giovedì 20 marzo 2014

Precari Asu: la replica del presidente Crocetta non cancella la nota della dottoressa Corsello

Precari Asu: la replica del presidente Crocetta non cancella la nota della dottoressa Corsello



Sicilia.
Crocetta: “Asu, nessuno sollevi finti problemi”
Così mi
ha risposto su Face book il Presidente 
della Regione, Rosario Crocetta, relativamente ad un articolo pubblicato
su Link Sicilia. 
Crocetta  prosegue in questo modo:
Palermo, 19 mar. 2014. In merito
alle notizie diffuse da parte di alcuni che ipotizzano cancellazioni di massa
del bacino degli Asu, voglio affermare con chiarezza che il nostro governo dopo
25 anni ha proposto e fatto approvare all'Assemblea Regionale Siciliana una
legge che prevede la stabilizzazione degli Asu. Gli accertamenti in atto da
parte dell'assessorato regionale al Lavoro, sono un adempimento formale di
legge che si sarebbe dovuto essere effettuare ogni anno. E su questo la Regione
è stata inadempiente. Nessuno sollevi poi problemi attorno ai livelli di
reddito poichè il sussidio al lavoro o il contributo dato ai bisognosi o ai
medesimi Asu, non fanno parte della valutazione della composizione del reddito
isee, sulla questione sono state fatte affermazioni false. La nostra idea è di
verificare le condizioni economiche e finanziarie familiari e predisporre una
legge sulla valutazione del reddito familiare come quella degli ex pip. In
buona sostanza vorremo evitare soltanto che i contributi previsti per le fasce
deboli finiscano nelle tasche di coloro che hanno un reddito lordo di 300 mila
euro l'anno, come abbiamo accertato a Palermo negli elenchi dei lavoratori
“emergenza Palermo”.

Ci
sembra che il maldestro tentativo di fare terrorismo, minacciando di licenziare
6 mila lavoratori socialmente utili, 
all'approssimarsi della campagna elettorale per le Europee, da parte del
Presidente Crocetta è stato, come si suole dire, tempestivamente,  'sgamato'.
Il
Presidente Crocetta  non sappiamo se c’è
o ci fa!    
Che
significato ha allora la circolare n° 14961 del 17/03/2014, pubblicata nel sito
dell'Assessorato Regionale al Lavoro?
La
dirigente  di detto Assessorato , Anna Rosa Corsello,  si è espressa nei confronti  dei 6 mila lavoratori ASU, con queste testuali
parole  e cioè che  i 6 mila lavoratori ASU  devono presentare   “a pena di decadenza dal bacino ed entro 5
giorni dalla pubblicazione,  il proprio
modello ISEE, su cui saranno effettuate le verifiche di rito necessarie al
mantenimento del sussidio in argomento”.
Che vuol
 dire poi la parola ‘sussidio’,  usata sempre dalla Corsello,  riferita a dei lavoratori che, lo ripetiamo,
e non ci stancheremo mai di dirlo, per poco più di 15 euro al giorno, fanno i
pulizieri, i bidelli, curano la manutenzione degli edifici pubblici,  tappano buche 
in mezzo alle strade,  zappano,
potano alberi, assistono anziani e minori, fanno i custodi degli impianti
sportivi,  sostituiscono anche gli  impiegati di ruolo negli uffici pubblici.
Stiamo
parlando di gente che  si sobbarca,  da decenni,  anche lavori umili e pesanti senza avere avuto
mai riconosciuta alcuna dignità di lavoratori.
Persone,
e non pacchi postali,  quotidianamente
mortificati anche dai loro colleghi superiori, quelli a tempo indeterminato che
li considerano degli intrusi!
Sempre
sfruttati,  senza  uno straccio di contratto, senza alcuna tutela
per loro ed i loro figli!
E poi,
caro Presidente Crocetta, ci risponda: 
che significa l'espressione riportata nella citata minacciosa circolare
della sua dirigente Corsello che non producendo l'ISEE, entro 5 giorni, sic et
simpliciter ci sarà la  'decadenza' di
detti lavoratori?
E se
l'italiano è l'italiano e cioè anche il ragionare, come avrebbe ribadito il mio
compaesano Leonardo Sciascia, a casa mia, a Racalmuto,   decadenza entro 5 giorni, previo relativo
controllo ISEE, procedura non prevista  da
nessuna legge, significa concreta minaccia di licenziamento, di migliaia di
lavoratori. 
Piuttosto
questi seimila padri e madri di famiglia dovrebbero chiedere a Lei, Presidente
Crocetta,  come mai per decenni la
Regione non li ha messi in regola, non li ha contrattualizzati, li ha sfruttati,  danneggiati, li ha mortificati ed ora li
espone al pubblico ludibrio, 
strombazzato da certa stampa di regime a lei compiacente?
Risponda,
cortesemente,  a quanti soffrono per
questa triste vicenda e se può mostri  un
po’ di sensibilità per quanto ancora le sto per dire.
Capiamo
benissimo che lei,  nell’immediato  passato,  è stato parecchio riluttante nel solidarizzare
col suo  assessore ai rifiuti, il
magistrato in aspettativa,  Nicolò
Marino, allorquando ha denunciato, assieme alla Corte dei Conti, all'Autorità
Nazionale  di vigilanza sugli appalti ed
all'Autorità Nazionale Antitrust che,  da
almeno 6 anni, in Sicilia,  non si
celebrano più gare nel settore dei rifiuti!
Si
tratta di appalti  di servizi pessimi e
tra i più costosi d'Italia e che ormai ammontano a circa 2 miliardi di euro,
affidati direttamente, sempre alle stesse ditte, prima  dagli ATO rifiuti, poi dai Commissari
Regionali inviati dal suo predecessore e da Lei, ed adesso anche da alcuni
comuni, quali il mio.
Perché
si continua ad autorizzare  delle micidiali
discariche private,  o degli impianti di
smaltimento, anch’essi privati, a fronte di centinaia di impianti pubblici
fatti funzionare poco e male?
Perché  non si effettua la raccolta differenziata, la
cui percentuale in Sicilia è la più bassa d'Italia?
Mentre,
sempre le stesse  imprese affidatarie,  lo ripeto, da sei anni a questa parte, che,
con un dolce eufemismo,  potremmo
definire privilegiate, hanno fatto schizzare alle stelle le bollette sui
rifiuti che sono le più salate d'Italia, a fronte dei servizi peggiori
d'Italia.
A queste
cose Lei, caro presidente Crocetta, non ci pensa?
Non
pensa che  queste cosine, di poco conto
(si fa per dire) meritino la debita attenzione?
In fondo
si tratta di  due miliardi di euro
sborsati,  a lacrime di sangue,   da famiglie e comuni, tutti quanti
tartassati al massimo; soldi che in questi anni sono stati triturati in mezzo
ai rifiuti.
Sa
quanti lavori e servizi produttivi si potevano portare avanti in Sicilia con
questa massa di denaro?
E’
questa l’industria siciliana?
Quella
che fa affari,  a nostre carissime spese,
 sotterrando rifiuti di qualsiasi genere?
O Lei
pensa che qualche decina di milioni di euro destinati per dei servizi, dei
lavori, effettivamente utili, come quelli che attualmente svolgono decine di migliaia
di lavoratori 'atipici', finanziariamente pesano di più dei due miliardi di
euro, letteralmente rubati,  da chi si è
arricchito a nostre spese col perverso sistema della raccolta e smaltimento
illegittimo dei rifiuti in Sicilia?
Non ha
mai sfiorato la sua mente l’idea  che
proprio tra i rifiuti si possa annidare la vera mafia che lei 'assicuta'
ovunque, soprattutto quando si trova al cospetto di camionisti, forconi o di
quelle decine di migliaia di poveri disgraziati, quali i lavoratori precari?
Ci
rifletta Presidente e ci dia una sua autorevole risposta!


Salvatore
Petrotto

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