
Agricoltori, Allevatori, Pescatori, Artigiani, Commercianti, Piccoli Industriali, Imprenditori Edili, Autotrasportatori e
persino Giostrai.
Disoccupati, Sottoccupati e Lavoratori di Ogni Comparto.
Tutti Quanti Mobilitati dal 16 al 20 gennaio, per protestare contro il caro carburanti, l’insopportabile
recente inasprimento fiscale e contro lo strapotere delle banche che hanno
soffocato un’intera economia.
Si fermeranno tutte le attività economico-produttive e dei
trasporti, con relativi blocchi stradali
e ferroviari, nonché di porti ed aeroporti.
Le quattro giornate di protesta saranno organizzate, su iniziativa di migliaia di agricoltori ed
allevatori siciliani che hanno costituito il cosiddetto Movimento dei Forconi.
Ad aderire, comunque, ci saranno tutte le categorie
produttive dell’Isola.
Tutte quante le
associazioni di categoria del mondo della produzione e del lavoro, si sono dichiarate disponibili ad aderire a
quella che si spera rappresenti l’inizio del riconoscimento di quanto dovuto
alla Sicilia, da parte dello Stato
Italiano.
Ormai, tutte le aziende siciliane , non ce la fanno più!
Ci riferiamo a quelle sopravvissute all’immane e catastrofica crisi, provocata dal caro
carburanti, dal caro-energia e dallo strangolamento finanziario delle banche.
Ormai è chiaro a tutti come le banche stanno facendo fallire
gli Stati Europei e coloro i quali creano vera ricchezza economica e lavoro!
La Banca Centrale Europea, seppure diretta dall’italiano Mario
Draghi, continua a dare soldi alle banche, anziché alle categorie produttive ed agli Stati Membri dell’Unione Europea.
La la BCE (Banca
Centrale Europea), finanzia, a tasso
zero, le banche che poi prestano i soldi
agli Stati, anche a tassi superiori all’8%.
Una vergognosa pratica di speculazione finanziaria che sta
facendo fallire l’Europa e l’Euro!
In Sicilia, inoltre, malgrado si producano oltre il 50% dei carburanti di origine
petrolifera, necessari per fare andare avanti l’economia dell’intera Italia: benzina, gasolio e gas GPL.
Malgrado anche l’ingentissima
produzione di energia elettrica, attraverso le pale eoliche, sovvenzionate, sempre dalle banche.
Tutti quanti i Siciliani non siamo padroni a casa nostra,
malgrado lo Statuto Autonomista della Regione Siciliana, riconosce, ma solo
sulla carta, che buona parte delle
ingenti tasse che paghiamo su ogni litro di carburante, dovrebbero rimanere ed essere spesi in
Sicilia.
Tasse che ammontano a
quasi il 60% del prezzo alla pompa.
In altri termini su un euro ed ottanta centesimi che
paghiamo per il gasolio e la benzina, più di un euro sono tasse!
Si chiede, nella piattaforma rivendicativa che i Siciliani paghino benzina e gasolio a meno di un euro al
litro!
Il che è assolutamente possibile, visto che si tratta di un legale
riconoscimento da parte dello Stato nei confronti della Sicilia, in ossequio da
quanto previsto dal Nostro Statuto
Autonomista!
Questa situazione di illegalità in cui incorre da oltre
mezzo secolo lo Stato Italiano, non è
più tollerabile!
Senza considerare che
le raffinerie di petrolio di Gela, Augusta, Melilli, Priolo e Milazzo, sin’ora,
hanno prodotto solo insopportabile e
micidiale inquinamento!
Ed inesorabilmente e tragicamente, abbiamo soltanto
raggiunto un tragico primato!
In quanto a morti per
tumore, siamo in assoluto i primi in
Europa!
Quando invece, anche senza esserne consapevoli, siamo primi,
sempre in Europa, come piattaforma energetica!
Con due gasdotti che ci attraversano, quello Italo- Libico e
quello Italo –Algerino, dentro i quali scorre, più del 50% del metano che si
consuma in tutt’Italia.
Senza contare la prossima realizzazione da parte dell’ENEL,
del più grande rigassificatore d’Italia,
quello di Porto Empedocle.
Salvatore Petrotto


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