lunedì 31 agosto 2009
Lettera ad un giovane di Racalmuto, scritta dal sindaco di Racalmuto Salvatore Petrotto.
Caro Cristian, le generalizzazioni sono brutte.
Noi dobbiamo proporre delle cose positive per il paese.
E' necessario mettere da parte gli odi e gli attacchi strumentali che qualcuno, ha voluto coltivare assieme a voi, proprio per creare confusione, distrarci e non farci lavorare per Racalmuto.
Ma il gioco è stato scoperto e questo qualcuno rischia di parlare solo a sé stesso.
Sulla vicenda della polizia postale, vi prego di verificare un paio di messaggi lanciati da due persone già individuate che parlano di minacce, fabbriche ed alberghi.
In quel caso ci sono tutti gli estremi della calunnia e della diffamazione.
Stiamo parlando di vicende che sono al vaglio della Magistratura.
Nessuno si può arrogare il diritto di incolparmi di cose che, paradossalmente hanno colpito principalmente il sottoscritto.
Dove era questo qualcuno quando a me incendiavano le auto, le case, mi mandavano i proiettili, cospargevano il mio ufficio e l'aula consiliare di feci?
Semplicemente questo qualcuno teneva il bordone a chi commetteva questi vili gesti.
Anzi certa imprenditoria e/o mafia, per timore, per paura o per bisogno, veniva riverita se non osannata.
Per quanto mi riguarda si arrivò ad affermare che gli attentati me li facevo io!
Questi figli di un passato tutto da dimenticare oggi possono tranquillamente dire e fare ciò che vogliono.
Quando io da sindaco sbagliavo a parlare od a fare qualcosa, o per meglio dire quando tentavo di applicare semplicemente la legge, qualcuno mi querelava e qualche altro mi faceva un attentato.
Oggi Racalmuto e spero la Sicilia sono stati liberati dai condizionamenti della mafia, dalla Magistratura e dalle Forze dell'Ordine, ai quali va un sentitissimo grazie per l'immane impegno profuso e soprattutto per il tributo di vite umane sacrificate per far parlare voi, io e tutti quanti coloro i quali hanno a cuore il destino nostro e dei nostri figli.
Grazie perciò a tutte le vittime della mafia, Magistrati, Uomini delle Forze dell’Ordine in testa e via via tutti gli altri, dai giornalisti, agli uomini politici ed agli imprenditori che si sono ribellati ed a tutti i cittadini comuni che continuano a credere che non ci può essere futuro senza rispetto per gli altri, per le regole della cosiddetta civile convivenza.
Non ci può essere futuro senza rispetto per la dignità umana e per la sacrosanta verità!
Non si può e non si deve dire il falso, diffamando e calunniando proprio quelle persone che si sono da sempre battute, pagando anche di persona, quando hanno sbagliato o quando hanno pestato i piedi a qualche potente poco incline allo sviluppo di una coscienza civile!
Soprattutto non si può ribaltare una certa verità storica di questo paese.
Chi oggi minaccia querele contro di me pubblicamente, faceva parte a pieno titolo di quel sistema che ieri ha prodotto quello sperpero di denaro pubblico, vedi strada Racalmuto Milena, vicino al Cimitero di Racalmuto, ed ora viene ad invocare il controllo della spesa!
Ma se questo signore, soltanto in una delle 5 sei opere pubbliche che ha progettato e diretto, con 5 miliardi spesi male ha consentito un evidente sciupìo di denaro pubblico perché non va a controllare anche e rendere conto dei numerosi lavori da lui progettati, diretti e realizzati.
Perchè non vi o ci rende conto del perché, prima che io mi insediassi, nell'aprile del 2007 hanno messo i sigilli a quattro costruzioni in contrada Bovo e di due di queste lui ne era il progettista e direttore dei lavori!
Perché no ci racconta di come si costruivano le cooperative edilizie: senza opere di urbanizzazione, senza luce, cioè, fogne o acqua!
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