Capiamo benissimo che lei, nell’immediato passato, è stato parecchio riluttante nel solidarizzare col suo assessore ai rifiuti, il magistrato in aspettativa, Nicolò Marino, allorquando ha denunciato, assieme alla Corte dei Conti, all’Autorità Nazionale di vigilanza sugli appalti ed all’Autorità Nazionale Antitrust che, da almeno 6 anni, in Sicilia, non si celebrano più gare nel settore dei rifiuti!
Si tratta di appalti di servizi pessimi e tra i più costosi d’Italia e che ormai ammontano a circa 2 miliardi di euro, affidati direttamente, sempre alle stesse ditte, prima dagli ATO rifiuti, poi dai Commissari Regionali inviati dal suo predecessore e da Lei, ed adesso anche da alcuni comuni, quali il mio.
Perché si continua ad autorizzare delle micidiali discariche private, o degli impianti di smaltimento, anch’essi privati, a fronte di centinaia di impianti pubblici fatti funzionare poco e male! Non si effettua la raccolta differenziata, la cui percentuale in Sicilia è la più bassa d’Italia.
Mentre, sempre le stesse imprese affidatarie, lo ripeto, da sei anni a questa parte e che, con un dolce eufemismo potremmo definire privilegiate, hanno fatto schizzare alle stelle le bollette sui rifiuti che sono le più salate d’Italia, a fronte dei servizi peggiori d’Italia.
A queste cose Lei, caro presidente Crocetta, non ci pensa?
Non pensa che queste cosine, di poco conto (si fa per dire) meritino la debita attenzione? In fondo si tratta di due miliardi di euro sborsati, a lacrime di sangue, da famiglie e Comuni, tutti quanti tartassati al massimo, soldi che in questi anni sono stati triturati in mezzo ai rifiuti.
Sa quanti lavori e servizi produttivi si potevano portare avanti in Sicilia con questa massa di denaro? E’ questa l’industria siciliana? Quella che fa affari sotterrando rifiuti di qualsiasi genere?
O Lei pensa che qualche decina di milioni di euro destinati per dei servizi, dei lavori, effettivamente utili, come quelli che attualmente svolgono decine di migliaia di lavoratori ‘atipici’, finanziariamente pesano di più dei due miliardi di euro, letteralmente rubati, da chi si è arricchito a nostre spese col perverso sistema della raccolta e smaltimento illegittimo dei rifiuti in Sicilia?
Non ha mai sfiorato la sua mente l’idea che proprio tra i rifiuti si possa annidare la vera mafia che lei ‘assicuta’ ovunque, soprattutto quando si trova al cospetto di camionisti, forconi o di quelle decine di migliaia di poveri disgraziati, quali i lavoratori precari?


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