Rifiuti, perché è importante appoggiare l’azione dell’assessore Nicolò Marino
Da sei anni a questa parte, cosa ribadita dalle autorità nazionali sulla libera concorrenza e sugli appalti pubblici, nonché dalla Corte dei Conti, in Sicilia, non si celebrano più gare d'appalto, per un ammontare complessivo di oltre due miliardi di euro per garantire dei pessimi servizi, violando tutte le leggi in materia di appalti, libera concorrenza ed ambientali. Il tutto è avvenuto grazie alla presenza nei vari governi regionali siciliani di assessori espressione di quella sedicente Confindustria antimafiosa con a capo, oltre che il ras delle discariche private, il già citato Catanzaro Giuseppe, anche il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante ed il vicepresidente nazionale, Ivan Lo Bello, garanti di queste sporche operazioni affaristiche.
Io queste cose le ho denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento, a febbraio del 2011.
A maggio sempre del 2011, inauguravo un centro comunale di raccolta di rifiuti differenziati, attrezzato di tutto punto e finanziato dall'Unione Europea ed al servizio di tre comuni. Nel corso della cerimonia d'inaugurazione, dichiaravo attraverso la RAI, i giornali ed altre emittenti televisive regionali, che non avrei conferito più neanche un chilo di rifiuti nella discarica privata del già citato professionista dell'antimafia dei rifiuti, il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro e che avrei per lo meno dimezzato la tassa sui rifiuti che allora era di 3 euro per metro quadro per le civili abitazioni. Pensate che adesso, dopo più di due anni di commissariamento del comune di Racalmuto tale tariffa, è stata triplicata: adesso si paga una tassa sui rifiuti di oltre 8 euro per metro quadro! La più cara d'Italia! E ciò è avvenuto, sempre per favorire, attraverso i soliti appalti illegali, da me invano denunciati in Procura, ed affidati direttamente e senza gare, alla solita lobby dei professionisti dell'antimafia dei rifiuti. Il centro comunale di raccolta, ovviamente, da due anni a questa parte funziona poco e niente!
Ebbene, sapete come è andata a finire?
Dopo neanche un mese, mi hanno notificato un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa, tanto da costringermi a dimettermi da sindaco. Due mesi dopo la stessa Procura Distrettuale Antimafia che mi ha notificato tale avviso, ha inoltrato la relativa richiesta di archiviazione, accolta dal Tribunale di Palermo.
Ma, non appena ho preannunciato che mi sarei ricandidato a sindaco, il Catanzaro e la sua lobby dei rifiuti si è subito attivato, notificandoci personalmente il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale di Racalmuto che era rimasto in carica dopo le mie dimissioni. Dico che il decreto ce l'ha notificato il Catanzaro perché è stato lui, assieme ad Ivan Lo Bello ed al presidente di Confindustria Sicilia ad accompagnare per mano, l'allora Ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri fin dentro il comune di Racalmuto, proprio per notificare il decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Racalmuto.
E' evidente che si è trattato di una ritorsione nei miei confronti, posta in essere allorquando mi sono permesso di sfidare questi professionisti dell'antimafia dei rifiuti attraverso una denuncia alla Procura di Agrigento che purtroppo non ha prodotto alcun effetto se non delle micidiali conseguenze per me ed il paese che amministravo fino a quel momento!
Sciascianamente semplice la storia, no!
E quando ho dimostrato che si poteva garantire un servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti che sarebbe costato poco più di un euro a metro quadro a fronte degli oltre 8 euro che si pagano attualmente, grazie ai loro commissari ed agli appalti illegali che continuano a gestire, senza celebrare alcuna gara, apriti cielo!
Mi hanno distrutto!
Inoltre recentemente ho scoperto che la Cancellieri, il Ministro dell'Interno cioé che ha ha firmato il decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio Comunale di Racalmuto quando era Prefetto a Catania, è stata nominata dall'allora Presidente della Regione, il catanese Raffaele Lombardo, presidente di un comitato preposto ad elaborare quel piano dei rifiuti in Sicilia che ha previsto la gestione dell'intero ciclo dei rifiuti attraverso 4 discariche private, omettendo del tutto di potenziare la raccolta differenziata per favorire quei privati con una serie di affidamenti diretti. Cose che recentemente sono state denunciate anche dall'assessore regionale competente, il magistrato in aspettativa Nicolò Marino, peraltro querelato, per le sue dichiarazioni dal Catanzaro. Lo stesso Catanzaro ha citato il sottoscritto in sede civile. Ecco come anche l'attuale Ministro delle Giustizia, allora Ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri ha reso questi favori alla lobby di Confindustria Sicilia; la Cancellieri ha agevolato i loro interessi basati su quelle stesse illegali modalità di conferimento degli appalti, previste, ironia della sorte, proprio da lei in quel piano del 2009. Per queste ragioni la Cancellieri ha sciolto il mio comune e mi ha fatto dichiarare incandidabile, in sede civile. Perché ho denunciato alla Procura della Repubblica i suoi amici ed accompagnatori ufficiali, e cioè i già citati Catanzaro, Montante e Lo Bello, ossia i professionisti dell'antimafia di 'la munnizza'.
Salvatore Petrotto
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