venerdì 5 settembre 2014

Siculiana Info: Salvatore Petrotto: Esposto – Denuncia relativo al...

Siculiana Info: Salvatore Petrotto: Esposto – Denuncia relativo al...: Si riceve e si pubblica il seguente testo inviato dall'ex-Sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto. Alla Procura della Repubblica di...



Vogliano gli Organi Giudiziari valutare, a questo punto se, le illegittimità riscontrate nel ricorso presentato dall’avv. Guido Gianferrara, per conto del comune di Montallegro contro i Catanzaro costituiscono ben più gravi reati a livello penale e patrimoniale.

Ci riferiamo, oltre che agli eventuali reati ambientali commessi, agli altrettanto eventuali illeciti arricchimenti, per svariate centinaia di milioni di euro, da parte del vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro e di suo fratello Lorenzo, probabile frutto di una lunga serie di atti illeciti, compiuti dai pubblici funzionari contro i quali è stato presentato il già citato ricorso del presidente della Regione del comune di Montallegro, allegato alla presente lettera-esposto.

Tale accertamenti riteniamo che siano doverosi, oltre che per onorare il superiore interesse della Giustizia e della ricerca della Verità, anche per porre fine ad un’assai scandalosa gestione del ciclo dei rifiuti in Sicilia. Alla palese violazione delle leggi ambientali sono da aggiungere ulteriori violazioni, anch’esse da me denunciate a tutte quante le autorità giudiziarie e contabili.

Mi riferisco alla violazione in Sicilia, di tutte le norme, Regionali, Statali e dell’Unione Europea relative all’affidamento dei pubblici appalti, soprattutto proprio nel settore della gestione dei rifiuti.

Da almeno 7 anni a questa parte non si contano più infatti gli affidamenti diretti e le proroghe, per svariate centinaia di milioni di euro, assicurati, dal 2010 in poi dai commissari liquidatori degli ATO rifiuti, inviati dalla Regione Siciliana ed adesso anche dai sindaci, attraverso delle illegittime ordinanze.

Come ha evidenziato recentemente l’Antitrust, col suo presidente, l’avvocato e docente universitario, il palermitano Giovanni Petruzzella, nel bollettino dello scorso 18 agosto, ha sottolineato delle gravi irregolarità del perverso sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti che sono state già vagliate, per danni erariali e patrimoniali, anche dalla Corte dei Conti, oltre che dalla Commissione Parlamentare Nazionale sul ciclo dei rifiuti.

Ricordiamo che fu proprio la Commissione Parlamentare Bicamerale che indagava sul ciclo dei rifiuti, presieduta nel 2010 da Gaetano Pecorella che a proposito del caso Sicilia concluse che, quello siciliano è UN CASO UNICO DI DISFUNZIONE BEN ORGANIZZATA.

Ovviamente la regia dell’intera organizzazione è opera dei funzionari ed dei governi regionali che si sono succeduti da qualche decennio a questa parte, ed hanno consentito, impunemente la commissione delle numerose irregolarità ed illegittimità riscontrate da tutte quante le Autorità Regionali e Nazionali preposte al controllo di legalità, ci riferiamo a quella già citate: Corte dei Conti, Antitrust, AVCP, ossia l’Autorità di Vigilanza sugli Appalti Pubblici, adesso sostituita dall’Autorità Anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffaele Canto, da me debitamente informata.

Vogliamo adesso chiosare questo mio esposto citando qualche passaggio del già citato BOLLETTINO del 18 agosto scorso dell’Antitrust, presieduta dal Petruzzella e cioè il N. 33 - 2014 con cui si comunicava il Provvedimento n. 25057 che prevede l’avvio di INDAGINI CONOSCITIVE relative al settore denominato IC49 - MERCATO DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI.

Ecco ciò che sostiene il Petruzzella: “Innanzitutto, si osserva l’esistenza di un ricorso significativo all’affidamento diretto anche in assenza dei requisiti in - house e una durata degli affidamenti nella maggior parte dei casi superiore a quella che sembra necessaria per recuperare gli investimenti, tali da scoraggiare lo sviluppo della concorrenza tra operatori e 
favorire il consolidamento delle posizioni di mercato dei gestori incumbent. Affinché ciò si verifichi, tuttavia, è necessario, innanzitutto, che le procedure di aggiudicazione del servizio siano improntate ai principi concorrenziali.”

Così il sottoscritto ha colto l’occasione per inviare una significativa segnalazione, in data 22/08/2014, anche al Petruzzella, dopo quelle già inviate alla Procura della Repubblica di Agrigento, a quella di Palermo, alla Corte dei Conti ed al dott. Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Si tratta della segnalazione, acquisita al protocollo dell’Antitrust col n. W00045212 in cui ho evidenziato, come del resto ha avuto modo di sottolineare, a grandi linee, lo stesso Petruzzella che, in 19 comuni della provincia di Agrigento, compreso il mio, il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, oltre a costare il quadruplo della media nazionale è stato affidato dall'Ato rifiuti di Agrigento senza espletare gare d'appalto, dal 2007 ad oggi, per importi che ammontano ad oltre 300 milioni di euro.

Ho inoltre testualmente segnalato quanto segue: 
‘in Sicilia, così come del resto ha fatto l' Ato Gesa Ag 2 di Agrigento, non si fanno più gare d'appalto, nel settore dei rifiuti, da qualche decennio, per favorire, illegittimamente, con costi esorbitanti che ormai ammontano a qualche miliardo di euro, sempre le stesse ditte, una delle quali, nell’Agrigentino, ed esattamente la SEAP, è di proprietà del compare d’anello del ministro dell’interno, Angelino Alfano.
Nel febbraio del 2011 io avevo denunciato, alla Procura della Repubblica di Agrigento, esattamente le stesse illegalità evidenziate ufficialmente dalla Corte dei Conti ed ora anche dall'Autorità Antitrust presieduta proprio dal Petruzzella.
Illegalità che hanno prodotto costi e tasse sui rifiuti che risultano, in valore assoluto, i più alti d’Italia, almeno il doppio della media nazionale.
Tanto per fare un esempio, se a Napoli, che fino a qualche anno fa, come abbiamo avuto modo di dire, era ritenuta la città dove si pagava la tassa sui rifiuti più cara d’Italia, si pagavano intorno a 450 euro l’anno per un’abitazione di 100 metri quadri, a fronte di una media nazionale di poco più di 200 euro, in taluni paesi, come il mio, Racalmuto, il paese che ha dato i natali al celebre scrittore Leonardo Sciascia, nell’anno 2013 ci siamo visti recapitare bollette che per un alloggio delle stesse dimensioni di Napoli, si aggirano attorno ai mille euro!
Più del doppio cioè, rispetto a Napoli, città più cara d’Italia.’
Con questa ennesima denuncia credo di non avere dimenticato di interpellare nessuna delle Autorità e degli Organi Istituzionali, compresa la Magistratura, ovviamente, quella penale e quella contabile, preposti a far rispettare le leggi in materia di servizi pubblici, quali la perversa gestione siciliana dei rifiuti.

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