venerdì 11 aprile 2014

"Caro Presidente Crocetta, ti scrivo perché..." | SiciliaInformazioni

"Caro Presidente Crocetta, ti scrivo perché..." | SiciliaInformazioni
Mi aiuti a togliere il velo all’ennesima impostura siciliana che continua a consumarsi in una terra da sempre saccheggiata, in questo caso dai novelli professionisti dell’antimafia di la munnizza!
E lei sa che il nostro Sciascia se ne intendeva di professionisti dell’antimafia, anzi temeva che un giorno, accadessero le stesse cose che si verificarono dopo la caduta del fascismo, quando alcuni scomodi antifascisti vennero, volutamente, scambiati per fascisti.
Cosicché, ad un certo punto, grazie ad una sopraffina confusione, gli antifascisti diventarono fascisti ed i fascisti antifascisti.
Forse la profezia di Leonardo Sciascia è molto più veritiera di quella fantasiosa fine del mondo profetizzata dai Maya!
Non si tratterà in questo caso della fine del mondo, ma della Sicilia di sicuro!
Chi può avere fiducia nella giustizia, allorquando in particolari e convulsi e tristi momenti storici, riusciamo persino a farci confondere le idee al punto tale da ritenere antimafiosi degli incalliti mafiosi, mentre gli antimafiosi diventano mafiosi?
E’ il pirandelliano gioco delle parti, se mi permette, caro Presidente Crocetta.
A meno che non ce ne ricorderemo di questo pianeta, del pianeta mafia, in tutte le sue recenti evoluzioni.
Vivo Leonardo Sciascia ed anche oltre, il business per eccellenza della mafia era quello dei lavori pubblici, delle cattedrali nel deserto, della cementificazione dell’isola.
Oggi gli affari sporchi, con affidamenti diretti, senza gara e del tutto illegali, con costi triplicati, si fanno con i rifiuti ed i servizi idrici.
Se può, caro presidente Crocetta, sottoscriva la mia denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento, risalente a quasi due anni fa e che riguarda proprio queste illegali gestioni di acqua e rifiuti!
Ne siamo certi che il futuro della Sicilia passa attraverso uno scatto di orgoglio, un sussulto di dignità, se non altro per onorare, sino in fondo, la lezione del Maestro di Racalmuto, Leonardo Sciascia.

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