martedì 15 settembre 2009

Il presidente della Cantina Sociale La Torre di Racalmuto paghi subito i viticultori mortificati per il 2008 con un prezzo che oscilla tra i sette ed i dieci centesimi al chilo. Una vergogna!

Sulle affermazioni del presidente della Cantina La Torre, Angelo Cutaia, credo che non ci sono dubbi.

Dice che pagherà, darà, promette di dare ed apprezziamo la sua buona volontà.
Ma cerchi di coniugare il tempo presente.


Accusare il sottoscritto di dire cose false è grave!
Lo sa benissimo che lui per il 2008 ha dato e per giunta solo nel migliore dei casi, dieci centesimi per ogni chilo di uva conferita ed in altri casi, anche sette centesimi al chilo.
E' passato un anno ed ancora parla di pagherò, darò, di cambiali.
Cerchi di essere un pò più serio e dia immediatamente, dopo un anno di attese, quei miserabili cinque centesimi che ha promesso ai viticultori e li dia subito!
Il danno che ha provocato questo signore si riversa su tutti i viticultori delle cantine sociali siciliane, ma anche sui viticultori che vendono le loro uve a dei compratori privati.
Questo presidente ha fatto abbassare il prezzo di tutte le uve siciliane, drogandolo vertigionosamente verso il basso e buttando sul lastrico migliaia di viticultori.
Pagare per il 2008 addiruttura da sette ad otto centesimi al chilo significa far fallire questa ed altre cantine sociali.

Qual disegno ci sta sotto.

Si vogliono far fallire le cantine per poi comprare le strutture con pochi spiccioli?
La situazione è gravissima.

Inviterei gli organi ispettivi della Regione a far luce su questa Cantina per verificare come stanno realmente le cose.
Venerdì prossimo, a Grotte, nel corso dell'incontro con l'Assessore Regionale Michele Cimino, chiederò questo ed altre cose per capirne di più di questa spiacevole e drammatica vicenda aziendale, trascinata fin qui non si sa se in buona o mala fede da qualcuno.
Un uomo che è abituato a falsare la verità e con la competenza che si ritrova, credo che può limitarsi soltanto ad illudere ed affamare la gente.
Per quanto attiene il futuro della Cantina credo che i soci, immediatamente dopo l'incontro di giorno 14 settembre, dovrebbero prendere le opportune decisioni, per non bruciare ulteriormente i loro bilanci familiari ed avviarsi lungo la strada della disperazione.
Adesso è arrivato il momento di pianificare realmente lo sviluppo del settore.
La presenza di deputati, 15 sindaci, decine di consiglieri ed assessori comunali, tutte le organizzazioni di categoria, dell'assessore provinciale all'agricoltura, del presidente della Provincia di Agrigento e di molti esperti del settore oltre che numerosi seri professionisti, deve far rifletter sul grado di coinvolgimento necessario per rilanciare la cantina di Racalmuto.

Dopo una settimana di occupazione, grazie ad un pugno di viticultori irriducibili, il problema cantina di Racalmuto ha avuto il suo giusto rilievo regionale e forse lo sta avendo anche a livello nazionale.
Non solo politici ed organi di informazione, ma anche numerosi esperti, si stanno interessando della soluzione di questo vitale problema.

Noi abbiamo le idee chiare e quando vuole l'attuale consiglio di amministrazione della Cantina La Torre , si confronti con tutte queste realtà e con il Comune di Racalmuto per elaborare tutti quanti assieme, un serio
progetto di sviluppo e di rilancio del settore vitivinicolo e non solo.

La presunzione e la stupida arroganza di qualcuno, le falsità di qualche altro, non possono continuare a creare danni e disastri a centinaia di viticultori.

Adesso basta ccon questa chiusura mentale che impedisce ogni forma di sviluppo.

Quando dite voi, consiglieri di amministrazione della cantina, possiamo avviare un serio tavolo di confronto con i comuni interessati, per chiedre tutte quelle misure per l'innovazione tecnologica, la promozione, il rilancio di un prodotto di grande qualità quale è il nostro vino.

A chi continua a dire che non c'è niente da fare, rispondiamo che anche senza andar lontano, si prenda esempio dalle piccole cantine del nostro circondario, che vanno a gonfie vele e riescono a piazzare i loro prodotti ad un prezzo, anche dieci e venti volte superiore.
Chi non crede nella possibilità di rilancio del settore o ad una sua riconversione o, ad una prospettiva di sviluppo economico ed occupazionale futuro e continua a ripetere che non c'è niente da fare, se ne vada a casa e lasci il posto a chi, ottimisticamente e ragionevolmente, finanziamenti alla mano, di concerto con la Regione e lo Stato, può dare un grande e vero impulso all'economia di Racalmuto e dell'interland, partendo anche dalla Cantina Sociale La Torre.

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