
Sinora le offese riguardano soltanto me e la mia famiglia e sono state divulgate in varie forme e scritti di vario genere, per le quali a questo punto, vista la reiterazione della presunta illibatezza di chi lancia tali strali, mi riservo di tutelare, nelle sedi opportune, me ed i mie avi, violentemente offesi con false, diffamanti e calunniose affermazioni da questo signore, tal Piero Carbone che scappa e fugge da ogni dove e non regge nessun confronto.
In quanto a minacce, semmai è stato l'attuale presidente della Cantina Sociale La Torre, ad aprire le danze, minacciando il 13 luglio del 2009, pubblicamente ed in tutti gli organi di stampa querele contro di me, per avere io affermato che lui contribuì a sperperare denaro pubblico con la costruzione, ad esempio della strada Racalmuto Milena. Mi riferisco a quel tentativo di rifacimento di un'arteria, quella che costeggia il cimitero di Racalmuto, costata all'incirca cinque miliardi, alla fine degli anni ottanta, rimasta incompleta, per uno sviluppo di ottocento metri di solo rosticcio e qualche muro che ha rovinato un'intera contrada. Più volte ho dovuto fare i conti con i numerosi proprietari della zona, visto che è del tutto impraticabile, in quanto tra solchi, buche, fango d'inverno e polvere d'estate rappresenta una croce, un inferno per chi si volesse avventurare da quelle parti, e che inutilmente ci si è finora adoperati presso questo signore per indurlo a darci d
elle
spiegazioni rispetto al suo inspiegabile e dannoso intervento du questa sciagurata strada.
Se poi a questo aggiungiamo i lavori della rete idrica, progettati ed eseguiti sempre dal Cutaia, assieme ad un'mpresa il cui titolare è stato arrestato e condannato in via definitiva per mafia, e per i quali mi chiedevo e chiedo sempre a lui delle spiegazioni, ed a distanza di un decennio in quest'ultimo caso e di un ventennio, nel caso della strada, nessuna spiegazione mi è stata fornita da questo ingegnere che c'è di male?
Tra l'altro, sempre questo ingegnere, da progettista dei lavori di un eventuale restauro di un bene vincolato, con un ufficiale incarico del Comune di Racalmuto, ne è divenuto il proprietario.
Cosa per lo meno un pò anomala, se mi permettete.
Su queste cose vorrei che si facesse luce, perchè i disagi e le disfunzioni si ripercuotono sui cittadini che amministro, ancora oggi, seppur a distanza di tempo.
Se poi a questo aggiungiamo ancora che sempre questo ingegnere è lo stesso che attualmente ricopre l'incarico di presidente della Cantina Sociale La Torre di Racalmuto, affamando i viticultori con il pagamento di un prezzo dell'uva per il 2008 che oscilla ad oggi, dai sette ai dieci centesimi al chilo, capite perchè in questo modo è difficile uscirsene non solo dalle opere inutili e dannose, ma da una crisi ed un processo di depauperamento delle attività vitivinicole che ha influito su tutto il territorio siciliano.
Pertanto si chiede e lo chiedono anche i viticultori di tutta la Sicilia, soprattutto di tutti coloro i quali conferiscono le loro uve alle cantine, un'indagine ispettiva presso la Cantina Sociale La Torre di Racalmuto, da parte dell'Asessorato Regionale alla Cooperazione, per far luce su questo grave problema, forse causato, ancora una volta, a mio modo di vedere, dallo stesso soggetto che è intervenuto malamente in altre opere che ha progettato ed eseguito.
In quanto a minacce, semmai è stato l'attuale presidente della Cantina Sociale La Torre, ad aprire le danze, minacciando il 13 luglio del 2009, pubblicamente ed in tutti gli organi di stampa querele contro di me, per avere io affermato che lui contribuì a sperperare denaro pubblico con la costruzione, ad esempio della strada Racalmuto Milena. Mi riferisco a quel tentativo di rifacimento di un'arteria, quella che costeggia il cimitero di Racalmuto, costata all'incirca cinque miliardi, alla fine degli anni ottanta, rimasta incompleta, per uno sviluppo di ottocento metri di solo rosticcio e qualche muro che ha rovinato un'intera contrada. Più volte ho dovuto fare i conti con i numerosi proprietari della zona, visto che è del tutto impraticabile, in quanto tra solchi, buche, fango d'inverno e polvere d'estate rappresenta una croce, un inferno per chi si volesse avventurare da quelle parti, e che inutilmente ci si è finora adoperati presso questo signore per indurlo a darci d
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spiegazioni rispetto al suo inspiegabile e dannoso intervento du questa sciagurata strada.
Se poi a questo aggiungiamo i lavori della rete idrica, progettati ed eseguiti sempre dal Cutaia, assieme ad un'mpresa il cui titolare è stato arrestato e condannato in via definitiva per mafia, e per i quali mi chiedevo e chiedo sempre a lui delle spiegazioni, ed a distanza di un decennio in quest'ultimo caso e di un ventennio, nel caso della strada, nessuna spiegazione mi è stata fornita da questo ingegnere che c'è di male?
Tra l'altro, sempre questo ingegnere, da progettista dei lavori di un eventuale restauro di un bene vincolato, con un ufficiale incarico del Comune di Racalmuto, ne è divenuto il proprietario.
Cosa per lo meno un pò anomala, se mi permettete.
Su queste cose vorrei che si facesse luce, perchè i disagi e le disfunzioni si ripercuotono sui cittadini che amministro, ancora oggi, seppur a distanza di tempo.
Se poi a questo aggiungiamo ancora che sempre questo ingegnere è lo stesso che attualmente ricopre l'incarico di presidente della Cantina Sociale La Torre di Racalmuto, affamando i viticultori con il pagamento di un prezzo dell'uva per il 2008 che oscilla ad oggi, dai sette ai dieci centesimi al chilo, capite perchè in questo modo è difficile uscirsene non solo dalle opere inutili e dannose, ma da una crisi ed un processo di depauperamento delle attività vitivinicole che ha influito su tutto il territorio siciliano.
Pertanto si chiede e lo chiedono anche i viticultori di tutta la Sicilia, soprattutto di tutti coloro i quali conferiscono le loro uve alle cantine, un'indagine ispettiva presso la Cantina Sociale La Torre di Racalmuto, da parte dell'Asessorato Regionale alla Cooperazione, per far luce su questo grave problema, forse causato, ancora una volta, a mio modo di vedere, dallo stesso soggetto che è intervenuto malamente in altre opere che ha progettato ed eseguito.


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