martedì 15 aprile 2014

Nel paese di Sciascia al voto all’ombra dei ‘Professionisti dell’Antimafia’

Nel paese di Sciascia al voto all’ombra dei ‘Professionisti dell’Antimafia’

Quando
il far-west è sotto casa, grazie ad  una
distrazione di massa provocata ad arte.
Stiamo
parlando di Racalmuto dove, una notte  si
ed una notte sempre, si dà fuoco alle polveri.
Spesso  siamo  
svegliati dai boati provocati dall’incendio di  decine di camion, quelli per il trasporto del
sale della locale miniera, ad esempio,  come è successo due anni fa;  e poi,  a cadenza ciclica,  auto bruciate in serie, in due occasioni
persino accanto alla caserma dei Carabinieri.
E
adesso?
Decine
di auto incidentate e poi ancora altre decine di autoveicoli fatti trovare
tutti quanti con le gomme perforate.
E tutto
ciò capita forse perché  qualche  inguaribile nottambulo è disturbato da sonni
inquieti.
E così
adesso, in attesa dell’alba, per passare un po’ di tempo, i soliti, si fa per
dire, ‘buontemponi’, si sono concesse anche queste bravate;  mentre a centinaia,  gli immigrati, sempre nottetempo, scappano
ogni notte via dal centro di prima 
accoglienza,  allestito nel locale
palazzetto dello sport!
Vi assicuro
che Racalmuto è tutto uno spettacolo,  anche se di dubbio gusto!
Non ci
facciamo mancare niente, soprattutto  da
quando si è stabilito che bisognava sciogliere il Consiglio Comunale per
infiltrazioni mafiose.
Il
ferreo controllo del territorio, da parte dello Stato, sta producendo
innumerevoli effetti!
E guai a
chi parla.
Rischi,
quanto meno,  di beccarti una querela,
così come è capitato a dei blogger locali che hanno osato criticare,  più del dovuto,  l’operato della commissione  prefettizia straordinaria.
Quei
malcapitati  blogger pensavano di avere a
che fare con la solita classe politica locale che si può diffamare, calunniare
e  stramaledire,  a piè sospinto, rimanendo impuniti, così come
è successo qualche anno fa.
E no!Stavolta
noi abbiamo a che fare, in tutta la sua plastica configurazione, con lo Stato
di Polizia, presente con tutte le sue articolazioni centrali e periferiche.
Ministri
dell’Interno che vanno e vengono, prefetti vecchi e neo-promossi, quasi sempre
di stanza a Racalmuto.
Commissari
e graduati di diverse polizie, ex prefetti in pensione, ex questori, ex
vice-prefetti e chi più ne ha, più ne metta!
Eppure,
malgrado questa massiccia presenza di integerrimi alti funzionari, malgrado
tutto,  non ci sentiamo per niente  tranquilli!
Ci
svegliamo sempre di soprassalto, tra un boato e l’altro!
Kabul, a
noi Racalmutesi,  ci fa un baffo!
Adesso,
per giunta,  ci sono anche i rumores
delle prossime elezioni comunali del 25 maggio che giungono dopo tre anni di sofferto
commissariamento per mafia.
E così  siamo costretti anche a sentire i botti di
chi, in campagna elettorale,  la spara
più grossa!
Se lo
scrittore Leonardo Sciascia, visto che siamo a Pasqua,  senza per questo voler essere tacciati di
blasfemia,  sollevasse quella lastra di marmo
sotto la quale giace, presso il cimitero di Racalmuto ed  uscisse fuori da quel sepolcro;  se risuscitasse, insomma, credo che ritornerebbe
ad ammonirci: attenti ai nuovi
professionisti dell’antimafia
!
Si sa,
oggi essi sono alle prese con rifiuti, acqua e quant’altro è utile per far
soldi in quantità industriale;  si fa per
dire industriale, visto che parliamo anche dei professionisti dell’antimafia di
Confindustria.
Ed
allora forse, il nostro Sciascia, scorgendoli, 
si ritirerebbe subito in fretta e furia dentro il suo laico sepolcro,
non prima di aver dato una rispolverata a quella scritta che egli, da vivo, ha
fortemente voluta impressa nella sua lastra tombale ‘Ce ne ricorderemo di questo pianeta’.
Del
resto, lo scrittore,  la sua statua
iperreale cioè,   lo potete trovare in questi convulsi
frangenti,  in piazza,  a passeggio, attorniato dagli  operatori politici che si contenderanno,  il 25 maggio prossimo,   il
futuro amministrativo della sua Racalmuto.
Un paese
 dilaniato dai furori pseudo giustizialisti
di alcuni intellettualoidi locali,  cresciuti nel vivaio del Giornale di Sicilia
ed approdati alla corte di Berlusconi  o
del Corriere della Sera, che magari hanno tentato di cavalcare  un’impostura, consumata ai danni del popolo
racalmutese, con tanto di ingiusto scioglimento per mafia. Un’impostura, questa
si,   dall’amaro  sapore sciasciano, degna del migliore abate
Vella del Consiglio d’Egitto.
Poi a
questi soggetti non è riuscito  il
giochetto di metterci la faccia nelle istituzioni locali; di  farsi votare cioè,  per amministrare Racalmuto, non per decreto
del Ministero dell’Interno,  ma per
volontà del popolo sovrano,  malgrado
sembrassero avviati verso inarrestabili glorie elettorali e politiche.
Solo
qualche centinaio degli oltre 8 mila e 500 racalmutesi li ha presi in
considerazione, allorquando, nel 2012,  questi notabili del giornalismo e della
cultura nostrana,  hanno accompagnato più
volte l’allora ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri.
I nostri
intellettualoidi racalmutesi, pensavano di fare il gran salto,  facendosi spianare la strada da quella gran
matrona della Cancellieri!
Purtroppo
quel ministro con la quale hanno parecchio familiarizzato,  si è 
poi rivelata,  con i  casi  Li Gresti e Telekom, una boiarda di stato,  le cui familistiche brame, hanno prodotto per
lei e la sua famiglia svariati milioni di euro che puzzano di sporchi ricatti e  di insani  compromessi!
Del
resto, anche  il commissariamento  del paese di Sciascia, come più volte ho
avuto modo di dire,  altro non è se non
la parodia di un crimine, assai utile per nascondere i veri crimini; mi
riferisco ai  crimini  commessi dai professionisti dell’antimafia dei
rifiuti o dell’acqua che  hanno
accompagnato la Cancellieri a Racalmuto,  assieme ad uno stuolo di intellettualità
malata!
Ci
riferiamo sempre agli stessi soggetti che per continuare a curarsi a dovere i
loro affari non del tutto leciti, hanno dimostrato  di essere così potenti da  far sciogliere, ingiustamente, per delle
inesistenti infiltrazioni mafiose i consigli comunali prima di Siculiana, poi
di  Racalmuto e della Salemi di
Sgarbi.  Adesso ci stanno provando  anche con l’ex assessore ai rifiuti, l’acqua e
l’energia, il magistrato Nicolò Marino, reo di avere tentato di ripristinare la
legalità nel settore dei rifiuti e di  far trionfare quella che,  Leonardo Sciascia,  avrebbe definito giustizia giusta.
Ed è
stato  così che  un intero popolo, quello di Racalmuto,  si è stancato  di protestare in tutte le sedi, comprese
quelle giudiziarie.
Non è
servito a niente mobilitare,  più volte, numerosi   parlamentari e 
tutti i mezzi di informazione,  nel
tentativo di opporsi, ad esempio, al pagamento di una ingiusta ed
ingiustificata tassa sui rifiuti, la cui tariffa è più del triplo della media
nazionale.
Per non
parlare  delle altre tasse comunali,
anch’esse le  più care d’Italia.
Un paese
tra l’altro, privato, in questi anni, 
del suo  ottocentesco teatro, di
un asilo nido comunale, dello scuolabus, del trasporto pubblico, di un centro
sociale,  persino dell’acqua delle
numerose fontanelle pubbliche.
Una
comunità a cui sono stati tagliati tutti i servizi, in cui il terrorismo pseudo
–antimafioso ha fatto piazza pulita anche di una miriade di attività lecite.
Ora,
dopo tante proteste e conseguenti intimidazioni,  tra un attentato e l’altro, tra un incendio e
l’altro, sotto gli sguardi  sornioni e
beffardi dei benpensanti di occasione o,  se preferite,  dei cialtroni dell’antimafia di facciata, si
va verso il, si fa per dire, democratico voto.
Ce ne
ricorderemo di questo Stato che ha ucciso persino la voglia di vivere di
un’intera comunità!
Salvatore  Petrotto 

Nessun commento: