mercoledì 24 settembre 2014

Rifiuti: su facebook il Sindaco di Palma di Montechiaro attacca frontalmente il gruppo Catanzaro

Rifiuti: su facebook il Sindaco di Palma di Montechiaro attacca frontalmente il gruppo Catanzaro



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Su facebook, nella pagina di Pasquale Amato, Sindaco di Palma di Montechiaro, leggiamo un post che ci lascia di stucco. 

Il tema è quello della raccolta dei rifiuti ad Agrigento.

PASQUALE AMATO RACCONTA DI UN INCONTRO DI IERI A PALERMO, ANDATO IN SCENA NEI LOCALI DELL’ASSESSORATO AI RIFIUTI, L'ACQUA ED ALL’ENERGIA. DOVE NE SONO SUCCESSE DI COTTE E DI CRUDE. - LE PRECISAZIONI DI AURELIO ANGELINI SULLA DISCARICA DI SICULIANA

“... a differenza di quanto previsto dalle norme vigenti in materia – scrive Pasquale Amato – con il classico ‘rispetto’ per l’interlocutore pubblico che connota la storia della società Catanzaro Costruzioni, si pretendeva di piegare alle loro ‘costrizioni’ gli impegni dei Comuni a conferire presso la loro discarica.
Naturalmente i Comuni di Palma di Montechiaro, Licata, Campobello di Licata e Ravanusa presenti non hanno accettato, al contrario di quanto pare fosse successo in mattinata coi Comuni della GESA ATO2 di Agrigento: hanno accettato tutti!, alla presenza di una Regione che dovrebbe far rispettare le norme che essa stessa emana, mah!!!”.

“La riunione – racconta sempre il Sindaco di Palma di Montechiaro – era ottenuta dall’impresa per una ‘inventata lamentela’ (è una costante e un classico, che dovrebbe essere vergognosa, ma finora si è rivelata essere strumentalmente efficace per gli interessi di questa società) di ‘reiterate e gravi inadempienze’ da parte degli enti interessati, puntualmente smentite se ciò è reso possibile alla controparte documentare, come è accaduto ieri”.
Il Sindaco di Palma di Montechiaro, in questi ultimi mesi, è stato bersaglio di ben 5 lettere minatorie con minacce di morte. Tutte le Istituzioni ed il mondo politico gli hanno espresso piena solidarietà.

Pasquale Amato è un personaggio molto conosciuto nell’Agrigentino. Ed è stato protagonista, sette anni fa, di una vicenda giudiziaria nata per una di Giuseppe Catanzaro.

Amato, che allora rivestiva il ruolo di capo ufficio tecnico comunale di Siculiana, firmava un’ordinanza per imporre alla ditta Catanzaro di far uscire le su ruspe che avevano invaso la discarica di Siculiana, che allora era comunale. Catanzaro, a propria volta, denunciava ripetutamente Pasquale Amato.

Il processo, durato circa sei anni, si è concluso con la definitiva assoluzione di Pasquale Amato, dell’ormai ex Sindaco di Siculiana, Giuseppe Sinaguglia, e di altri due funzionari comunali. Mentre la discarica di Siculiana, da comunale, è passata sotto le bandiere della ditta Catanzaro e fratelli. Ed è diventata, per via di ampliamenti, una delle più grandi della Sicilia.

Gli ampliamenti concessi alla ditta Catanzaro dagli uffici della regione siciliana non hanno mai convinto. Come ci spiega Aurelio Angelini, docente presso l’università di Palermo, considerato uno dei massimi esperti in Sicilia in materia di rifiuti.

“Uno dei principi cardine della legislazione in materia di raccolta e trattamento dei rifiuti – sottolinea Angelini – è che i volumi di una discarica debbano essere commisurati al fabbisogno del territorio, ovvero al fabbisogno dell’Ambito territoriale di riferimento. Ebbene, i volumi concessi ai titolari della discarica di Siculiana non sono commisurati al fabbisogno del territorio, ma sono di gran lunga maggiorati. Poi ci sono altre irregolarità. Ma il dato che salta agli occhi sono proprio legato alla maggiorazione di questi volumi”.

“Ricordo che la nostra legislazione – aggiunge Angelini – non prevede aurelio angelinidiscariche regionali. Ma, al contrario, impone la prossimità tra produzione e conferimento dei rifiuti, per minimizzare l’impatto ambientale. Le discariche che, impropriamente, si configurano come regionali provocano un’altrettanto impropria movimentazione di mezzi di trasporto dei rifiuti, un aumento dell’inquinamento e un aumento degli incidenti stradali”.



I nostri complimenti all’assessore regionale all’Energia e i Rifiuti, Salvatore Calleri. Forza, assessore, la sua sì che è antimafia a ventiquattro carati. Come quella del presidente Rosario Crocetta e dei suoi accoliti.''
Ragazzi, c’è da ridere…

venerdì 5 settembre 2014

Ruoppolo Teleacras - I business acqua e rifiuti Dedicato a chi volesse, eventualmente, occuparsi degli scandali relativi alla gestione dell'acqua e dei rifiuti, in Sicilia. Vi allego i dossier che ho presentato alla Procura della repubblica di Agrigento, all'Autorità Nazionale Anticorruzione, alla Procura della Corte dei Conti siciliana ed all'Autorità Nazionale Antitrust . Allego inoltre i documenti che riguardano un ricorso presentato nel 2010 dal comune di Montallegro, nell'Agrigentino, dove insiste la più grossa discarica dell'isola, di proprietà del vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, realizzata con provvedimenti delle autorità regionali siciliane, del tutto illegittimi. Segue la relazione tecnica, allegata al ricorso, del prof. Aurelio Angelini, uno dei massimi esperti in materie ambientali d'Italia che attesta tutte quante le irregolarità che io adesso ho denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento ed a tutti quanti gli altri organi giudiziari e di controllo contabile ed amministrativo. Segue ancora copia del mio esposto contro l'illegale realizzazione della più grande discarica siciliana de quo ed una nota relativa ad una mia precedente denuncia riguardante la gestione illegale dell'intero ciclo dei rifiuti che si basa su affidamenti diretti dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, senza indire più gare d'appalto e senza prevedere la raccolta differenziata che in Sicilia si attesta attorno al 7% (proprio per favorire tali discariche private illegali!) dal 2007 ad oggi. Appalti i cui importi ammontano a svariate centinaia di milioni di euro e che hanno fatto salire le bollette dei rifiuti che risultano le più care d'Italia. Pensi che, nel mio paese, Racalmuto, il paese che ha dato i natali a Leonardo Sciascia, per un appartamento di 100 metri quadri, lo scorso anno, nel 2013 cioé, siamo stati costretti a pagare circa mille euro, più del doppio di Napoli che, fino ad allora era considerata la città più cara d'Italia. Ed il tutto è successo per favorire sempre le stesse aziende che sono la SAP, la ISEDA e la SEAP, quest'ultima di proprietà del compare d'anello del ministro dell'Interno, l'agrigentino Angelino Alfano. Segue l'allegato del dossier sullo scandalo della gestione del servizio idrico nell'Agrigentino, praticamente in mano ad un noto pregiudicato, l'imprenditore Marco Campione di Agrigento, azionista di maggioranza di Girgenti Acque, col suo 51%. Tale soggetto è stato condannato in via via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione. Praticamente è colui il quale ha costruito il nuovo Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento con calcestruzzo depotenziato e che è stato condannato, in via definitiva, per truffa allo Stato per altre vicende collegate sempre alla costruzione di detto ospedale. Si tratta dello stesso Campione, indicato da due pentiti agrigentini, uno di Aragona, un certo Cacciatore ed uno di Racalmuto, un certo Maurizio Di Gati, come imprenditore al servizio delle cosche mafiose agrigentine e catanesi. E' il maggiore dei ROS, Lucio Arcidiacono che ha riferito, questo ed altro, anche a proposito della costituzione di Girgenti Acque, la società di gestione dei servizi idrici agrigentini di cui lui è il dominus, incontrastato. Tali dichiarazioni sono state rese davanti al Tribunale di Catania, nel corso del processo che ha portato alla recente condanna a 6 anni ed 8 mesi, dell'ex presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, per concorso esterno in associazione mafiosa. Lombardo, un suo uomo di fiducia, un tale Giuseppe Giuffrida, ex amministratore dell'Acoset di Catania, la società che gestisce l'acqua in alcune decine di comuni etnei, e Campione Marco hanno costituito assieme Girgenti Acque che, a parere del Maggiore dei Ros di Catania, Lucio Arcidiacono, è in odor di mafia. Ricordo che il sottoscritto già nel febbraio del 2011 segnalai alla Procura della Repubblica di Agrigento la faccenda degli affidamenti illegali, per centinaia di milioni di euro, senza celebrare alcuna gara d’appalto, relativi alla gestione del ciclo dei rifiuti nei 19 comuni dell’ATO AG 2; allora, contestualmente, ho segnalato anche le vicende riguardanti l’altro storico affaire che riguarda la gestione dei servizi idrici integrati, nei 43 comuni della provincia di Agrigento. Potrei citare decine di miei servizi sull’argomento, pubblicati da varie testate giornalistiche on-line, ma preferisco destare la vostra attenzione confidando nella lucidità di un giovane cronista palermitano, Maurizio Zoppi che si sta occupando di queste storie per i giornali L’Ora on-line ed il settimanale L’Espresso. Il documento in word sottostante è la copia dell'allegato link : Denuncia contro Girgenti Acque. Cordiali saluti e spero di essere stato chiaro. Nel ringraziarvi vi fornisco i miei contatti : cell. 3357677017 tel. fisso : 0922949096 email : salvatore-petrotto@virgilio.it petrotto.salvatore@virgilio.it

Siculiana Info: Salvatore Petrotto: Esposto – Denuncia relativo al...

Siculiana Info: Salvatore Petrotto: Esposto – Denuncia relativo al...: Si riceve e si pubblica il seguente testo inviato dall'ex-Sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto. Alla Procura della Repubblica di...



Vogliano gli Organi Giudiziari valutare, a questo punto se, le illegittimità riscontrate nel ricorso presentato dall’avv. Guido Gianferrara, per conto del comune di Montallegro contro i Catanzaro costituiscono ben più gravi reati a livello penale e patrimoniale.

Ci riferiamo, oltre che agli eventuali reati ambientali commessi, agli altrettanto eventuali illeciti arricchimenti, per svariate centinaia di milioni di euro, da parte del vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro e di suo fratello Lorenzo, probabile frutto di una lunga serie di atti illeciti, compiuti dai pubblici funzionari contro i quali è stato presentato il già citato ricorso del presidente della Regione del comune di Montallegro, allegato alla presente lettera-esposto.

Tale accertamenti riteniamo che siano doverosi, oltre che per onorare il superiore interesse della Giustizia e della ricerca della Verità, anche per porre fine ad un’assai scandalosa gestione del ciclo dei rifiuti in Sicilia. Alla palese violazione delle leggi ambientali sono da aggiungere ulteriori violazioni, anch’esse da me denunciate a tutte quante le autorità giudiziarie e contabili.

Mi riferisco alla violazione in Sicilia, di tutte le norme, Regionali, Statali e dell’Unione Europea relative all’affidamento dei pubblici appalti, soprattutto proprio nel settore della gestione dei rifiuti.

Da almeno 7 anni a questa parte non si contano più infatti gli affidamenti diretti e le proroghe, per svariate centinaia di milioni di euro, assicurati, dal 2010 in poi dai commissari liquidatori degli ATO rifiuti, inviati dalla Regione Siciliana ed adesso anche dai sindaci, attraverso delle illegittime ordinanze.

Come ha evidenziato recentemente l’Antitrust, col suo presidente, l’avvocato e docente universitario, il palermitano Giovanni Petruzzella, nel bollettino dello scorso 18 agosto, ha sottolineato delle gravi irregolarità del perverso sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti che sono state già vagliate, per danni erariali e patrimoniali, anche dalla Corte dei Conti, oltre che dalla Commissione Parlamentare Nazionale sul ciclo dei rifiuti.

Ricordiamo che fu proprio la Commissione Parlamentare Bicamerale che indagava sul ciclo dei rifiuti, presieduta nel 2010 da Gaetano Pecorella che a proposito del caso Sicilia concluse che, quello siciliano è UN CASO UNICO DI DISFUNZIONE BEN ORGANIZZATA.

Ovviamente la regia dell’intera organizzazione è opera dei funzionari ed dei governi regionali che si sono succeduti da qualche decennio a questa parte, ed hanno consentito, impunemente la commissione delle numerose irregolarità ed illegittimità riscontrate da tutte quante le Autorità Regionali e Nazionali preposte al controllo di legalità, ci riferiamo a quella già citate: Corte dei Conti, Antitrust, AVCP, ossia l’Autorità di Vigilanza sugli Appalti Pubblici, adesso sostituita dall’Autorità Anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffaele Canto, da me debitamente informata.

Vogliamo adesso chiosare questo mio esposto citando qualche passaggio del già citato BOLLETTINO del 18 agosto scorso dell’Antitrust, presieduta dal Petruzzella e cioè il N. 33 - 2014 con cui si comunicava il Provvedimento n. 25057 che prevede l’avvio di INDAGINI CONOSCITIVE relative al settore denominato IC49 - MERCATO DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI.

Ecco ciò che sostiene il Petruzzella: “Innanzitutto, si osserva l’esistenza di un ricorso significativo all’affidamento diretto anche in assenza dei requisiti in - house e una durata degli affidamenti nella maggior parte dei casi superiore a quella che sembra necessaria per recuperare gli investimenti, tali da scoraggiare lo sviluppo della concorrenza tra operatori e 
favorire il consolidamento delle posizioni di mercato dei gestori incumbent. Affinché ciò si verifichi, tuttavia, è necessario, innanzitutto, che le procedure di aggiudicazione del servizio siano improntate ai principi concorrenziali.”

Così il sottoscritto ha colto l’occasione per inviare una significativa segnalazione, in data 22/08/2014, anche al Petruzzella, dopo quelle già inviate alla Procura della Repubblica di Agrigento, a quella di Palermo, alla Corte dei Conti ed al dott. Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Si tratta della segnalazione, acquisita al protocollo dell’Antitrust col n. W00045212 in cui ho evidenziato, come del resto ha avuto modo di sottolineare, a grandi linee, lo stesso Petruzzella che, in 19 comuni della provincia di Agrigento, compreso il mio, il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, oltre a costare il quadruplo della media nazionale è stato affidato dall'Ato rifiuti di Agrigento senza espletare gare d'appalto, dal 2007 ad oggi, per importi che ammontano ad oltre 300 milioni di euro.

Ho inoltre testualmente segnalato quanto segue: 
‘in Sicilia, così come del resto ha fatto l' Ato Gesa Ag 2 di Agrigento, non si fanno più gare d'appalto, nel settore dei rifiuti, da qualche decennio, per favorire, illegittimamente, con costi esorbitanti che ormai ammontano a qualche miliardo di euro, sempre le stesse ditte, una delle quali, nell’Agrigentino, ed esattamente la SEAP, è di proprietà del compare d’anello del ministro dell’interno, Angelino Alfano.
Nel febbraio del 2011 io avevo denunciato, alla Procura della Repubblica di Agrigento, esattamente le stesse illegalità evidenziate ufficialmente dalla Corte dei Conti ed ora anche dall'Autorità Antitrust presieduta proprio dal Petruzzella.
Illegalità che hanno prodotto costi e tasse sui rifiuti che risultano, in valore assoluto, i più alti d’Italia, almeno il doppio della media nazionale.
Tanto per fare un esempio, se a Napoli, che fino a qualche anno fa, come abbiamo avuto modo di dire, era ritenuta la città dove si pagava la tassa sui rifiuti più cara d’Italia, si pagavano intorno a 450 euro l’anno per un’abitazione di 100 metri quadri, a fronte di una media nazionale di poco più di 200 euro, in taluni paesi, come il mio, Racalmuto, il paese che ha dato i natali al celebre scrittore Leonardo Sciascia, nell’anno 2013 ci siamo visti recapitare bollette che per un alloggio delle stesse dimensioni di Napoli, si aggirano attorno ai mille euro!
Più del doppio cioè, rispetto a Napoli, città più cara d’Italia.’
Con questa ennesima denuncia credo di non avere dimenticato di interpellare nessuna delle Autorità e degli Organi Istituzionali, compresa la Magistratura, ovviamente, quella penale e quella contabile, preposti a far rispettare le leggi in materia di servizi pubblici, quali la perversa gestione siciliana dei rifiuti.

Siculiana Info: Salvatore Petrotto: Esposto – Denuncia relativo al...

Siculiana Info: Salvatore Petrotto: Esposto – Denuncia relativo al...: Si riceve e si pubblica il seguente testo inviato dall'ex-Sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto. Alla Procura della Repubblica di...