Qualcuno mi ha chiesto, giustamente: noi che cosa c'entriamo con Marsiglia e Barcellona?
E questa Unione Europea è un bene o un male per la Sicilia ed il Meridione d'Italia?
Che cos'è la cosiddetta AREA DI LIBERO SCAMBIO EUROMEDITERRANEO?
E poi, perchè rimane sempre eternamente irrisolto l'ormai secolare problema altrimenti definito: QUESTIONE MERIDIONALE?
Mentre si celebra il Centocinquantesimo Anniversario dell'Unità d'Italia, si affastellano nella nostra memoria i ricordi della prima grande inchiesta sulle condizioni del MEZZOGIORNO, condotta da Franchetti e Sonnino e di tutti gli studi, indagini e ricerche che fino ad oggi hanno sortito gli effetti che tutti quanti conosciamo benissimo.
Adesso che fare?
Come rispondere a questi importanti interrogativi?
Intanto c'è un certo VENTO DEL NORD che soffia fortemente e maledettamente sulle disgrazie del Sud.
Ci riferiamo anche, se volete, alla mortificante vicenda delle cosiddette gabbie salariali, del tutto ingiustificate, considerati gli altissimi costi che quotidianamente paghiamo al Sud, in termini soprattutto di altissimi ed insopportabili tassi di disoccupazione, ma anche di inesistenti o inefficienti e carissimi servizi pubblici.
Non si può tacere l'emblematica storia dell'acqua e della sete, ma anche le amnesie in materia di trasporti pubblici, o le scandalose storie relative alla fetida cancrena, anche nel vero senso della parola, costituita dall cattiva gestione del ciclo dei rifiuti e degli abnormi costi per la collettività che essi rappresentano.
Il recente crollo dei prezzi dei prodotti agricoli, un turismo che stenta a decollare, le controversie burocratiche ed i contenziosi che gravano sull'unico settore che sembra non conoscere crisi, quello delle ENERGIE RINNOVABILI, SOLARE, EOLICO E BIOMASSE, per intenderci, mi hanno spinto o per meglio dire ci hanno spinto, ad organizzare questa DUE GIORNI di approfondimenti, con alcune delle più significative ed Autorevoli figure Istituzionali, Studiosi, Rigorosissimi Esperti e rappresentanti del Mondo Imprenditoriale, in materia di sviluppo economico e non solo.
Quando con l'On. Salvo Raiti abbiamo pensato a questi indispensabili incontri, mentre ci trovavamo alle pendici dell'Etna, nella sua Linguaglossa, abbiamo inteso soltanto mettere in moto qulache meccanismo inceppato, più nel mio che nel suo territorio.
Mi riferisco alla necessità di ripensare un pò ad una rinnovata concretezza, attraverso un' azione di governo del territorio, concertata assieme a tutti i protagonisti ed i destinatari di una possibile svolta socio-economica, in delle depresse realtà che desiderano uscir fuori dalle secche di un certo vittimismo di matrice vetero-meridionalista.
Qualche anno fa, qualcuno sostenne che aveva la Sicilia nel cuore!
Oggi noi diciamo che navigare in mare aperto, senza bussola e senza le giuste coordinate, può indurci a perdere definitivamente il senso dell'orientamento ed avviarci verso un'irreversibile deriva senza speranza e senza ritorno.
Questa nostra Terra di Sicilia, ha bisogno di continuare a sperare che possano tornare realmente utili le frequenti stimolazioni, non solo finanziarie e politiche, ma anche ideali, unite alla passione ed all'amore per ciò che siamo e per tutte le splendide e meravigliose bellezze che abbiamo ereditato, coniugando il tutto con un'ottimistica logica di autostima collettiva.
Da queste premesse, vogliamo partire con rinnovato slancio.
Il via lo vogliamo dare, dall'interno di questi nostri apprezzati luoghi, facenti parte di quel Contesto Sciasciano che è stato onorato anche dalla presenza dell'attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, proprio in occasione del Venntennale della scomparsa dello scrittore di Racalmuto che ricorre quest'anno.Infinitamente Grazie a tutti voi, Illustri Relatori ed Ospiti, per la vostra graditissima presenza nel paese di Sciascia, il Quale, se fosse qui in mezzo a noi, sicuramente apprezzerebbe i nostri sforzi, i nostri desideri, di contribuire a costruire una Sicilia ed un Sud diversi e migliori, come direbbe uno qualsiasi dei miei più cari amici.
E credo che tra i presenti ce ne sonoi parecchi di amic,i oltre che qualche simpatico parente ed anche un affettuoso mio ex compagno di scuola.
Scusate se mi sono lasciato andare anche verso qualche punta di nostalgico, ma spero comprensibile, affetto verso tutti quanti voi.
Presumo che intendiamo celebrare la nostra voglia di riscatto, il nostro attaccamento ai valori di un'armonica crescita di una Regione, di uno Stato, di un'Europa, nel suo naturale rapporto non solo con tutti i paesi che si affacciano nel Mare Nostrum, nel Mediterraneo, ma anche col Medio Oriente e l'Asia che rappresentano le nuove sfide e le nuove frontiere, con cui fare i conti, nel bene e nel male.Salvatore Petrottosindaco di Racalmutopresidente della Fondazione 'Leonardo Sciascia'


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