è contribuito a creare, costituito da un’intricata rete di clientele, fa schifo perché presenta strade che sono state trasformate in cimiteri, ospedali di sabbia, ponti che crollano, il lavoro che non c’è, l’acqua, le rare volte che c’è, è cara ed amara, i rifiuti che ci sommergono, l’abusivismo regna sovrano, l’evasione fiscale ci fa impoverire sempre di più, la corruzione raggiunge limiti insopportabili, le truffe non si contano più e le forze di polizia non ce la fanno più ad arginare una miriade di crimini e delitti.
Che sta succedendo?
Una volta si faceva appello alla correttezza, oserei dire all’onestà o se preferite al cosiddetto senso civico dei cittadini.
Ed ora?
Mah!
Un te reggo più!
Mi tocca continuare ad assistere a quel perverso operato di chi ha la faccia tosta pure di lanciare sibillini messaggi.
Ormai sappiamo che sempre di più si allarga quella famosa schiatta di umanità che rientrerebbe a pieno titolo all’interno di tre delle cinque categorie sciasciane.
Non parliamo delle prime due categorie, quella degli uomini o dei mezzi uomini, bensì di quelle dei nostri amici uominicchi, ruffiani e quaqquaraquà
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domenica 13 settembre 2009
Occupazione della Cantina La Torre!!
Da Sabato è iniziata l’occupazione della Cantina Sociale La Torre di Racalmuto.
A seguito dell’ennesima richiesta di incontro con il Governo Regionale, andata a vuoto, alcune decine di viticultori hanno deciso di asserragliarsi dentro la struttura d’ammasso, nel tentativo di sensibilizzare tutti gli altri soci, che allo stato attuale sono oltre seicento,a rinunciare al conferimento delle uve da mosto, considerato il prezzo bassissimo di acquisto.
Per lo scorso anno la Cantina di Racalmuto ha pagato le uve da mosto conferite, allo stato attuale, soltanto dieci centesimi al chilo.
Presenti i sindaci di Racalmuto, Salvatore Petrotto, quello di Grotte, Paolo Pilato e le organizzazioni di categoria, quali la CIA (Confederazione Italia Agricoltori), con il suo segretario provinciale Pippo Di Falco, non si è riuscito a convincere nessuno dei presenti, della bontà dell’iniziativa di incontro di lunedì e martedì, ad Agrigento e Palermo, rispettivamente con il Presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi e quello della Regione Raffaele Lombardo, assieme all’assessore regionale all’agricoltura, Michele Cimino.
Nessuno più crede nella possibilità di ottenere grandi risultati, visti i continui rinvii degli appuntamenti con le Istituzioni preposte a trovare qualche via di sbocco alla grave crisi del settore.
Pertanto, in attesa di essere ricevuti da chi di dovere, si è cominciato ad avviare un percorso di manifestazioni estreme, compresa l’occupazione della Cantina La Torre, ed altro ancora si profila all’orizzonte.
A seguito dell’ennesima richiesta di incontro con il Governo Regionale, andata a vuoto, alcune decine di viticultori hanno deciso di asserragliarsi dentro la struttura d’ammasso, nel tentativo di sensibilizzare tutti gli altri soci, che allo stato attuale sono oltre seicento,a rinunciare al conferimento delle uve da mosto, considerato il prezzo bassissimo di acquisto.
Per lo scorso anno la Cantina di Racalmuto ha pagato le uve da mosto conferite, allo stato attuale, soltanto dieci centesimi al chilo.
Presenti i sindaci di Racalmuto, Salvatore Petrotto, quello di Grotte, Paolo Pilato e le organizzazioni di categoria, quali la CIA (Confederazione Italia Agricoltori), con il suo segretario provinciale Pippo Di Falco, non si è riuscito a convincere nessuno dei presenti, della bontà dell’iniziativa di incontro di lunedì e martedì, ad Agrigento e Palermo, rispettivamente con il Presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi e quello della Regione Raffaele Lombardo, assieme all’assessore regionale all’agricoltura, Michele Cimino.
Nessuno più crede nella possibilità di ottenere grandi risultati, visti i continui rinvii degli appuntamenti con le Istituzioni preposte a trovare qualche via di sbocco alla grave crisi del settore.
Pertanto, in attesa di essere ricevuti da chi di dovere, si è cominciato ad avviare un percorso di manifestazioni estreme, compresa l’occupazione della Cantina La Torre, ed altro ancora si profila all’orizzonte.
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mercoledì 9 settembre 2009
4 Medici indagati per la morte del piccolo Giovanni Marchese
Muore a tredici anni dopo l'anestesia per un intervento al cuore. Un giallo sul quale la Procura ha aperto un´inchiesta e indagato sei sanitari dell´ospedale Villa Sofia. L´autopsia giovedì dovrebbe sciogliere i dubbi sul perché di una morte che rimane ancora avvolta dal mistero.
«Non capiamo cosa sia successo - dice una zia - Vogliamo la verità».
Giovanni Domenico Marchese, di Racalmuto, da qualche anno era in cura per una malformazione cardiaca congenita. Aveva un piccolo buco tra gli atri del cuore. La famiglia aveva acconsentito ad un intervento per via endoscopica eseguito dai medici del reparto di emodinamica. Venerdì, dopo l´anestesia e l´introduzione di una sonda, però, il bambino è diventato cianotico. Non sono valse a nulla le manovre rianimatorie. Giovanni Domenico alle 15 è spirato.
Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a Daniele Pieri, responsabile del reparto di emodinamica, Nino Rubino, medico del reparto, Michele Di Francesco, ecocardiografista, Onofrio De Luca, anestesista rianimatore, Antonio Scardamaglia e Mario Li Vigni, entrambi infermieri. Giovanni, figlio di un bracciante agricolo e di una casalinga, aveva superato con risultati brillanti l´esame di licenza media. «Si era iscritto al liceo artistico perché era molto bravo nel disegno - racconta fra le lacrime la zia Maria Calogera - L´ho visto il giorno prima dell´operazione ed era tranquillo».
Il reparto di emodinamica dell´ospedale Villa Sofia è l´unico nella Sicilia occidentale a eseguire questo tipo di intervento senza taglio chirurgico. Il bambino è entrato in sala operatoria ed è stato sottoposto ad anestesia totale. «Avevamo chiesto il consenso ai genitori per l´anestesia totale - spiega il primario Daniele Pieri - Avevamo già introdotto la sonda ma, tecnicamente, l´intervento non era ancora cominciato. Abbiamo notato che il paziente era cianotico e che accusava problemi respiratori. Siamo stati anche noi a chiedere l´intervento della magistratura. Non capiamo davvero cosa possa essere successo».
Fonte La Repubblica
(08 settembre 2009)
domenica 6 settembre 2009
Un paese in lutto per Giovanni
Aveva tredici anni ed è morto in un ospedale di Palermo, a seguito di complicazioni operatorie, dopo un intervento al cuore.
La morte prematura del giovane Giovanni Marchese, ha colpito non solo tutti quanti i suoi amici, ma anche l’intero paese di Racalmuto.
Cogliendo tra l’altro le sollecitazioni di Nicolò Rizzo, Dina Paraldo e tanti altri nostri concittadini e facendo appello alle nostre sensibilità ed umane commozioni, abbiamo deciso come Comune di proclamare il lutto cittadino.
Guardo i miei figli e continuerò a vedere l’anima bella ed innocente di Giovanni, compagno di giochi del mio Eduardo.
Giovanni vivrai per sempre nei nostri cuori.
Ad imperitura memoria, ce ne ricorderemo per sempre di Giovanni, della sua grande passione per la pittura, della sua bravura, del suo stupendo e meraviglioso carattere.
Salvatore Petrotto
Sindaco di Racalmuto
La morte prematura del giovane Giovanni Marchese, ha colpito non solo tutti quanti i suoi amici, ma anche l’intero paese di Racalmuto.
Cogliendo tra l’altro le sollecitazioni di Nicolò Rizzo, Dina Paraldo e tanti altri nostri concittadini e facendo appello alle nostre sensibilità ed umane commozioni, abbiamo deciso come Comune di proclamare il lutto cittadino.
Guardo i miei figli e continuerò a vedere l’anima bella ed innocente di Giovanni, compagno di giochi del mio Eduardo.
Giovanni vivrai per sempre nei nostri cuori.
Ad imperitura memoria, ce ne ricorderemo per sempre di Giovanni, della sua grande passione per la pittura, della sua bravura, del suo stupendo e meraviglioso carattere.
Salvatore Petrotto
Sindaco di Racalmuto
Il raddoppio della SS 640 non porta lavoro agli operai - senza lavoro - di Racalmuto... di Giovanni Bello
Giovanni Bello 05 settembre alle ore 7.11
venerdì 4 settembre 2009
Il raddoppio della SS 640 non porta lavoro agli operai - senza lavoro - di Racalmuto...di Giovanni Bello
S.S. Agrigento - Caltanissetta
Racalmuto : disoccupazione locale
L’estate sta finendo e l’anno se ne và………………….
Sembra ieri invece sono già passati circa 6 mesi dal 09 Marzo 2009 ed esattamente dalla posa della prima pietra nei pressi del bivio di Racalmuto al km 24,100, che inaugurava così l'avvio dei lavori del raddoppio della S.S. 640 Agrigento - Caltanissetta, “con il completamento riusciremo a congiungere la provincia di Agrigento, alle aree più importanti della Sicilia” cosi diceva L'On. Ass. Giovanni Roberto Di Mauro esprimendo grande soddisfazione per la provincia di Agrigento, che - ha continuato - “esce dunque dalla marginalità geografica che l'ha caratterizzata, grazie ai finanziamenti varati dal CIPE e alla tenacia di amministratori come il Sen. Francesco D'Onofrio e l'ex Presidente della Provincia Regionale di Agrigento Enzo Fontana, che, con forza, hanno sostenuto il progetto di adeguamento a 4 corsie della SS 640.
In occasione dell'evento sono arrivati il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, l'assessore regionale ai Lavori Pubblici, Luigi Gentile, il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti, Giuseppe Maria Reina, il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, e il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi ecc ecc
E fin qui tutto bene tanta pubblicità con tanti pezzi da 90 ad oggi i lavori sono da poco cominciati e per ora lavorano solo mezzi e pochi operai privilegiati mai nessun politico, sindacato,amministratore comunale si è preoccupato però di organizzare un convegno o una riunione o addirittura un censimento dei lavoratori realmente disoccupati di questo paese per vedere se è possibile chiedere qualche posto di lavoro per le manovalanze locali a chi di dovere , persone che non arrivano a fine mese persone che nel 2009 vanno e vengono dalla chiesa o dal comune per mettere un piatto di pasta davanti ai loro figli o per farsi pagare le bollette della luce qualcosa e stata detto su qualche articolo di giornale, ma niente di concreto io inviterei chi di competenza, assistenti sociali, professionisti, politici ,sindacati ,chiesa, amministrazione comunale a fissare un incontro anche nei locali del comune o del ex macello comunale dove si potrebbe discutere di queste problematiche reali ed eventualmente invitare il prefetto per fare presente di questo degrado sociale e cercando di far rispettare: l’ articolo 1 della Costituzione della Repubblica italiana dice :L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Sicuro di una vostra collaborazione ringrazio saluti
Giovanni Bello ... UNO DEI TANTI DISOCCUPATI RACALMUTESI
venerdì 4 settembre 2009
Il raddoppio della SS 640 non porta lavoro agli operai - senza lavoro - di Racalmuto...di Giovanni Bello
S.S. Agrigento - Caltanissetta
Racalmuto : disoccupazione locale
L’estate sta finendo e l’anno se ne và………………….
Sembra ieri invece sono già passati circa 6 mesi dal 09 Marzo 2009 ed esattamente dalla posa della prima pietra nei pressi del bivio di Racalmuto al km 24,100, che inaugurava così l'avvio dei lavori del raddoppio della S.S. 640 Agrigento - Caltanissetta, “con il completamento riusciremo a congiungere la provincia di Agrigento, alle aree più importanti della Sicilia” cosi diceva L'On. Ass. Giovanni Roberto Di Mauro esprimendo grande soddisfazione per la provincia di Agrigento, che - ha continuato - “esce dunque dalla marginalità geografica che l'ha caratterizzata, grazie ai finanziamenti varati dal CIPE e alla tenacia di amministratori come il Sen. Francesco D'Onofrio e l'ex Presidente della Provincia Regionale di Agrigento Enzo Fontana, che, con forza, hanno sostenuto il progetto di adeguamento a 4 corsie della SS 640.
In occasione dell'evento sono arrivati il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, l'assessore regionale ai Lavori Pubblici, Luigi Gentile, il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti, Giuseppe Maria Reina, il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, e il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi ecc ecc
E fin qui tutto bene tanta pubblicità con tanti pezzi da 90 ad oggi i lavori sono da poco cominciati e per ora lavorano solo mezzi e pochi operai privilegiati mai nessun politico, sindacato,amministratore comunale si è preoccupato però di organizzare un convegno o una riunione o addirittura un censimento dei lavoratori realmente disoccupati di questo paese per vedere se è possibile chiedere qualche posto di lavoro per le manovalanze locali a chi di dovere , persone che non arrivano a fine mese persone che nel 2009 vanno e vengono dalla chiesa o dal comune per mettere un piatto di pasta davanti ai loro figli o per farsi pagare le bollette della luce qualcosa e stata detto su qualche articolo di giornale, ma niente di concreto io inviterei chi di competenza, assistenti sociali, professionisti, politici ,sindacati ,chiesa, amministrazione comunale a fissare un incontro anche nei locali del comune o del ex macello comunale dove si potrebbe discutere di queste problematiche reali ed eventualmente invitare il prefetto per fare presente di questo degrado sociale e cercando di far rispettare: l’ articolo 1 della Costituzione della Repubblica italiana dice :L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Sicuro di una vostra collaborazione ringrazio saluti
Giovanni Bello ... UNO DEI TANTI DISOCCUPATI RACALMUTESI
mercoledì 2 settembre 2009
Una nuova chiesa soregerà in contrada Piedi di Zichi a Racalmuto.
Si sta dando il via alla progettazione esecutiva della nuova chiesa che soregerà in contrada Piedi di Zichi , a Racalmuto.
L'incontro odierno con S.E. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, l'Arciprete di Racalmuto, Monsignor Diego Martorana, i tecnici dell'Università di Torino che hanno vinto il concorso di progettazione, bandito dalla C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana), il sottoscritto, nella qualità di sindaco di Racalmuto ed i tecnici del Comune, è servito a definire i primi dettagli di un'opera che contribuirà, sicuramente, a riqualificare i quartieri più popolati di Racalmuto.
Si è discusso, in termini operativi di una serie di adempimenti necessari per dare esecuzione ad uno dei tre interventi della C.E.I. che ci sono in atto sul territorio nazionale e che riguardano altrettante strutture religiose.
L'incontro odierno con S.E. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, l'Arciprete di Racalmuto, Monsignor Diego Martorana, i tecnici dell'Università di Torino che hanno vinto il concorso di progettazione, bandito dalla C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana), il sottoscritto, nella qualità di sindaco di Racalmuto ed i tecnici del Comune, è servito a definire i primi dettagli di un'opera che contribuirà, sicuramente, a riqualificare i quartieri più popolati di Racalmuto.
Si è discusso, in termini operativi di una serie di adempimenti necessari per dare esecuzione ad uno dei tre interventi della C.E.I. che ci sono in atto sul territorio nazionale e che riguardano altrettante strutture religiose.
martedì 1 settembre 2009
Racalmuto, Feste e Sviluppo
Parlare dello sviluppo della nostra terra, mettendo da parte le panzane dell’aeroporto, contribuire a far crescere il senso civico della gente, favorire un’elevazione culturale tale da consentirci uno sviluppo autentico, per taluni ruffiani e servi di partito, è il vero peccato che non perdonano.
Essere fedeli ad un coerente disegno di progresso, stringere accordi con tutti coloro i quali hanno a cuore la nostra terra dal Presidente della Regione Raffaele Lombardo, all’Assessore Michele Cimino, al sottosegretario Gianfranco Micciché, all’Assessore all’Industria Marco Venturi, al segretario regionale del PD, Antonello Cracolici, ai deputati del PD Angelo Capodicasa, Giacomo Di Benedetto o Giovanni Panepinto e tanti altri esponenti di governo ed uomini politici in genere, è forse un fatto peccaminoso?
Il partito del SUD, lo ricordiamo a qualcuno che non l’avesse capito, è già ben oltre il 50%, in Sicilia.
Questo partito è fatto di tutti coloro i quali, animati di grande buona volontà, si sono uniti per dire basta alle politiche antimeridionaliste di Bossi, Tremonti e Berlusconi.
Si, ci riferiamo pure al botta e risposta tra Gianfranco Micciché ed i nordisti berlusconiani.
Che c’è di male se una lite in famiglia nel PDL, porta benefici alla Sicilia, vedi la vicenda dei fondi F.A.S., gli oltre 4 miliardi di euro stanziati dal governo Berlusconi, dopo un lungo braccio di ferro del Presidente Lombardo e del Sottosegretario Gianfranco Micciché.
Se le polemiche servono a portare risorse in Sicilia, che ben vengano le polemiche.
Il problema, semmai adesso, è come spendere nel migliore dei modi questi e gli ulteriori fondi stanziati dall’Unione Europea per la Sicilia.
Agricoltura, Turismo ed Energia, ricavata dalle cosiddette fonti rinnovabili (sole, vento e biomasse), dovrebbero essere i nostri tre pilastri per lo sviluppo.
Chiaramente, il tutto va condito, anche, con una sana politica delle infrastrutture, fatta non solo di autostrade, ma anche di porti e ferrovie.
Bisognerebbe, ad esempio, obbligare le ferrovie a realizzare anche in Sicilia la cosiddetta Alta Velocità, per ridurre drasticamente i tempi di percorrenza dei treni tra le città capoluogo, in modo tale da raggiungere qualsiasi parte della Sicilia in poco più di mezzora.
Questa si che sarebbe una vera e propria rivoluzione dei nostri trasporti, atta veramente a favorire qualsiasi attività imprenditoriale, alla stregua di tutto il centro-nord dell’Italia.
Di questi argomenti ho parlato diffusamente con l’attuale assessore regionale all’industria che, a settembre, finita la pausa estiva, assieme con alcuni esperti ed esponenti politici di fama regionale e nazionale, si confronteranno a Racalmuto, per rilanciare questi interessantissimi temi.
Si discuterà inoltre delle miniere di sale di Racalmuto, di Realmonte e di Petralia, del futuro dell’eventuale riavvio dei processi produttivi, incentrati sull’estrazione della cainite, dei cosiddetti sali potassici e del loro futuro, in termini anche occupazionali.
Si farà il punto sui nuovi assetti delle aree industriali, assieme alla cosiddetta sburocratizzazione o se preferite, semplificazione nella gestione della Pubblica Amministrazione.
Si prefigura, come si vede, un autunno denso di impegni, se a questo aggiungiamo che già l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Michele Cimino si è mostrato sin d’ora disponibile, ad affrontare l’altra grave crisi che attanaglia il settore vitivinicolo, in una zona come quella di Racalmuto e del suo interland, alle prese con una gestione delle cantine sociali che ha provocato quale pessimo risultato il pagamento dell’uva a dieci centesimi al chilo, facendo così scomparire un intero comparto e che costrigerà i viticultori a non vendemmiare e ad estirpare i vigneti.
Non so se il problema di Racalmuto è soltanto quello di parlare di feste estive, fino ad oggi abbondantemente celebrate.
Vogliamo adesso dare un po’ di onore al merito e considerare il fitto calendario di feste laiche e religiose tra luglio ed agosto, dalla festa del Monte, alla festa del Carmelo. Non voglio adesso soffermarmi sulla nutrita stagione teatrale che verrà presentata il 24 agosto, nel corso di una conferenza stampa, alla presenza non solo del direttore artistico del Teatro, Fabrizio Catalano, ma anche dal nostro concittadino onorario, l’insigne scrittore e giornalista, Matteo Collura.
Stagione peraltro interamente finanziata dal Comune, che prevede esordi di primordine, con una meravigliosa Operetta ed una prima con Ugo Pagiai e Paola Gasman (per il calendari basta collegarsi con il sito del Comune di Racalmuto), nonché il TODO MODO, recitato dai famosi attori Paolo Ferrari e Pambieri su testi e sceneggiatura oltre che del Direttore Artistico del Teatro di Racalmuto anche di Matteo Collura.
Per i commercianti del centro storico di Racalmuto, preannunciamo che tra agosto e settembre si costituirà, proprio con loro, il consorzio per usufruire dei fondi per la realizzazione del cosiddetto Centro Commerciale Naturale e non si esclude che, anche un rappresentante della categoria, possa seguire ed affrontare direttamente in giunta, le problematiche relative anche a questo delicato settore.
Del resto un prima importante riunione si è già tenuta questa estate, per andare incontro alle esigenze dell’intera categoria e soprattutto per discutere di un ambizioso progetto che non si ferma alla costituzione di una loro aggregazione commerciale per usufruire dei finanziamenti.
Si vuole andare oltre, con la costituzione di una sorta di parco culturale ed anche ludico-ricreativo, per la verità in parte già esistente, se si considera l’intensa attività del Teatro, le numerose feste che vi si celebrano, le mostre ed i convegni al Castello e le cerimonie delle numerose chiese, dal Santuario della Madonna del Monte, alla Chiesa Madre a Sana Francesco, passando per San Giuseppe, Sant’Anna, la Chiesa del Collegio di Maria,o San Nicola.
Partire cioè dal Teatro e dal Castello, messi in rete con le famose ‘Parrocchie di Regalpetra’, con tutte le strutture pubbliche e private e le pittoresche fontane, per farsi finanziare non solo delle opere di riqualificazione, i cui progetti in parte sono già stati presentati, ma animare, ulteriormente, l’intero centro storico prevedendovi l’insediamento, in aggiunta, di attività ludiche e ricreative, con annessi i necessari servizi.
E’ un programma ambizioso che si avvarrà anche della cosiddetta misura prevista dall’Unione Europea denominata LEADER, il cui progetto è stato presentato, assieme ad altri Comuni, proprio in questi giorni.
Per l’estate le sorprese, ovviamente non finiscono con la festa della Madonna del Carmelo, anche questa finanziata dal Comune, ma continueranno con un calendario di appuntamenti che culminerà con la festa di Santa Rosalia, la Patrona di Racalmuto, il 4 settembre e che si celebrerà in via Garibaldi, preceduta da una settimana di spettacoli canori, esibizioni di bande musicali e balli.
Come si può notare, anche le feste non ci danno tregua, malgrado qualche, si fa per dire, benpensante, si lamenta, in maniera strumentale che da qualche giorno non ci sono più feste a Racalmuto.
Se ci stiamo riposando per Ferragosto è perché a Racalmuto tutto l’anno è festa, dentro e fuori il teatro, nei numerosi e suggestivi spazi pubblici.
In continuazione si celebrano convegni e rappresentazioni varie, si inscenano balli e canti.
Eppure c’è sempre quel qualcuno che continua a lamentarsi della mancanza proprio di feste, in un paese che più festaiolo non ce n’è.
Che volete, col sole che acceca, col caldo che scotta, le ‘convulsioni’ mentali’ e le ‘torride’ ambizioni non sempre ci fanno apprezzare il gusto vero della vita.
Salvatore Petrotto
Sindaco di Racalmuto
Essere fedeli ad un coerente disegno di progresso, stringere accordi con tutti coloro i quali hanno a cuore la nostra terra dal Presidente della Regione Raffaele Lombardo, all’Assessore Michele Cimino, al sottosegretario Gianfranco Micciché, all’Assessore all’Industria Marco Venturi, al segretario regionale del PD, Antonello Cracolici, ai deputati del PD Angelo Capodicasa, Giacomo Di Benedetto o Giovanni Panepinto e tanti altri esponenti di governo ed uomini politici in genere, è forse un fatto peccaminoso?
Il partito del SUD, lo ricordiamo a qualcuno che non l’avesse capito, è già ben oltre il 50%, in Sicilia.
Questo partito è fatto di tutti coloro i quali, animati di grande buona volontà, si sono uniti per dire basta alle politiche antimeridionaliste di Bossi, Tremonti e Berlusconi.
Si, ci riferiamo pure al botta e risposta tra Gianfranco Micciché ed i nordisti berlusconiani.
Che c’è di male se una lite in famiglia nel PDL, porta benefici alla Sicilia, vedi la vicenda dei fondi F.A.S., gli oltre 4 miliardi di euro stanziati dal governo Berlusconi, dopo un lungo braccio di ferro del Presidente Lombardo e del Sottosegretario Gianfranco Micciché.
Se le polemiche servono a portare risorse in Sicilia, che ben vengano le polemiche.
Il problema, semmai adesso, è come spendere nel migliore dei modi questi e gli ulteriori fondi stanziati dall’Unione Europea per la Sicilia.
Agricoltura, Turismo ed Energia, ricavata dalle cosiddette fonti rinnovabili (sole, vento e biomasse), dovrebbero essere i nostri tre pilastri per lo sviluppo.
Chiaramente, il tutto va condito, anche, con una sana politica delle infrastrutture, fatta non solo di autostrade, ma anche di porti e ferrovie.
Bisognerebbe, ad esempio, obbligare le ferrovie a realizzare anche in Sicilia la cosiddetta Alta Velocità, per ridurre drasticamente i tempi di percorrenza dei treni tra le città capoluogo, in modo tale da raggiungere qualsiasi parte della Sicilia in poco più di mezzora.
Questa si che sarebbe una vera e propria rivoluzione dei nostri trasporti, atta veramente a favorire qualsiasi attività imprenditoriale, alla stregua di tutto il centro-nord dell’Italia.
Di questi argomenti ho parlato diffusamente con l’attuale assessore regionale all’industria che, a settembre, finita la pausa estiva, assieme con alcuni esperti ed esponenti politici di fama regionale e nazionale, si confronteranno a Racalmuto, per rilanciare questi interessantissimi temi.
Si discuterà inoltre delle miniere di sale di Racalmuto, di Realmonte e di Petralia, del futuro dell’eventuale riavvio dei processi produttivi, incentrati sull’estrazione della cainite, dei cosiddetti sali potassici e del loro futuro, in termini anche occupazionali.
Si farà il punto sui nuovi assetti delle aree industriali, assieme alla cosiddetta sburocratizzazione o se preferite, semplificazione nella gestione della Pubblica Amministrazione.
Si prefigura, come si vede, un autunno denso di impegni, se a questo aggiungiamo che già l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Michele Cimino si è mostrato sin d’ora disponibile, ad affrontare l’altra grave crisi che attanaglia il settore vitivinicolo, in una zona come quella di Racalmuto e del suo interland, alle prese con una gestione delle cantine sociali che ha provocato quale pessimo risultato il pagamento dell’uva a dieci centesimi al chilo, facendo così scomparire un intero comparto e che costrigerà i viticultori a non vendemmiare e ad estirpare i vigneti.
Non so se il problema di Racalmuto è soltanto quello di parlare di feste estive, fino ad oggi abbondantemente celebrate.
Vogliamo adesso dare un po’ di onore al merito e considerare il fitto calendario di feste laiche e religiose tra luglio ed agosto, dalla festa del Monte, alla festa del Carmelo. Non voglio adesso soffermarmi sulla nutrita stagione teatrale che verrà presentata il 24 agosto, nel corso di una conferenza stampa, alla presenza non solo del direttore artistico del Teatro, Fabrizio Catalano, ma anche dal nostro concittadino onorario, l’insigne scrittore e giornalista, Matteo Collura.
Stagione peraltro interamente finanziata dal Comune, che prevede esordi di primordine, con una meravigliosa Operetta ed una prima con Ugo Pagiai e Paola Gasman (per il calendari basta collegarsi con il sito del Comune di Racalmuto), nonché il TODO MODO, recitato dai famosi attori Paolo Ferrari e Pambieri su testi e sceneggiatura oltre che del Direttore Artistico del Teatro di Racalmuto anche di Matteo Collura.
Per i commercianti del centro storico di Racalmuto, preannunciamo che tra agosto e settembre si costituirà, proprio con loro, il consorzio per usufruire dei fondi per la realizzazione del cosiddetto Centro Commerciale Naturale e non si esclude che, anche un rappresentante della categoria, possa seguire ed affrontare direttamente in giunta, le problematiche relative anche a questo delicato settore.
Del resto un prima importante riunione si è già tenuta questa estate, per andare incontro alle esigenze dell’intera categoria e soprattutto per discutere di un ambizioso progetto che non si ferma alla costituzione di una loro aggregazione commerciale per usufruire dei finanziamenti.
Si vuole andare oltre, con la costituzione di una sorta di parco culturale ed anche ludico-ricreativo, per la verità in parte già esistente, se si considera l’intensa attività del Teatro, le numerose feste che vi si celebrano, le mostre ed i convegni al Castello e le cerimonie delle numerose chiese, dal Santuario della Madonna del Monte, alla Chiesa Madre a Sana Francesco, passando per San Giuseppe, Sant’Anna, la Chiesa del Collegio di Maria,o San Nicola.
Partire cioè dal Teatro e dal Castello, messi in rete con le famose ‘Parrocchie di Regalpetra’, con tutte le strutture pubbliche e private e le pittoresche fontane, per farsi finanziare non solo delle opere di riqualificazione, i cui progetti in parte sono già stati presentati, ma animare, ulteriormente, l’intero centro storico prevedendovi l’insediamento, in aggiunta, di attività ludiche e ricreative, con annessi i necessari servizi.
E’ un programma ambizioso che si avvarrà anche della cosiddetta misura prevista dall’Unione Europea denominata LEADER, il cui progetto è stato presentato, assieme ad altri Comuni, proprio in questi giorni.
Per l’estate le sorprese, ovviamente non finiscono con la festa della Madonna del Carmelo, anche questa finanziata dal Comune, ma continueranno con un calendario di appuntamenti che culminerà con la festa di Santa Rosalia, la Patrona di Racalmuto, il 4 settembre e che si celebrerà in via Garibaldi, preceduta da una settimana di spettacoli canori, esibizioni di bande musicali e balli.
Come si può notare, anche le feste non ci danno tregua, malgrado qualche, si fa per dire, benpensante, si lamenta, in maniera strumentale che da qualche giorno non ci sono più feste a Racalmuto.
Se ci stiamo riposando per Ferragosto è perché a Racalmuto tutto l’anno è festa, dentro e fuori il teatro, nei numerosi e suggestivi spazi pubblici.
In continuazione si celebrano convegni e rappresentazioni varie, si inscenano balli e canti.
Eppure c’è sempre quel qualcuno che continua a lamentarsi della mancanza proprio di feste, in un paese che più festaiolo non ce n’è.
Che volete, col sole che acceca, col caldo che scotta, le ‘convulsioni’ mentali’ e le ‘torride’ ambizioni non sempre ci fanno apprezzare il gusto vero della vita.
Salvatore Petrotto
Sindaco di Racalmuto
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