domenica 27 aprile 2014

Agrigento, la rivolta contro Girgenti acque

Agrigento, la rivolta contro Girgenti acque



Adesso la pantomima è finita, grazie alle denunce di migliaia di cittadini della provincia agrigentina, di non meno di 20 Sindaci, amministrazioni e consigli comunali, associazioni, sindacati, parlamentari e persino lo stesso amministratore delegato di Girgenti Acque!
La Procura della Repubblica è al lavoro, gli scandali sono del tutto chiari ed evidenti. Speriamo che questa sciagura agrigentina termini al più presto e si possa immediatamente onorare veramente la legalità, ritornando, per come previsto dalle vigenti leggi e per come chiesto da intere popolazioni, alla gestione pubblica dell’acqua.
Si rimane comunque in attesa degli esiti giudiziari che potranno riguardare amministratori, politici o funzionari pubblici che, in cambio di un posticino di lavoro o qualcos’altro, hanno chiuso per anni più di un occhio, trascinandoci, dal 2007 ad oggi, in questa situazione di merda!
L’appuntamento è per domani, lunedì 15 luglio 2013, presso la Procura della Repubblica di Agrigento, dove si recheranno il Sindaco della Città dei Templi, Zambuto, e l’ex amministratore delegato Carmelo Salamone, a depositare un’ulteriore denuncia contro Girgenti Acque.

giovedì 24 aprile 2014

La lezione dei Fasci agrigentini

La lezione dei Fasci agrigentini
La repressione dei Fasci attuata da Crispi all’inizio del 1894 fu brutale come quella del brigantaggio e perfida come le stragi di Stato che hanno costellato la cosiddetta “Prima Repubblica”, a partire da Portella della Ginestra (1 maggio 1947), su su fino alla “strategia della tensione”, alle stragi mafiose di Capaci e via d’Amelio nel 1992, a quelle di Firenze e Milano del 1993, e al fallito attentato all’Olimpico di Roma del 1994, che portellaprecede di pochi giorni la famigerata “discesa in campo” del Caimano. A pensarci bene, dal 1894 ad oggi si è registrato in Italia un secolo di stragi e di bombe, seguite dall’inverecondo ventennio berlusconiano di pax mafiosa e di trattative Stato-mafia

La lezione dei Fasci agrigentini

La lezione dei Fasci agrigentini
La repressione dei Fasci attuata da Crispi all’inizio del 1894 fu brutale come quella del brigantaggio e perfida come le stragi di Stato che hanno costellato la cosiddetta “Prima Repubblica”, a partire da Portella della Ginestra (1 maggio 1947), su su fino alla “strategia della tensione”, alle stragi mafiose di Capaci e via d’Amelio nel 1992, a quelle di Firenze e Milano del 1993, e al fallito attentato all’Olimpico di Roma del 1994, che portellaprecede di pochi giorni la famigerata “discesa in campo” del Caimano. A pensarci bene, dal 1894 ad oggi si è registrato in Italia un secolo di stragi e di bombe, seguite dall’inverecondo ventennio berlusconiano di pax mafiosa e di trattative Stato-mafia

giovedì 17 aprile 2014

A proposito della denuncia del senatore grillino Giarrusso su mafia, centri di accoglienza e ministro Alfano

A proposito della denuncia del senatore grillino Giarrusso su mafia, centri di accoglienza e ministro Alfano
Apprendiamo da  Link Sicilia le pesantissime denunce pubbliche
 del senatore di 5 Stelle, Mario
Giarrusso,  a proposito  della gestione, in odor di mafia, dei  flussi di immigrati, la cui responsabilità è
totalmente in capo al  ministro dell’Interno,
l’agrigentino Angelino Alfano.
“Milioni
di euro verso centri di accoglienza per immigrati affidati, in Sicilia, a
persone ed enti in odore di mafia, senza controllo da parte del ministero degli
Interni”.
Tali denunce il
senatore Giarrusso le ha rese pubbliche nel corso del programma “Lo Schiaffo”,
su ClassTv.
Il più pesante riferimento è
quello riguardante la  provincia di
Trapani: “Nella provincia del latitante
 Matteo Messina Denaro questi centri sono spuntati e cresciuti
come funghi, fuori di ogni controllo, senza rispetto delle procedure di
affidamento, con grandi opacità. Ogni immigrato tenuto in questi centri costa
allo Stato dai 30 ai 50 euro al giorno per il vitto e l’alloggio. Un centro con
100 immigrati genera un flusso di denaro tra il milione e il milione e
ottocentomila euro all’anno. E questi centri sono affidati senza gara, in via
d’emergenza, a soggetti creati da un giorno all’altro e privi di certificati
antimafia”. Così prosegue Giarrusso che poi conclude: “non vorrei che qualcuno
pensasse di fare campagna elettorale con questi soldi affidando i centri a
soggetti collusi o vicini alla mafia”.
Al conduttore Marco
Gaiazzi che gli ha chiesto chi dovrebbe vigilare su questa gravissima
situazione, il senatore grillino ha risposto così: “A noi risulta che il
controllo su queste questioni dovrebbe averlo il ministero degli Interni. Non
ci vuole molta fantasia per individuare il nome di chi dovrebbe controllare: il
ministro Angelino Alfano“.
Che,
guarda caso, è in campagna elettorale…
Se le cose stanno
come sostiene il senatore Giarrusso, 
basta  presentare una regolare
esposto  alle competenti Procure per far
valere quel  416 Ter  nella nuova versione di zecca, approvato
proprio ieri dal Parlamento che recita :
“Chiunque accetta la promessa
di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo
416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di
altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa
pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al
primo comma”.
Come si può notare è estremamente facile
applicare tale norma in presenza di un eventuale voto di scambio elettorale,
consumato sulla pelle degli immigrati e di noi siciliani, sovraesposti,  tra l’altro, tutti quanti, ai pericoli di possibili
contaminazioni di malattie contagiose quali Ebola, scabbia, tubercolosi ed altro
ancora.
Infatti,  i centri di accoglienza, per far fronte ad una
vera e propria catastrofe umanitaria, sono stati ricavati nelle nostre
strutture pubbliche, quali i palazzetti dello sport.
Centri dove,  come abbiamo evidenziato in questi giorni,   vengono
ammassati,  peggio delle bestie, migliaia
di poveri disgraziati che, frequentemente scappano, prima ancora di essere
sottoposti ai controlli sanitari.
Del resto il ministro dell'Interno è quel personaggio  di cui proprio  ieri,   attraverso un assai eloquente servizio,  si è occupato 
il giornale  l'Ora della Calabria ;
servizio  ripreso dal sito on-line,   che
riportiamo di seguito, del giornale di  proprietà del ‘padrino’, politico di Angelino,
l’ex  senatore ed ex cavaliere, Silvio
Berlusconi : http://www.ilgiornale.it/news/interni/quel-bacio-boss-che-imbarazza-angelino-1011598.html.
Con tanto di foto d’epoca  che raffigura 
 Angelino mentre bacia un
notissimo  boss mafioso agrigentino,  Il Giornale liscia così il pelo ad Alfano :  «al Palafiera di Roma Alfano urlava non
vogliamo i voti delle mafie e in prima fila c'era il numero due dell'Ncd,
Renato Schifani, indagato a Palermo per concorso esterno in associazione
mafiosa». «Amnesie?», si chiede il giornale. Forse sì, come quel bacio scomodo
quanto un sasso nelle scarpe. La vicenda è stata raccontata nel 2002 da
Repubblica. Correva l'anno 1996 e Angelino, giovane e promettente consigliere
regionale, viene pizzicato a un banchetto nuziale inopportuno. Si tratta del
matrimonio di Gabriella, figlia del boss di Palma di Montechiaro, Croce Napoli,
che festeggia a Villa Athena, spettacolare albergo della Valle dei Templi. Il
boss agrigentino, sbaciucchiato da Alfano e deceduto nel 2001, ha un curriculum
imbarazzante: manette per associazione mafiosa, concorso in sequestro di
persona, omicidio.
Inizialmente Alfano nega: «Mai conosciuto Croce Napoli. Mai
partecipato al matrimonio della figlia». A chi cresce in un campo infestato da
ortiche può capitare di pungersi. Anche inavvertitamente. E, va detto, senza
alcuna responsabilità penalmente rilevante. Nega, però. Peccato che di quel
bacio pericoloso ci sia pure un video, mandato in giro da qualche avversario
politico di Angelino. Alfano si concentra meglio e quindi trova la memoria:
«Ah, sì. Ora ricordo. Ricordo di esserci stato ma su invito dello sposo, non
della sposa.
Ma del resto in Sicilia, oltre a Schifani, Alfano, nel suo
partito,  sempre da diversamente
berlusconiano,  è stato  costretto a  frequentare anche il cofondatore di Forza
Italia,  ossia il semilatitante, oggi
condannato per mafia, Marcello Dell’ Utri.
Dire che Forza Italia era ed è in Sicilia un sodalizio
criminale,  non sarebbe del tutto esatto,
 se si considera che Alfano e Schifani, a
prescindere dai loro trascorsi, dei baci o delle inchieste per mafia  che li riguardano,   si sono,
seppure soltanto negli ultimi anni,  affrancati, fondando il Nuovo Centro Destra e
sostenendo,  lealmente,  gli ultimi tre Presidenti del Consiglio,  Monti, Letta e Renzi.
Con i risultati, a livello nazionale,  che conosciamo, al netto della disoccupazione,
del debito pubblico che continua a crescere a dismisura e degli interessi
elettorali di Angelino e  Renato,  curati a dovere  dai loro  prefetti;  anche quelli di fresca nomina,  quale il neo-prefetto  della città natale di Alfano, Agrigento.
Ci riferiamo  a  chi, prima di essere promosso prefetto da
Alfano,  da viceprefetto,  ha fatto sciogliere per mafia il mio comune,
per delle inventate infiltrazioni mafiose, allorquando il sottoscritto ha
denunciato alla competente Procura della Repubblica gli illegali affari
miliardari che ruotano,  in Sicilia,  attorno a rifiuti ed acqua.
E poi è stato spedito a Salemi, quale commissario, per
sostituire Vittorio Sgarbi che aveva denunciato nel trapanese gli altri miliardari
affari di mafia che,  in quel contesto  si consumavano con le pale eoliche.
Non c’è che dire, dalla  Trapani  di Messina Denaro ad Agrigento, passando per
Palermo, si tratti pure di centri di accoglienza, rifiuti, acqua o energia, gli
affari dei soliti noti vanno bene, anzi benissimo.
Peccato che a pagare in termini di libertà, sviluppo, occupazione,
città sporchissime,  tasse sui rifiuti e
l’acqua alle stelle, siamo noi siciliani;  anche quelli che non siamo diversamente
berlusconiani e che a differenza di Alfano e Schifani,   abbiamo
fatto a meno di frequentare , in passato,  Berlusconi o  Dell’Utri  ed i cui baci che ricordiamo non sono quelli
dati a dei boss mafiosi ma alle nostre mogli e/o mariti.
Salvatore Petrotto

martedì 15 aprile 2014

Ebola, paura a Lampedusa e non solo. I consigli di Medici senza frontiere

Ebola, paura a Lampedusa e non solo. I consigli di Medici senza frontiere



“EBOLA NON SI E’ MAI DIFFUSO IN UN PAESE SVILUPPATO”, DICE L’EPIDEMIOLOGA KAMILINY  KALAHNE. SE SI VERIFICASSE UN PROBLEMA IN SICILIA SAREBBE UN BEL GUAIO CON GLI OSPEDALI PUBBLICI MASSACRATI DAI TAGLI
di Salvatore Petrotto

Ebola, paura a Lampedusa. I consigli di Medici senza frontiere

Ebola, paura a Lampedusa. I consigli di Medici senza frontiere
“EBOLA NON SI E’ MAI DIFFUSO IN UN PAESE SVILUPPATO”, DICE L’EPIDEMIOLOGA KAMILINY  KALAHNE. SE SI VERIFICASSE UN PROBLEMA IN SICILIA SAREBBE UN BEL GUAIO CON GLI OSPEDALI PUBBLICI MASSACRATI DAI TAGLI
di Salvatore Petrotto

Nel paese di Sciascia al voto all’ombra dei ‘Professionisti dell’Antimafia’

Nel paese di Sciascia al voto all’ombra dei ‘Professionisti dell’Antimafia’

Quando
il far-west è sotto casa, grazie ad  una
distrazione di massa provocata ad arte.
Stiamo
parlando di Racalmuto dove, una notte  si
ed una notte sempre, si dà fuoco alle polveri.
Spesso  siamo  
svegliati dai boati provocati dall’incendio di  decine di camion, quelli per il trasporto del
sale della locale miniera, ad esempio,  come è successo due anni fa;  e poi,  a cadenza ciclica,  auto bruciate in serie, in due occasioni
persino accanto alla caserma dei Carabinieri.
E
adesso?
Decine
di auto incidentate e poi ancora altre decine di autoveicoli fatti trovare
tutti quanti con le gomme perforate.
E tutto
ciò capita forse perché  qualche  inguaribile nottambulo è disturbato da sonni
inquieti.
E così
adesso, in attesa dell’alba, per passare un po’ di tempo, i soliti, si fa per
dire, ‘buontemponi’, si sono concesse anche queste bravate;  mentre a centinaia,  gli immigrati, sempre nottetempo, scappano
ogni notte via dal centro di prima 
accoglienza,  allestito nel locale
palazzetto dello sport!
Vi assicuro
che Racalmuto è tutto uno spettacolo,  anche se di dubbio gusto!
Non ci
facciamo mancare niente, soprattutto  da
quando si è stabilito che bisognava sciogliere il Consiglio Comunale per
infiltrazioni mafiose.
Il
ferreo controllo del territorio, da parte dello Stato, sta producendo
innumerevoli effetti!
E guai a
chi parla.
Rischi,
quanto meno,  di beccarti una querela,
così come è capitato a dei blogger locali che hanno osato criticare,  più del dovuto,  l’operato della commissione  prefettizia straordinaria.
Quei
malcapitati  blogger pensavano di avere a
che fare con la solita classe politica locale che si può diffamare, calunniare
e  stramaledire,  a piè sospinto, rimanendo impuniti, così come
è successo qualche anno fa.
E no!Stavolta
noi abbiamo a che fare, in tutta la sua plastica configurazione, con lo Stato
di Polizia, presente con tutte le sue articolazioni centrali e periferiche.
Ministri
dell’Interno che vanno e vengono, prefetti vecchi e neo-promossi, quasi sempre
di stanza a Racalmuto.
Commissari
e graduati di diverse polizie, ex prefetti in pensione, ex questori, ex
vice-prefetti e chi più ne ha, più ne metta!
Eppure,
malgrado questa massiccia presenza di integerrimi alti funzionari, malgrado
tutto,  non ci sentiamo per niente  tranquilli!
Ci
svegliamo sempre di soprassalto, tra un boato e l’altro!
Kabul, a
noi Racalmutesi,  ci fa un baffo!
Adesso,
per giunta,  ci sono anche i rumores
delle prossime elezioni comunali del 25 maggio che giungono dopo tre anni di sofferto
commissariamento per mafia.
E così  siamo costretti anche a sentire i botti di
chi, in campagna elettorale,  la spara
più grossa!
Se lo
scrittore Leonardo Sciascia, visto che siamo a Pasqua,  senza per questo voler essere tacciati di
blasfemia,  sollevasse quella lastra di marmo
sotto la quale giace, presso il cimitero di Racalmuto ed  uscisse fuori da quel sepolcro;  se risuscitasse, insomma, credo che ritornerebbe
ad ammonirci: attenti ai nuovi
professionisti dell’antimafia
!
Si sa,
oggi essi sono alle prese con rifiuti, acqua e quant’altro è utile per far
soldi in quantità industriale;  si fa per
dire industriale, visto che parliamo anche dei professionisti dell’antimafia di
Confindustria.
Ed
allora forse, il nostro Sciascia, scorgendoli, 
si ritirerebbe subito in fretta e furia dentro il suo laico sepolcro,
non prima di aver dato una rispolverata a quella scritta che egli, da vivo, ha
fortemente voluta impressa nella sua lastra tombale ‘Ce ne ricorderemo di questo pianeta’.
Del
resto, lo scrittore,  la sua statua
iperreale cioè,   lo potete trovare in questi convulsi
frangenti,  in piazza,  a passeggio, attorniato dagli  operatori politici che si contenderanno,  il 25 maggio prossimo,   il
futuro amministrativo della sua Racalmuto.
Un paese
 dilaniato dai furori pseudo giustizialisti
di alcuni intellettualoidi locali,  cresciuti nel vivaio del Giornale di Sicilia
ed approdati alla corte di Berlusconi  o
del Corriere della Sera, che magari hanno tentato di cavalcare  un’impostura, consumata ai danni del popolo
racalmutese, con tanto di ingiusto scioglimento per mafia. Un’impostura, questa
si,   dall’amaro  sapore sciasciano, degna del migliore abate
Vella del Consiglio d’Egitto.
Poi a
questi soggetti non è riuscito  il
giochetto di metterci la faccia nelle istituzioni locali; di  farsi votare cioè,  per amministrare Racalmuto, non per decreto
del Ministero dell’Interno,  ma per
volontà del popolo sovrano,  malgrado
sembrassero avviati verso inarrestabili glorie elettorali e politiche.
Solo
qualche centinaio degli oltre 8 mila e 500 racalmutesi li ha presi in
considerazione, allorquando, nel 2012,  questi notabili del giornalismo e della
cultura nostrana,  hanno accompagnato più
volte l’allora ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri.
I nostri
intellettualoidi racalmutesi, pensavano di fare il gran salto,  facendosi spianare la strada da quella gran
matrona della Cancellieri!
Purtroppo
quel ministro con la quale hanno parecchio familiarizzato,  si è 
poi rivelata,  con i  casi  Li Gresti e Telekom, una boiarda di stato,  le cui familistiche brame, hanno prodotto per
lei e la sua famiglia svariati milioni di euro che puzzano di sporchi ricatti e  di insani  compromessi!
Del
resto, anche  il commissariamento  del paese di Sciascia, come più volte ho
avuto modo di dire,  altro non è se non
la parodia di un crimine, assai utile per nascondere i veri crimini; mi
riferisco ai  crimini  commessi dai professionisti dell’antimafia dei
rifiuti o dell’acqua che  hanno
accompagnato la Cancellieri a Racalmuto,  assieme ad uno stuolo di intellettualità
malata!
Ci
riferiamo sempre agli stessi soggetti che per continuare a curarsi a dovere i
loro affari non del tutto leciti, hanno dimostrato  di essere così potenti da  far sciogliere, ingiustamente, per delle
inesistenti infiltrazioni mafiose i consigli comunali prima di Siculiana, poi
di  Racalmuto e della Salemi di
Sgarbi.  Adesso ci stanno provando  anche con l’ex assessore ai rifiuti, l’acqua e
l’energia, il magistrato Nicolò Marino, reo di avere tentato di ripristinare la
legalità nel settore dei rifiuti e di  far trionfare quella che,  Leonardo Sciascia,  avrebbe definito giustizia giusta.
Ed è
stato  così che  un intero popolo, quello di Racalmuto,  si è stancato  di protestare in tutte le sedi, comprese
quelle giudiziarie.
Non è
servito a niente mobilitare,  più volte, numerosi   parlamentari e 
tutti i mezzi di informazione,  nel
tentativo di opporsi, ad esempio, al pagamento di una ingiusta ed
ingiustificata tassa sui rifiuti, la cui tariffa è più del triplo della media
nazionale.
Per non
parlare  delle altre tasse comunali,
anch’esse le  più care d’Italia.
Un paese
tra l’altro, privato, in questi anni, 
del suo  ottocentesco teatro, di
un asilo nido comunale, dello scuolabus, del trasporto pubblico, di un centro
sociale,  persino dell’acqua delle
numerose fontanelle pubbliche.
Una
comunità a cui sono stati tagliati tutti i servizi, in cui il terrorismo pseudo
–antimafioso ha fatto piazza pulita anche di una miriade di attività lecite.
Ora,
dopo tante proteste e conseguenti intimidazioni,  tra un attentato e l’altro, tra un incendio e
l’altro, sotto gli sguardi  sornioni e
beffardi dei benpensanti di occasione o,  se preferite,  dei cialtroni dell’antimafia di facciata, si
va verso il, si fa per dire, democratico voto.
Ce ne
ricorderemo di questo Stato che ha ucciso persino la voglia di vivere di
un’intera comunità!
Salvatore  Petrotto 

sabato 12 aprile 2014

Ad Agrigento e dintorni i migranti per strade e campagne sfuggendo ai controlli

Ad Agrigento e dintorni i migranti per strade e campagne sfuggendo ai controlli
Stanotte, ma ieri notte e l’altro ieri ancora, anche a Racalmuto, nel paese di Sciascia, in provincia di Agrigento, in centinaia, forse qualche migliaio di poveri disperati, ammassati nel palazzetto dello sport, di proprietà della Provincia regionale di Agrigento, sono fuggiti ancora una volta, disperdendosi tra le campagne, in mezzo alle strade. Scene incredibili che solo chi le ha viste può descrivere.
Hanno assaltato i mezzi di trasporto pubblici, bus e treni, alla ricerca di una via di fuga, di un posto dove nascondersi, per sfuggire alle forze dell’Ordine che li braccano ovunque!
Questa è la dura legge che si accanisce contro decine, centinaia di migliaia di disperati, colpevoli di essere poveri e morti di fame! Questi sono gli ordini del Ministero dell’Interno, retto dal nostro conterraneo, l’agrigentino Angelino Alfano: lotta senza quartiere contro i morti di fame!
I miei concittadini, sbigottiti, hanno capito che ormai non si tratta di un’invasione da sottovalutare, visto che già due strutture pubbliche di notevoli dimensioni – un palazzetto dello sport ed un ex ospedale – non bastano più ad accogliere questa marea di gente che scappa dall’Africa e dal Medio Oriente, per rifugiarsi in posti come il nostro!
Posto reso inospitale e pericoloso da chi continua, con la politica della caccia alle streghe, a rinchiudere questa umanità disperata, in strutture, trasformate in fretta e furia in terribili carceri! Strutture, peraltro, sottratte alle comunità locali.
Così si accolgono giovani, donne, vecchi e bambini che scappano da guerre, carestie e malattie di ogni genere? Così si proteggono le popolazioni locali, esposte anche, perché non dirlo, a possibili contagi di malattie epidemiche che possono anche risultare letali?

Allarme virus Ebola in tutta l’Europa. Paura in Sicilia dove gli sbarchi si susseguono senza sosta

Allarme virus Ebola in tutta l’Europa. Paura in Sicilia dove gli sbarchi si susseguono senza sosta
In questa nota si dice che è scattata anche in Italia l’allerta per il virus Ebola. “Con una circolare del 4 aprile – si legge nella nota – il Ministero della Sanità ha comunicato l’attivazione di misure di vigilanza e sorveglianza nei punti di ingresso internazionali in Italia. La nota è stata inviata all’Enac, alla Farnesina, a tutte le regioni ed alla Croce Rossa Italiana. Per la prima volta, dal 1970 ad oggi, la nota dell’allarme è stata trasmessa anche al Ministero della Difesa. Le procedure attivate dal Ministero della Salute prevedono controlli sugli ingressi nel territorio nazionale e un monitoraggio, affidato al Ministero degli Esteri, degli italiani presenti nei paesi colpiti dall’epidemia”.
La notizia, lo ribadiamo, desta molta preoccupazione, alla luce di come allarma ebola 2viene affrontata l’invasione degli unici incolpevoli, ossia quei poveri disgraziati che sbarcano nelle nostre coste, del tutto inconsapevoli che potrebbero essere i portatori di quella che gli esperti hanno definito la peste del terzo millennio!

Ad Agrigento e dintorni i migranti per strade e campagne sfuggendo ai controlli

Ad Agrigento e dintorni i migranti per strade e campagne sfuggendo ai controlli
A maggio si vota per le elezioni europee, ma qui, in Sicilia, grazie agli sbarchi di massa, incontrollati, ormai sembra di vivere in Africa; migliaia di disperati vagano e continuano a vagare nelle nostre strade; tutti quanti riescono a scappare via, a confondersi tra la gente senza che le autorità preposte riescano ad esercitare alcun controllo sanitario!
Se riusciamo a sopravvivere a questa terribile invasione che nessuna autorità politica nazionale sa gestire, che dite, vi dobbiamo votare?

venerdì 11 aprile 2014

"Caro Presidente Crocetta, ti scrivo perché..." | SiciliaInformazioni

"Caro Presidente Crocetta, ti scrivo perché..." | SiciliaInformazioni
Mi aiuti a togliere il velo all’ennesima impostura siciliana che continua a consumarsi in una terra da sempre saccheggiata, in questo caso dai novelli professionisti dell’antimafia di la munnizza!
E lei sa che il nostro Sciascia se ne intendeva di professionisti dell’antimafia, anzi temeva che un giorno, accadessero le stesse cose che si verificarono dopo la caduta del fascismo, quando alcuni scomodi antifascisti vennero, volutamente, scambiati per fascisti.
Cosicché, ad un certo punto, grazie ad una sopraffina confusione, gli antifascisti diventarono fascisti ed i fascisti antifascisti.
Forse la profezia di Leonardo Sciascia è molto più veritiera di quella fantasiosa fine del mondo profetizzata dai Maya!
Non si tratterà in questo caso della fine del mondo, ma della Sicilia di sicuro!
Chi può avere fiducia nella giustizia, allorquando in particolari e convulsi e tristi momenti storici, riusciamo persino a farci confondere le idee al punto tale da ritenere antimafiosi degli incalliti mafiosi, mentre gli antimafiosi diventano mafiosi?
E’ il pirandelliano gioco delle parti, se mi permette, caro Presidente Crocetta.
A meno che non ce ne ricorderemo di questo pianeta, del pianeta mafia, in tutte le sue recenti evoluzioni.
Vivo Leonardo Sciascia ed anche oltre, il business per eccellenza della mafia era quello dei lavori pubblici, delle cattedrali nel deserto, della cementificazione dell’isola.
Oggi gli affari sporchi, con affidamenti diretti, senza gara e del tutto illegali, con costi triplicati, si fanno con i rifiuti ed i servizi idrici.
Se può, caro presidente Crocetta, sottoscriva la mia denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento, risalente a quasi due anni fa e che riguarda proprio queste illegali gestioni di acqua e rifiuti!
Ne siamo certi che il futuro della Sicilia passa attraverso uno scatto di orgoglio, un sussulto di dignità, se non altro per onorare, sino in fondo, la lezione del Maestro di Racalmuto, Leonardo Sciascia.

giovedì 10 aprile 2014

Racalmuto, al via lo sventramento del Teatro Regina Margherita

Racalmuto, al via lo sventramento del Teatro Regina Margherita
Adesso i Racalmutesi lanciano un ultimo disperato appello per frenare una gestione commissariale che ha vessato un paese intero, per sopperire ai pesanti tagli dei trasferimenti finanziari da parte dello Stato e, soprattutto, per favorire dei servizi privatizzati di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ci si aspettava che tali commissari prendessero in considerazione il fatto che il Comune, dal 2011 è dotato di un centro di raccolta dei rifiuti differenziati all’avanguardia, fatto funzionare poco e male che avrebbe fatto diminuire i costi dei servizi, peraltro affidati senza gare d’appalto, di almeno un buon 50%.
Non è un caso che, i media nazionali, interi gruppi parlamentari, nazionali e regionali, si sono occupati di Racalmuto, sottolineando il fatto che si tratta del Comune che fa pagare, ingiustamente, da due anni a questa parte, la tassa sui rifiuti più cara d’Italia, a fronte dei servizi peggiori d’Italia.
Pensate che per un casa di 100 metri quadri a Racalmuto si pagano più di 800 euro l’anno, a fronte della media nazionale di poco più di 400. E dopo altri ingiusti provvedimenti quali la chiusura dell’asilo nido comunale e di un centro sociale, il blocco dei servizi di scuolabus e di trasporto urbano, oltre ovviamente ai già citati tributi che risultano i più cari al mondo, si è passati anche alla demolizione dei beni architettonici!

mercoledì 9 aprile 2014

LA STORIA/ Mario Musotto, quando un regista mescola cinema e vita

LA STORIA/ Mario Musotto, quando un regista mescola cinema e vita
STAVA REALIZZANDO IL FILM “TRENT’ANNI DI MAFIA AD AGRIGENTO”. E’ STATO SOLLEVATO DALL’INCARICO PER UNA CONDANNA. UNA STORIA INCREDIBILE CHE, PER FANTASIA, SUPERA LA REALTA’ DI PIRANDELLIANA MEMORIA