Il
contratto di sponsorizzazione deliberato dalla Giunta comunale di Siculiana con
l'atto n. 81 del 18/12/2013 prevede per il comune di Siculiana: 15 mila euro l'anno per eventi e 35 mila euro
per dei servizi di manutenzione; somme erogate dal vicepresidente di
Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro e da suo fratello Lorenzo.
contratto di sponsorizzazione deliberato dalla Giunta comunale di Siculiana con
l'atto n. 81 del 18/12/2013 prevede per il comune di Siculiana: 15 mila euro l'anno per eventi e 35 mila euro
per dei servizi di manutenzione; somme erogate dal vicepresidente di
Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro e da suo fratello Lorenzo.
Queste
sono le ricompense fin qui ottenute dal comune di Siculiana per essere stato defraudato della sua piccola discarica
comunale diventata nel 2007,
inspiegabilmente, come per incanto, una discarica privata, di proprietà proprio
dei fratelli Catanzaro.
sono le ricompense fin qui ottenute dal comune di Siculiana per essere stato defraudato della sua piccola discarica
comunale diventata nel 2007,
inspiegabilmente, come per incanto, una discarica privata, di proprietà proprio
dei fratelli Catanzaro.
Discarica
che al vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro ed a suo
fratello Lorenzo, dal 2007 ad oggi, da quando cioè l’hanno scippato al comune
di Siculiana, ampliandola illegittimamente a dismisura, ha fruttato guadagni
per svariate centinaia di milioni di euro.
che al vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro ed a suo
fratello Lorenzo, dal 2007 ad oggi, da quando cioè l’hanno scippato al comune
di Siculiana, ampliandola illegittimamente a dismisura, ha fruttato guadagni
per svariate centinaia di milioni di euro.
Con
delle modestissime cifre pagate ogni
anno al comune di Siculiana, i fratelli Catanzaro forse intendono fare un pò di elemosina ai
cittadini di Siculiana, per comprare qualche silenzio di troppo.
delle modestissime cifre pagate ogni
anno al comune di Siculiana, i fratelli Catanzaro forse intendono fare un pò di elemosina ai
cittadini di Siculiana, per comprare qualche silenzio di troppo.
Il
paradosso è che, sempre i fratelli
Catanzaro, mentre con una mano danno pochi spiccioli al comune di Siculiana,
con un'altra si sono appropriati di diversi milioni di euro attinti dalle casse
comunali, non si sa bene per quali
precise ragioni, ancora tutte quante da scoprire e magari indagare.
paradosso è che, sempre i fratelli
Catanzaro, mentre con una mano danno pochi spiccioli al comune di Siculiana,
con un'altra si sono appropriati di diversi milioni di euro attinti dalle casse
comunali, non si sa bene per quali
precise ragioni, ancora tutte quante da scoprire e magari indagare.
Anche di
questa vicenda c’è una fitta documentazione relativa all'onerosa transazione,
risalente a più di tre anni addietro, a carico del comune di Siculiana che da
ente pubblico ed ex proprietario della discarica, si è fatto fregare un bel pò
di milioni di euro, oltre alla discarica!
questa vicenda c’è una fitta documentazione relativa all'onerosa transazione,
risalente a più di tre anni addietro, a carico del comune di Siculiana che da
ente pubblico ed ex proprietario della discarica, si è fatto fregare un bel pò
di milioni di euro, oltre alla discarica!
Un
bell'affare no!
bell'affare no!
Sono
questi, inspiegabilmente, gli attuali
rapporti di buon vicinato che legano recentemente il comune di Siculiana ai
fratelli Catanzaro.
questi, inspiegabilmente, gli attuali
rapporti di buon vicinato che legano recentemente il comune di Siculiana ai
fratelli Catanzaro.
E poco
importa agli attuali amministratori comunali di Siculiana se , a parere dei
carabinieri del Noe, il vice-presidente di Confindustria Sicilia e suo
fratello, si sono impadroniti di una discarica comunale, l'hanno ampliato a
dismisura, del tutto illegittimamente, commettendo una serie di reati per i
quali è stata avviata un'inchiesta giudiziaria che va avanti da anni e che è
finita sul tavolo del Giudice per le Indagini preliminari di Agrigento.
importa agli attuali amministratori comunali di Siculiana se , a parere dei
carabinieri del Noe, il vice-presidente di Confindustria Sicilia e suo
fratello, si sono impadroniti di una discarica comunale, l'hanno ampliato a
dismisura, del tutto illegittimamente, commettendo una serie di reati per i
quali è stata avviata un'inchiesta giudiziaria che va avanti da anni e che è
finita sul tavolo del Giudice per le Indagini preliminari di Agrigento.
Davanti
al Tribunale sono stati chiamati a comparire Lorenzo Catanzaro, fratello del
numero due degli industriali siciliani e rappresentante legale dell'impianto,
l'ex presidente della Provincia regionale di Agrigento, nonché attuale deputato
regionale in quota Ncd, Vincenzo Fontana, e due funzionari della Regione,
Vincenzo Sansone e Gianfranco Cannova (già rinviato a giudizio nell'inchiesta
Terra Mia sulla discarica di Mazzarò).
al Tribunale sono stati chiamati a comparire Lorenzo Catanzaro, fratello del
numero due degli industriali siciliani e rappresentante legale dell'impianto,
l'ex presidente della Provincia regionale di Agrigento, nonché attuale deputato
regionale in quota Ncd, Vincenzo Fontana, e due funzionari della Regione,
Vincenzo Sansone e Gianfranco Cannova (già rinviato a giudizio nell'inchiesta
Terra Mia sulla discarica di Mazzarò).
Il
giudice, dopo l'udienza del 13 novembre 2014, dovrà decidere se archiviare il
caso, come gli ha chiesto la Procura, o se andare avanti con l'inchiesta,
rinviando a giudizio i 4 indagati eccellenti.
giudice, dopo l'udienza del 13 novembre 2014, dovrà decidere se archiviare il
caso, come gli ha chiesto la Procura, o se andare avanti con l'inchiesta,
rinviando a giudizio i 4 indagati eccellenti.
L'inchiesta
parte nel 2007 quando il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, durante un
controllo nella discarica dei Catanzaro, contestava alcune irregolarità sul suo
ampliamento. Venivano così ipotizzati per i sopra citati protagonisti di questa
storia, il reato di abuso d'ufficio, falsità materiale ed ideologica in atti
pubblici e illecita gestione di una discarica per rifiuti solidi urbani.
parte nel 2007 quando il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, durante un
controllo nella discarica dei Catanzaro, contestava alcune irregolarità sul suo
ampliamento. Venivano così ipotizzati per i sopra citati protagonisti di questa
storia, il reato di abuso d'ufficio, falsità materiale ed ideologica in atti
pubblici e illecita gestione di una discarica per rifiuti solidi urbani.
I
Catanzaro, in buona sostanza, secondo i Carabinieri, hanno ottenuto le
autorizzazioni necessarie a gestire ed ampliare la loro discarica, attraverso
falsa documentazione e con la complicità di funzionari pubblici.
Catanzaro, in buona sostanza, secondo i Carabinieri, hanno ottenuto le
autorizzazioni necessarie a gestire ed ampliare la loro discarica, attraverso
falsa documentazione e con la complicità di funzionari pubblici.
Ricordiamo
che la storia di questo impianto è controversa sin dall'origine.
che la storia di questo impianto è controversa sin dall'origine.
Parliamo
di una discarica che era pubblica, e che come in un racconto di Pirandello, un
bel giorno si risveglia privata.
di una discarica che era pubblica, e che come in un racconto di Pirandello, un
bel giorno si risveglia privata.
Salvatore
Petrotto
Petrotto


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