Rifiuti: su facebook il Sindaco di Palma di Montechiaro attacca frontalmente il gruppo Catanzaro
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Su facebook, nella pagina di Pasquale Amato, Sindaco di Palma di Montechiaro, leggiamo un post che ci lascia di stucco.
Il tema è quello della raccolta dei rifiuti ad Agrigento.
PASQUALE AMATO RACCONTA DI UN INCONTRO DI IERI A PALERMO, ANDATO IN SCENA NEI LOCALI DELL’ASSESSORATO AI RIFIUTI, L'ACQUA ED ALL’ENERGIA. DOVE NE SONO SUCCESSE DI COTTE E DI CRUDE. - LE PRECISAZIONI DI AURELIO ANGELINI SULLA DISCARICA DI SICULIANA
“... a differenza di quanto previsto dalle norme vigenti in materia – scrive Pasquale Amato – con il classico ‘rispetto’ per l’interlocutore pubblico che connota la storia della società Catanzaro Costruzioni, si pretendeva di piegare alle loro ‘costrizioni’ gli impegni dei Comuni a conferire presso la loro discarica.
Naturalmente i Comuni di Palma di Montechiaro, Licata, Campobello di Licata e Ravanusa presenti non hanno accettato, al contrario di quanto pare fosse successo in mattinata coi Comuni della GESA ATO2 di Agrigento: hanno accettato tutti!, alla presenza di una Regione che dovrebbe far rispettare le norme che essa stessa emana, mah!!!”.
“La riunione – racconta sempre il Sindaco di Palma di Montechiaro – era ottenuta dall’impresa per una ‘inventata lamentela’ (è una costante e un classico, che dovrebbe essere vergognosa, ma finora si è rivelata essere strumentalmente efficace per gli interessi di questa società) di ‘reiterate e gravi inadempienze’ da parte degli enti interessati, puntualmente smentite se ciò è reso possibile alla controparte documentare, come è accaduto ieri”.
Il Sindaco di Palma di Montechiaro, in questi ultimi mesi, è stato bersaglio di ben 5 lettere minatorie con minacce di morte. Tutte le Istituzioni ed il mondo politico gli hanno espresso piena solidarietà.
Pasquale Amato è un personaggio molto conosciuto nell’Agrigentino. Ed è stato protagonista, sette anni fa, di una vicenda giudiziaria nata per una di Giuseppe Catanzaro.
Amato, che allora rivestiva il ruolo di capo ufficio tecnico comunale di Siculiana, firmava un’ordinanza per imporre alla ditta Catanzaro di far uscire le su ruspe che avevano invaso la discarica di Siculiana, che allora era comunale. Catanzaro, a propria volta, denunciava ripetutamente Pasquale Amato.
Il processo, durato circa sei anni, si è concluso con la definitiva assoluzione di Pasquale Amato, dell’ormai ex Sindaco di Siculiana, Giuseppe Sinaguglia, e di altri due funzionari comunali. Mentre la discarica di Siculiana, da comunale, è passata sotto le bandiere della ditta Catanzaro e fratelli. Ed è diventata, per via di ampliamenti, una delle più grandi della Sicilia.
Gli ampliamenti concessi alla ditta Catanzaro dagli uffici della regione siciliana non hanno mai convinto. Come ci spiega Aurelio Angelini, docente presso l’università di Palermo, considerato uno dei massimi esperti in Sicilia in materia di rifiuti.
“Uno dei principi cardine della legislazione in materia di raccolta e trattamento dei rifiuti – sottolinea Angelini – è che i volumi di una discarica debbano essere commisurati al fabbisogno del territorio, ovvero al fabbisogno dell’Ambito territoriale di riferimento. Ebbene, i volumi concessi ai titolari della discarica di Siculiana non sono commisurati al fabbisogno del territorio, ma sono di gran lunga maggiorati. Poi ci sono altre irregolarità. Ma il dato che salta agli occhi sono proprio legato alla maggiorazione di questi volumi”.
“Ricordo che la nostra legislazione – aggiunge Angelini – non prevede aurelio angelinidiscariche regionali. Ma, al contrario, impone la prossimità tra produzione e conferimento dei rifiuti, per minimizzare l’impatto ambientale. Le discariche che, impropriamente, si configurano come regionali provocano un’altrettanto impropria movimentazione di mezzi di trasporto dei rifiuti, un aumento dell’inquinamento e un aumento degli incidenti stradali”.
I nostri complimenti all’assessore regionale all’Energia e i Rifiuti, Salvatore Calleri. Forza, assessore, la sua sì che è antimafia a ventiquattro carati. Come quella del presidente Rosario Crocetta e dei suoi accoliti.''
Ragazzi, c’è da ridere…
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